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Indice degli argomenti Toggle Risparmio energetico, come e quando è nata la giornata mondialeM’Illumino di Meno 2026: la scienza al centro della transizione energeticaCos’è davvero il risparmio energetico, dal quale non si può più prescindereRisparmio energetico, piccoli accorgimenti quotidiani che possono aiutare l’ambienteFAQ – Giornata mondiale del risparmio energetico 2026Cos’è la Giornata mondiale del risparmio energetico?Perché si celebra proprio il 18 febbraio?Qual è la differenza tra Giornata mondiale e M’Illumino di Meno?Qual è il tema di M’Illumino di Meno 2026?Quanto incidono gli edifici sui consumi energetici in Europa?Cosa prevede la nuova Direttiva europea EPBD?Il risparmio energetico significa rinunciare al comfort?Quali sono le azioni più efficaci per ridurre i consumi in un edificio? Il 18 febbraio si celebra la Giornata mondiale del risparmio energetico, una ricorrenza che nel 2026 assume un significato ancora più strategico alla luce dell’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di decarbonizzazione, sicurezza energetica ed efficienza degli edifici. Il tema non riguarda più soltanto la sensibilizzazione individuale, ma si inserisce in una cornice regolatoria stringente che coinvolge Stati membri, imprese, progettisti e gestori di patrimoni immobiliari. Con l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD recast – Direttiva (UE) 2024/1275), l’Unione europea ha ridefinito obiettivi e traiettorie di intervento, introducendo il concetto di Zero Emission Buildings (ZEB) per i nuovi edifici e fissando target progressivi di riduzione dei consumi del patrimonio esistente. Parallelamente, il pacchetto “Fit for 55” e l’aggiornamento dei Piani Nazionali Integrati Energia e Clima (PNIEC) rafforzano l’obbligo di accelerare sull’efficienza energetica come leva primaria per contenere le emissioni climalteranti e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate. In questo contesto, il risparmio energetico non può più essere letto come semplice insieme di buone pratiche domestiche, ma come componente centrale delle politiche industriali, edilizie e infrastrutturali europee. Il settore building, responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali nell’Unione europea, rappresenta infatti uno degli ambiti prioritari di intervento, con un focus sempre più marcato su riqualificazione profonda (deep renovation), elettrificazione dei consumi, integrazione delle fonti rinnovabili e digitalizzazione dei sistemi di gestione energetica. La Giornata del 18 febbraio diventa quindi un’occasione per riflettere non solo sui comportamenti individuali, ma anche sulle trasformazioni tecnologiche, normative e culturali che stanno ridefinendo il modo di progettare, gestire e vivere gli edifici. La crisi climatica globale unita a comportamenti sbagliati reiterati da parte di privati cittadini, aziende e governi negligenti, hanno fatto sì che il pianeta sia a un punto di non ritorno. Occorre frenare i comportamenti scorretti e occorre farlo subito. Sensibilizzare i cittadini su questo argomento è il primo passo per una società consapevole dei rischi che si corrono se, nel breve termine, tutte le Nazioni non inizieranno seriamente a sanzionare chi inquina e non rispetta gli accordi internazionali sul clima. Ogni giorno, e il 18 febbraio più che mai, dovremmo riflettere su quanto sia importante adottare alcuni accorgimenti anti-spreco, preferire le fonti rinnovabili e circondarsi di oggetti della vita quotidiana ad alta efficienza energetica. Vediamo storia e significato della Giornata mondiale del risparmio energetico, quando è nata e altre interessanti curiosità. Risparmio energetico, come e quando è nata la giornata mondiale La Giornata mondiale del risparmio energetico si celebra ogni anno il 18 febbraio, una data scelta in riferimento all’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, avvenuta nel 2005. Il trattato, adottato nel 1997 nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), rappresenta il primo accordo internazionale vincolante che ha imposto ai Paesi industrializzati obiettivi quantitativi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Sebbene il Protocollo di Kyoto abbia riguardato principalmente la mitigazione delle emissioni climalteranti, ha avuto impatti anche sul piano culturale e politico, ponendo il tema dell’efficienza energetica al centro delle strategie di contenimento del riscaldamento globale. Ridurre i consumi, migliorare le prestazioni degli edifici, promuovere tecnologie a minore intensità energetica sono diventati strumenti operativi per raggiungere target climatici misurabili. Negli anni successivi, il quadro normativo internazionale si è progressivamente evoluto. Con l’Accordo di Parigi del 2015, la comunità globale ha fissato l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, rafforzando l’impegno verso la neutralità climatica nella seconda