Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Fast fashion: l’insostenibile costo ambientale e sociale della moda a basso costo. Impatto della produzione e rifiuti tessili 09/10/2026
«La canapa è il futuro per un mondo più sostenibile, per un mondo con un possibile futuro». Lorenza Romanese non ha dubbi. La nuova managing director della European Industrial Hemp Association, che rappresenta 25 Paesi europei (tra cui l’Italia, rappresentata nel consiglio d’amministrazione di EIHA da South Hemp), 12 non europei per un totale di 300 membri, intende riportare la canapa al centro delle discussioni politiche, delle decisioni legislative, al centro del dibattito europeo. «Abbiamo molte sfide da affrontare, soprattutto EIHA, associazione che si pone a tutela sia dei produttori sia dei trasformatori della canapa, abbracciando tutto il processo che dal campo arriva al prodotto finito». Ci tiene a distinguere che l’associazione nulla ha a che fare con la cannabis ricreativa o medicale. La canapa “buona” o industriale, coltivata per svariati usi, è una pianta davvero green: ha una forte azione disinquinante, eliminando i metalli pesanti fino a 4 metri di profondità, nel suo ciclo di vita riduce una quantità importante di CO2: un ettaro di canapa industriale ne assorbe fino a 15 tonnellate. Non richiede pesticidi né fertilizzanti per crescere. «Ci fornisce cibo, ingredienti per la cosmetica e materia prima per molti settori tra i quali spicca l’edilizia», spiega la managing director. I progetti della canapa in edilizia: il villaggio olimpico di Parigi 2021 Nell’edilizia quale sviluppo si avrà nell’uso della canapa? «Per ora le uniche lamentele pervenute dai membri sono legate al fatto che si costruisce ancora poco in canapa. Ha quindi bisogno di visibilità. Un progetto in questo senso è stato lanciato dal Membro francese di EIHA: costruire il villaggio olimpico di Parigi 2021 interamente in canapa. Il mondo politico-istituzionale francese ha accolto con entusiasmo il progetto. Si può solo immaginare l’impatto mediatico che avrà». C’è la convinzione che sempre più imprenditori si getteranno nel business della canapa con grande sviluppo della produzione. Ma è necessario il sostegno pubblico con misure incentivanti verso un settore giovane, ma con grandissime opportunità. Le sfide da affrontare per la canapa In questo momento i tavoli di dibattito vertono sulla Riforma della PAC, la Politica agricola comune, al cui riguardo l’Associazione ha depositato degli emendamenti. Chiede di elevare il contenuto massimo di THC – uno dei più importanti principi attivi della cannabis nonché la sostanza psicotropa – nei semi autorizzati per la semina, portandolo da 0,2% a 0,3%. «Sono diverse le motivazioni: la prima è che a questo livello è possibile allinearsi ai grandi competitor quali Svizzera, USA e Canada e avere possibilità di competere ad armi pari. La seconda richiesta è quella di fare breeding, ossia incroci per talee di piante con un patrimonio genetico differente, così da ottenere caratteristiche molto varie e interessanti e fonte di importanti sviluppi che sarebbero utili per molti settori, da quello della carta a quello dell’industria immobiliare. Penso al cemento di canapa, o all’impiego di fibre con caratteristiche genetiche più interessanti, anche per doti di robustezza. Altrimenti, portando avanti incroci solo con le poche varietà di THC 0,2% si rischia di indebolire il patrimonio genetico». Inoltre il tasso di THC in vigore in Europa dal 1976 al 1999 era di 0,3%. Per legittimare l’abbassamento del tasso da 0,3% a 0,2% sono state invocate “ragioni di sicurezza” e illogiche “misure preventive” mai scientificamente provate. I nodi da risolvere Posti questi emendamenti e se l’iter legislativo avrà esito positivo, la concessione al valore massimo di THC 0,3 e l’impiego di breeding con specie di questo tenore avrà il via dal 2021. Romanese sgombra subito il campo da equivoci: «per pensare di avere effetti psicotropi