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Indice degli argomenti Toggle Sistema di classificazione a stelle, come funzionaCome verificare la classe e la documentazione di caminetti e stufeNormative regionali: divieti e limitazioni per caminetti e stufeMulte e sanzioni, cosa rischia chi non si adegua alla normativaBonus e incentivi fiscali per caminetti e stufeChe cosa valutare quando si sceglie un camino o una stufaGeneratori a biomassa di ultima generazioneCome scegliere l’apparecchio a biomassa adattoBiomassa di qualitàCaminetti e stufe di ultima generazioneEdilkamin Cherie 11++EIKO 365 di MCZPalazzetti Ecofire® TheoNUA AU di UnicalFAQ Caminetti e stufePosso installare una stufa anche se abito in condominio?Cosa succede se uso pellet non certificato?Una stufa a pellet consuma molta corrente elettrica?Ogni quanto si deve pulire la canna fumaria?Come riscaldare casa con un camino o una stufa? Come ogni anno, con l’arrivo dell’inverno si riscopre il fascino del camino che, come le stufe, rappresenta una scelta interessante per integrare – e talvolta sostituire – i sistemi di riscaldamento in un edificio. Oggi, quindi, il focolare è un buon compromesso tra necessità funzionali (quella di riscaldare) ed estetiche (sempre di più oggi camini e stufe di design permettono di dare un valore aggiunto agli ambienti di casa). Il riscaldamento domestico a biomassa con caminetti e stufe è in un momento di svolta nel nostro paese. In un contesto globale sempre più orientato alla sostenibilità e alla riduzione delle emissioni di CO2, la normativa attuale per questo tipo di generatori di calore introduce restrizioni sempre più severe, aprendo nel contempo a opportunità di risparmio. Il focus non è più solo il comfort termico tout court, ma la qualità dell’aria che respiriamo fuori dalle mura di casa: le polveri sottili sono infatti da tempo finite sotto la lente d’ingrandimento dei legislatori, portando a divieti regionali per l’utilizzo degli impianti più obsoleti. Modernizzare è dunque un obbligo, ma anche un investimento intelligente. Grazie infatti a bonus fiscali, confermati anche per il 2026, è possibile ottenere incentivi e ritorni economici per la sostituzione di vecchi generatori a biomassa. Sistema di classificazione a stelle, come funziona Nocciolo della normativa italiana è il D.M. 186/2017, che ha introdotto una classificazione ambientale per i generatori di calore alimentati a biomassa legnosa. Il decreto assegna da 1 a 5 stelle a ogni apparecchio: più alta è la cifra, maggiore è l’efficienza energetica e di conseguenza minore l’impatto ambientale. Non si tratta di una classificazione arbitraria, ma basata su test rigorosi, che misurano le emissioni di polveri sottili (PM10), carboni organici (COT), ossidi di azoto (NOx) e il rendimento termico di caminetti e stufe. Secondo lo stato normativo italiano del 2026, generatori a 1 stella (con emissioni di PM10 > 80 mg/Nm³) sono ritenuti obsoleti e vietati quasi ovunque, mentre gli apparecchi a 2 stelle (con emissioni di PM10 pari a 50-80 mg/Nm³) risultano fuori norma e vietati nel bacino padano, mentre quelli a 3 stelle (40-50 mg/Nm³ di PM10) sono in fase di dismissione, il più delle volte vietati per le nuove installazioni. Lo standard minimo per le installazioni e le sostituzioni nel nostro paese sono dunque le 4 stelle (30-40 mg/Nm³ di PM10) e ancor più le 5 stelle (PM10 < 15 mg/Nm³) che possono accedere agli incentivi maggiori e non hanno alcuna restrizione. Come verificare la classe e la documentazione di caminetti e stufe Per conoscere la classe di un generatore di calore a biomassa è necessario consultare il libretto di installazione, se già posato in opera, o il certificato ambientale fornito dal produttore. In assenza di tali documenti, è possibile richiedere un test a laboratori tecnici specializzati che possano certificare le prestazioni dell’apparecchio. Tuttavia è bene ricordare che generalmente per i modelli più datati la sostituzione è quasi sempre la soluzione più affidabile ed economica. Normative regionali: divieti e limitazioni per caminetti e stufe Il territorio italiano non è uniforme dal punto di vista dell’utilizzo indistinto dei generatori di calore a biomassa: le restrizioni sono particolarmente