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Il conflitto Russia-Ucraina ha segnato in negativo le sorti del mondo: l’offensiva del Cremlino ha determinato un’escalation che ha portato all’invasione miliare dei territori ucraini. Come in qualsiasi conflitto bellico, a farne le spese sono i cittadini: negli occhi dei rifugiati ucraini abbiamo visto spavento, terrore e la sensazione che le cose non torneranno più come prima. Fortunatamente la situazione di crisi ha generato un movimento virtuoso di sostegno alla popolazione dell’Ucraina: il mondo dell’arte e della cultura si è mobilitato per sostenere il popolo ucraino in questo difficile momento. Anche l’architettura non è stata a guardare: il premio Pritzker Shigeru Ban e la sua no-profit Voluntary Architects Network (VAN) hanno deciso di realizzare dei rifugi temporanei in cartone per i profughi ucraini. Un sistema rapido ed economico, pronto all’uso nei casi di emergenza: il PPS è stato utilizzato nella cittadina polacca di Chelm per creare dei piccoli alloggi temporanei per gli sfollati. A Chelm sono stati realizzati 319 rifugi d’emergenza negli spazi di un ex supermercato: hanno preso parte all’installazione delle unità gli studenti e i docenti della Wroclaw University of Science and Technology che, coordinati dal team di Shigeru Ban, si sono occupati del montaggio del sistema PPS. I rifugi d’emergenza sono stati realizzati anche nell’Art Exhibitions Bureau (BWA), oltre che nella stazione ferroviaria di Wroclaw Glowny. PPS: la carta come materiale “d’emergenza” Shigeru Ban ha guidato il team di volontari nella messa a punto del Paper Partition System, un sistema di partizione cartacea pensato per offrire un rifugio temporaneo e la privacy necessaria ai rifugiati. Nello specifico questo sistema è caratterizzato da una struttura composta da tubi di cartone forati alle estremità e connessi tra loro da tubi più piccoli. Una volta montata la struttura d’emergenza in cartone viene disposto un drappo di tessuto che funge da divisorio tra le aree. Un’architettura semplice e facile da assemblare per offrire immediato rifugio alle vittime della guerra, fornendo loro privacy, dignità e sicurezza. L’approccio di Ban all’architettura “’d’emergenza” non è nuovo: il premio Pritzker si è sempre prodigato per sviluppare soluzioni che potessero supportare la popolazione nelle località colpite da disastri naturali. Il PPS è stato impiegato in numerosi contesti emergenziali: ha dato riparo agli sfollati del terremoto di Kobe nel 1995, nel 1999 è stato impiegato in Turchia a seguito di un sisma che ha lasciato senza casa gran parte della popolazione. Ma non solo: la partizione in cartone è stata impiegata anche in Indonesia nel 2004, nel Sichuan devastato dal terremoto del 2008 e in tutte quelle aree del mondo in cui è stato necessario intervenire con prontezza e velocità per offrire un rifugio dignitoso alle persone. Img by pagina FB della ong Voluntary Architects Network Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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