significativi con piante con questo contenuto di THC occorrerebbe fumarsene diversi ettari». Ed è proprio qui il limite: un problema culturale, di pregiudizio verso una pianta dalle caratteristiche naturalmente ecosostenibili. Uno dei temi fondamentali è il novel food. L’UE ha deciso di inserire i fiori di canapa, il CBD e i cannabinoidi in genere, compresi gli estratti, nell’elenco dei cosiddetti “novel food”, ossia quei nuovi alimenti che necessitano di un lungo e costoso iter autorizzativo per essere riconosciuti come tali. Una posizione che trova l’opposizione delle imprese del settore che segnalano, adducendo documenti storici, l’impiego della canapa come alimento almeno da alcuni secoli, quantomeno in Italia. La canapa è il futuro Comunque, le sfide non spaventano Lorenza Romanese, che seppure giovane, ha un curriculum di lungo corso in Unione Europea, avendo lavorato per diverse grosse realtà nel settore oil&gas e poi nel vitivinicolo. «La canapa presenta più fattori sfidanti, ma è un comparto in cui si assiste a massicci investimenti, specie in Nordamerica. La sensazione è che, con o senza sostegno delle istituzioni europee, avremo un mercato della canapa florido anche in UE». Ma cosa l’ha convinta a entrare a far parte della realtà associativa europea? La risposta è netta: «mi ha convinto il fatto che la canapa sia il futuro. Ne sono profondamente convinta. Se da più parti arrivano segnali chiari dai cittadini europei di indignazione verso le scelte climatiche adottate finora dall’Europa e dagli Stati Membri, ritengo che un cambio di mentalità sia più che doveroso. Il mondo del domani dev’essere pulito, sostenibile e fondato sulla biodirvesità. Le consumazioni energetiche vanno ridotte e con esse le conseguenti emissioni di CO2 nell’atmosfera. Una casa isolata con la canapa non ha bisogno di aria condizionata d’estate e necessita di un quantitativo minimo di energia per il riscaldamento durante l’inverno. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
13/10/2026 13 ottobre, Giornata internazionale per la riduzione dei rischi naturali 2026: la resilienza inizia a casa A cura di: Raffaella Capritti Il 13 ottobre 2026 la Giornata ONU per la riduzione dei rischi naturali è dedicata alla ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
06/10/2026 HPT Energy Talks: l’edilizia efficiente si racconta A cura di: Andrea Ballocchi HPT Energy Talks debutta il 22 ottobre: due casi studio sulla riqualificazione energetica con pompe di ...
02/10/2026 Caro bollette, luce +37,3% per i vulnerabili: lo scenario e come difendersi A cura di: Stefania Manfrin Da ottobre le bollette luce dei vulnerabili salgono del 37,3%, l'inflazione tocca il 4,2%. Dati ARERA ...
01/10/2026 Il paesaggio come sistema vivente: a Bergamo il Landscape Festival A cura di: Laura Murgia La XVI edizione di Landscape Festival, organizzata con il Comune di Bergamo e dedicata al "Nuovo ...
29/09/2026 Emissioni in cantiere: misurare il lato nascosto per ridurne l’impatto A cura di: Andrea Ballocchi Misurare le emissioni in cantiere è il primo passo per ridurle. Uno studio Deerns rivela il ...
16/09/2026 Giornata internazionale per la conservazione dello strato di ozono A cura di: Raffaella Capritti Il 16 settembre 2026 la Giornata per la protezione dello strato di ozono celebra i dieci ...
11/09/2026 Energy Transition Monitor 2026, la transizione accelera ma le emissioni restano ferme A cura di: Erika Bonelli Rinnovabili al 99% della crescita elettrica 2025 ma emissioni ancora ferme. I dati ETC e i ...
08/09/2026 Estate 2026 la più calda per l'Italia dal 1950: cosa significa per città, edifici e lavoro A cura di: Erika Bonelli L'estate 2026 è la più calda in Italia dal 1950 secondo il Cnr-Ibe: 24,3°C di media ...
07/09/2026 Giornata mondiale dell'aria pulita 2026: perché agire su smog e clima conviene anche all'economia A cura di: Stefania Manfrin Il 7 settembre è la giornata Internazionale dell'Aria Pulita per i Cieli Blu: perché è importante ...