severe nel bacino padano, in cui il ristagno degli inquinanti richiede misure drastiche durante i mesi più freddi, che vanno da ottobre a marzo. Così: in Lombardia vige il divieto assoluto di utilizzo di generatori a 0, 1 o 2 stelle. Per le nuove installazioni è obbligatoria almeno la classe 4 stelle e nei comuni sotto i 300 m s.l.m. il limite massimo di emissione di PM10 è sceso a 15 mg/Nm³. È obbligatorio l’uso di pellet certificato in classe A1 e le sanzioni per chi non rispetta tali norme variano da 500 a 5.000 euro. in Veneto e Emilia-Romagna sono vietati gli impianti a biomassa sotto le 3 stelle e l’installazione di nuovi generatori con meno di 4 stelle. in Piemonte è richiesto il minimo di 4 stelle per ogni nuova installazione. in Toscana vige l’obbligo di registrazione catastale anche per i caminetti a camera aperta e le stufe a biomassa, con limitazioni specifiche nella piana lucchese e il divieto di caminetti obsoleti e di generatori sotto le 3 stelle in zone specifiche. La prospettiva è la stesura da parte del governo di un decreto unico nazionale, che estenda a tutto il territorio gli standard tuttora in vigore solo in alcune regioni. Multe e sanzioni, cosa rischia chi non si adegua alla normativa Le autorità – Polizia locale e ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) – sono chiamate ad effettuare controlli mirati, specialmente durante i giorni di “bollino rosso” per i livelli di inquinamento dell’aria. Tali controlli non riguardano solo l’accensione degli impianti termici a biomassa nei periodi indicati dalle ordinanze locali, ma anche la qualità del combustibile e la manutenzione regolare della canna fumaria. In caso di verifica è fondamentale esibire il libretto d’impianto aggiornato (certificazione, attività di manutenzione, fatture interventi), al pari di quanto richiesto anche per le caldaie a gas. La mancata manutenzione di un generatore di calore può portare a una sanzione base di qualche centinaio di euro, che tuttavia cresce se l’impianto risulta fuori classe ambientale. Bonus e incentivi fiscali per caminetti e stufe La Legge di Bilancio ha sostanzialmente confermato anche per il 2026 i medesimi bonus e incentivi previsti lo scorso anno. L’aliquota pari al 50% del bonus ristrutturazione e ecobonus, relativo ad opere di riqualificazione energetica degli edifici, con detrazione IRPEF in 10 anni, è pari al 50% (per le prime case e 36% per le seconde) e, per quanto riguarda i generatori di calore a biomassa, il requisito fondamentale per l’accesso è la classe 4 stelle per una sostituzione e 5 stelle per i nuovi impianti, con rendimenti variabili dal 70 all’80% a seconda del tipo di bonus. Il nuovo Conto Termico 3.0 è invece un rimborso diretto (fino al 65% in base al tipo di intervento, alla zona climatica e alla potenza dell’impianto, in vigore da fine dicembre 2025 e operativo dal 25 febbraio 2026) erogato dal Gestore dei servizi energetici a rimborso delle spese sostenute per installare apparecchi alimentati da fonti rinnovabili, ma solo in sostituzione di impianti obsoleti (alimentati a gasolio, legna, carbone). A livello regionale, inoltre, sono disponibili bandi per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento obsoleti. Alcune regioni offrono contributi a fondo perduto, spesso integrabili con il Conto Termico nazionale, per favorire l’installazione di sistemi più moderni ed ecologici, come quelli a biomassa ad alte prestazioni. Che cosa valutare quando si sceglie un camino o una stufa Per scegliere un camino o una stufa si devono valutare diversi aspetti e naturalmente è necessario partire dalle nostre esigenze. Il camino o la stufa integrano il sistema di riscaldamento, soprattutto nelle mezze stagioni, ma in alcuni casi possono completamente sostituirlo e provvedere anche al riscaldamento dell’acqua calda sanitaria. Ecco perché diventa importante scegliere un prodotto con una adeguata potenza termica, anche in base alle caratteristiche degli ambienti, come volume e livello di isolamento. Oltre a soddisfare il fabbisogno energetico, è opportuno puntare anche sul massimo rendimento possibile, così da ottenere più energia e consumare meno materia prima, al di là di quale sia la fonte di alimentazione del camino o della stufa. Il