metà del secolo. In parallelo, l’Unione europea ha costruito un impianto regolatorio sempre più strutturato: dal Green Deal europeo al pacchetto “Fit for 55”, fino alla recente revisione della Direttiva Case Green, che definisce una traiettoria chiara verso edifici a emissioni zero e un’accelerazione delle riqualificazioni profonde del patrimonio esistente. In questo scenario, la Giornata mondiale del risparmio energetico, arrivata alla sua 21a edizione, non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma un momento di richiamo alla coerenza tra impegni internazionali e azioni concrete. Il risparmio energetico si configura come una leva trasversale: contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO₂, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, alla competitività industriale e alla tutela delle famiglie rispetto alla volatilità dei prezzi dell’energia. Se nel 2005 il focus era prevalentemente orientato alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, oggi la ricorrenza del 18 febbraio si inserisce in un contesto di responsabilità multilivello. Governi, enti locali, imprese, professionisti della progettazione e cittadini sono chiamati a operare in un sistema regolato da obiettivi quantitativi, indicatori di performance energetica (kWh/m² anno, fattori di emissione, classi energetiche) e meccanismi di monitoraggio sempre più stringenti. M’Illumino di Meno 2026: la scienza al centro della transizione energetica Ogni anno, il 16 febbraio, l’Italia celebra M’Illumino di Meno, la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili. Questa iniziativa, nata nel 2005 grazie al programma Caterpillar di Rai Radio2, è diventata un appuntamento chiave per sensibilizzare cittadini, aziende e istituzioni sulla necessità di ridurre i consumi energetici e adottare comportamenti più sostenibili. Caterpillar e Rai Radio2 hanno deciso di lanciare questa iniziativa ispirati dai versi di Giuseppe Ungaretti: “M’illumino/d’immenso“. Ma questa non è solo una celebrazione poetica, è un richiamo all’importanza di ridurre il nostro impatto ambientale e di adottare comportamenti più responsabili ed eco-friendly. Il 16 febbraio di ogni anno segna dunque un momento speciale nel calendario italiano, un momento in cui le luci si abbassano, i consumi energetici si riducono e l’attenzione si concentra su un obiettivo comune: il risparmio energetico e il perseguimento di uno stile di vita sostenibile. Giunta alla XXII edizione, M’Illumino di Meno 2026 ha scelto il tema: “M’illumino di Scienza”, un richiamo esplicito al ruolo della ricerca scientifica come bussola in una fase storica segnata da instabilità geopolitica, tensioni sulle forniture energetiche e rallentamenti negli investimenti globali sulla decarbonizzazione. In un contesto in cui l’energia è tornata a essere fattore strategico nei conflitti internazionali e leva di pressione economica, la campagna promossa da Caterpillar e Rai Radio2 rilancia un messaggio chiaro: la transizione non può arretrare e deve fondarsi su evidenze scientifiche, dati misurabili e innovazione tecnologica. Negli ultimi vent’anni, M’Illumino di Meno ha costruito un dialogo costante con il mondo della ricerca, coinvolgendo istituzioni come il CNR, l’ENEA, l’INFN, l’Accademia dei Lincei, l’IIT e la RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile. Nel 2026 questa alleanza si rafforza ulteriormente, anche attraverso il coinvolgimento del CICAP nel contrasto alla disinformazione climatica, in un momento in cui il dibattito pubblico sull’energia è spesso polarizzato e semplificato. La maratona radiofonica ha preso avvio simbolicamente dal CERN di Ginevra, con una diretta realizzata all’interno dell’esperimento LHCb del Large Hadron Collider: un’immagine potente, che collega la ricerca fondamentale alla necessità di “accelerare” la transizione energetica, proprio come si accelerano le particelle nel più grande laboratorio di fisica al mondo. Il tema della scienza si intreccia inevitabilmente con quello dei conflitti. Le guerre contemporanee sono, in larga misura, anche guerre per l’energia: controllo delle risorse, infrastrutture strategiche, rotte di approvvigionamento. In questo scenario, l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili non rappresentano soltanto strumenti di mitigazione climatica, ma anche elementi di resilienza e autonomia. Ridurre i consumi, elettrificare gli usi finali, investire in sistemi di accumulo e in reti intelligenti significa diminuire la dipendenza da fonti fossili importate e rafforzare la sicurezza energetica nazionale ed europea. La scienza, attraverso modellizzazioni, scenari energetici, studi LCA e analisi di impatto, fornisce le basi oggettive per orientare politiche e investimenti in questa direzione. All’interno della campagna 2026 trova spazio anche un forte richiamo simbolico alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che rappresentano un banco di prova per la sostenibilità degli eventi internazionali. Il viaggio in bicicletta di Silvia Gottardi, da Parigi – sede delle Olimpiadi 2024 – fino ai territori olimpici italiani, diventa metafora di uno sport e di una mobilità a basso impatto, coerenti con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e tutela degli ecosistemi montani. Le Olimpiadi non sono soltanto un appuntamento sportivo, ma un’occasione per ripensare infrastrutture, mobilità, gestione energetica degli impianti e legacy territoriale secondo criteri ESG e principi di efficienza. Il 27 aprile 2022, con la conversione del Decreto Legge n. 17/2022, M’illumino di Meno ha ottenuto un riconoscimento senza precedenti nelle leggi dello Stato italiano. Il Parlamento italiano ha ufficialmente designato il 16 febbraio come la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, sottolineando l’importanza di promuovere la cultura del risparmio energetico e della conservazione delle risorse attraverso la riduzione degli sprechi e la diffusione di comportamenti sostenibili. Tale atto legislativo conferma l’impegno istituzionale nei confronti della campagna, che nel corso degli anni ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come la Medaglia del Presidente della Repubblica e l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, oltre a essere stata supportata da varie istituzioni nazionali, tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati e diversi ministeri, tra cui quello della Transizione Ecologica, delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, della Cultura, dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca. Cos’è davvero il risparmio energetico, dal quale non si può più prescindere “Risparmio energetico” è un’espressione ormai sulla bocca di tutti, dai politici agli attivisti. Fino a qualche anno fa era un argomento “snobbato” di cui non si parlava con serietà, quasi come se fosse una moda passeggera. Oggi invece non si può prescindere dal risparmio energetico e ogni Stato, a suo modo e con i suoi tempi, sta mettendo in atto politiche sempre più severe nei confronti di chi spreca e inquina, sia privati cittadini che aziende. Dall’altro lato i governi, su spinta dell’Ue e delle altre organizzazioni sovranazionali, agevolano con bonus e contributi chi si “converte” ad uno stile green, investendo sulle fonti di energia rinnovabile. Ma cosa si intende esattamente per “risparmio energetico” e come si fa a quantificarlo? Questa espressione sta ad indicare tecnologie, gesti quotidiani, buone pratiche aziendali e interventi accomunati dall’obiettivo di ridurre l’impatto sul clima. “Risparmio energetico” vuol dire abbandonare gradualmente le fonti di energia fossile, altamente inquinanti, difendere l’ambiente e la salute di chi abita il pianeta, uomini, animali e vegetali. La tematica del risparmio energetico è fortemente connessa con il “surriscaldamento globale“, altra espressione che ricorre spesso e che non si può più ignorare. Le emissioni di gas causate dall’inquinamento intrappolano il calore del sole riscaldando la temperatura tutto l’anno: la conseguenza è l’innalzamento della temperatura media con gravi danni per il nostro ecosistema. L’unico modo per frenare il surriscaldamento è investire nel risparmio energetico e sanzionare duramente le pratiche inquinanti. Risparmio energetico, piccoli accorgimenti quotidiani che possono aiutare l’ambiente I comportamenti antispreco dovrebbero far parte della vita quotidiana di ciascuno di noi, non soltanto in occasione della Giornata mondiale dedicata o durante l’iniziativa “M’illumino di meno”. I benefici che il pianeta ne potrebbe trarre sono infiniti, senza contare il risparmio in termini economici sulle bollette di luce e gas, che in tempi recenti hanno segnato prezzi record. Esistono tante azioni semplici che ognuno di noi, senza uno sforzo eccessivo di tempo ed energia, può adottare per abbracciare uno stile di vita più sostenibile. Vediamo alcuni esempi facilmente replicabili: sostituire le vecchie lampadine con quelle a LED che consumano meno delle tradizioni assicurando un notevole risparmio sulla bolletta della luce (talvolta fino al 70%); spegni e fai spegnere le luci: spegnere le luci quando non sono necessarie è un gesto semplice, ma potente. Oltre a ridurre il consumo di energia elettrica, contribuisce significativamente a limitare le emissioni di gas serra; non lasciare gli elettrodomestici in standby, meglio collegare le prese ad una “ciabatta” in modo da spegnere tutti i dispositivi collegati facilmente; non stare sotto la doccia per più di 10 minuti, meglio se a temperatura media e non bollente; preferire le fasce orarie di risparmio per usare gli elettrodomestici, quindi dopo le 19.00 e di sabato e domenica; sostituire i vecchi elettrodomestici con nuovi modelli di classe energetica A o più, anche se hanno un prezzo maggiore garantiscono un notevole risparmio nel lungo termine e il loro acquisto è agevolato dallo Stato (ad esempio attraverso il bonus mobili e grandi elettrodomestici); puntare sulle fonti di energia rinnovabile, come i pannelli fotovoltaici o solari da balcone o sul tetto o il sistema geotermico; controllare la caldaia periodicamente e sostituire i vecchi modelli con quelli a condensazione o con le pompe di calore; abbassare il riscaldamento anche di poco può fare una grande differenza nel consumo di energia e nei costi; utilizzare mezzi di trasporto alternativi all’auto, come camminare, pedalare, o utilizzare i mezzi pubblici non solo riduce le emissioni di CO2, ma contribuisce anche a migliorare la nostra salute e a ridurre il traffico nelle nostre città; ognuno di noi può fare economia circolare: ridurre, riutilizzare e riciclare sono i pilastri di questo modello. FAQ – Giornata mondiale del risparmio energetico 2026 Cos’è la Giornata mondiale del risparmio energetico? La Giornata mondiale del risparmio energetico è una ricorrenza internazionale che si celebra ogni anno il 18 febbraio per sensibilizzare istituzioni, imprese e cittadini sull’importanza dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi. La data richiama l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto nel 2005 e si inserisce oggi nel più ampio quadro delle politiche climatiche europee e globali, dalla neutralità climatica al 2050 agli obiettivi intermedi del 2030. Perché si celebra proprio il 18 febbraio? Il 18 febbraio coincide con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, primo trattato internazionale vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra. La scelta della data ha un valore simbolico: ricorda l’avvio di una governance climatica globale fondata su obiettivi quantitativi e impegni verificabili. Oggi la ricorrenza si collega anche alle politiche europee come il Green Deal e la revisione della Direttiva EPBD sugli edifici. Qual è la differenza tra Giornata mondiale e M’Illumino di Meno? La Giornata mondiale del risparmio energetico è una ricorrenza internazionale, mentre M’Illumino di Meno è la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, istituita in Italia con la conversione del Decreto Legge n. 17/2022. M’Illumino di Meno si celebra il 16 febbraio ed è promossa da Caterpillar e Rai Radio2, con iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale. Qual è il tema di M’Illumino di Meno 2026? Il tema dell’edizione 2026 è “M’illumino di Scienza”. La campagna pone al centro il ruolo della ricerca scientifica nella transizione energetica, evidenziando il contributo di enti come CNR, ENEA, INFN e università italiane. In un contesto segnato da crisi energetiche e tensioni geopolitiche, la scienza fornisce dati, modelli previsionali e soluzioni tecnologiche per accelerare la decarbonizzazione e migliorare l’efficienza dei sistemi energetici. Quanto incidono gli edifici sui consumi energetici in Europa? Secondo i dati della Commissione europea, gli edifici sono responsabili di circa il 40% dei consumi energetici finali e di oltre il 30% delle emissioni di gas serra nell’Unione europea. Per questo motivo il settore building è al centro delle politiche di efficientamento, con l’obiettivo di ridurre progressivamente i fabbisogni energetici attraverso riqualificazioni profonde, elettrificazione degli impianti e integrazione di fonti rinnovabili. Cosa prevede la nuova Direttiva europea EPBD? La Direttiva (UE) 2024/1275, che rivede la Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), introduce il concetto di Zero Emission Buildings (ZEB) per i nuovi edifici e definisce target progressivi di riduzione dei consumi del patrimonio esistente. Gli Stati membri devono elaborare piani nazionali di ristrutturazione edilizia, con obiettivi misurabili al 2030, 2040 e 2050, in coerenza con la neutralità climatica europea. Il risparmio energetico significa rinunciare al comfort? No. Il risparmio energetico contemporaneo non implica una riduzione della qualità della vita, ma un utilizzo più intelligente delle risorse. Tecnologie come pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di building automation, regolazione per singolo ambiente e monitoraggio digitale dei consumi consentono di mantenere elevati livelli di comfort indoor riducendo sprechi e costi energetici. Quali sono le azioni più efficaci per ridurre i consumi in un edificio? Le strategie più efficaci combinano interventi sull’involucro (isolamento, serramenti performanti, eliminazione dei ponti termici), aggiornamento degli impianti (pompe di calore, sistemi ibridi, ventilazione meccanica controllata), integrazione di fonti rinnovabili (fotovoltaico, accumulo) e gestione intelligente dei consumi tramite sistemi di controllo e programmazione. La sinergia tra efficienza passiva e impiantistica evoluta è oggi il modello di riferimento nelle riqualificazioni energetiche. Articolo aggiornato Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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