rendimento è influenzato anche dal materiale con cui sono costruiti: l’acciaio garantisce ottime prestazioni e diminuisce le dispersioni energetiche, la ghisa sfrutta la propria inerzia termica e restituisce più lentamente il calore all’ambiente; sono buoni conduttori anche le pietre naturali e i mattoni, che vengono tradizionalmente usati anche per rivestire le pareti interne. Un ulteriore criterio di scelta è quello della materia prima consumata dal camino o dalla stufa, come legna o pellet. Se interessa l’aspetto estetico, allora sarà possibile scegliere uno fra i tantissimi modelli di design, con diversa configurazione, che oggi sono disponibili sul mercato (a parete, con cornice, ad angolo, sospesi, a doppia faccia, …). Nel caso in cui si vogliano riscaldare piccoli ambienti si può optare anche per le stufe a bioetanolo, belle da vedere e che rappresentano un’interessante alternativa ai sistemi tradizionali di riscaldamento. Generatori a biomassa di ultima generazione Caminetti e stufe a biomassa di ultima generazione non sono più semplici “scatole del fuoco”, ma veri e propri sistemi termici intelligenti e avanzati. Merito dei rendimenti ottimizzati (che possono raggiungere l’85-90%), della certificazione nelle classi di efficienza superiori, dell’automatizzazione dei processi di combustione e di approvvigionamento del combustibile e della connettività. Quasi tutti i nuovi modelli permettono una gestione totale anche da remoto, mediante app dedicate, e alcuni, come termostufe e termocamini, hanno la doppia funzione di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria. Come scegliere l’apparecchio a biomassa adatto Prima dell’acquisto, occorre rivolgersi ad un professionista tecnico specializzato, che calcoli la potenza necessaria del nuovo generatore di calore, in funzione di alcuni dati, come volume da riscaldare, grado di isolamento dell’edificio, abitudini d’utilizzo. Nonché la possibilità di installazione a regola d’arte, ovvero nel rispetto ad esempio delle normative per l’evacuazione dei fumi attraverso la canna fumaria o quelle per la sicurezza. Conviene poi optare per apparecchi classificati 5 stelle, in modo da garantire la longevità dell’installazione e dell’investimento, rispetto a future variazioni normative. Un tecnico abilitato può procedere all’installazione, rilasciando la dichiarazione di conformità, documento indispensabile anche per accedere ad eventuali incentivi. La pulizia della canna fumaria è poi obbligatoria annualmente, mentre il controllo dei fumi va effettuato ogni due anni. Biomassa di qualità Ottenuto da compressione meccanica e successiva estrusione di segatura lignea proveniente da scarti di lavorazioni, il pellet si valuta a seconda della sua purezza – il migliore contiene un massimo di 0,7% di ceneri – e percentuale di umidità, che deve essere compresa tra l’8 e il 12%. La sua certificazione non è obbligatoria, ma molti produttori aderiscono agli standard internazionali DIN Plus, certificazione di LDG Forest Group, e ENplus®, certificazione del Deutsches Pelletinstitut, che valutano entrambi anche la filiera, dalla fonte di approvvigionamento alla distribuzione. Caminetti e stufe di ultima generazione Edilkamin Cherie 11++ Stufa a pellet Cherie 11++ Evo di Edilkamin La stufa a pellet Cherie 11++ Evo di Edilkamin, in classe 5 stelle, è disponibile nelle versioni TOP, COAX (coassiale, ideale per le case passive) e BACK, a seconda dell’uscita dei fumi, per una installazione versatile. Canalizzabile, ha una potenza termica da 3,7 a 11 kW e rendimento pari all’88,90%, con un design elegante a clessidra, dalle finiture di acciaio, ceramica e pietra ollare. È dotata di sistema The Mind con Wi-Fi e radiocomando e airKare che, grazie all’azione combinata di ionizzatore e ozonizzatore, migliora la qualità dell’aria di casa tutto l’anno, anche ad apparecchio spento. EIKO 365 di MCZ EIKO 365 di MCZ EIKO 365 di MCZ, in classe energetica A++ e 5 stelle, unisce in un’unica soluzione il calore di una stufa a pellet per l’inverno e la freschezza di un condizionatore per l’estate, eliminando la necessità di due dispositivi separati, con evidente risparmio di spazio, energia e costi. Priva di unità esterna, non necessita di scarico per la condensa e l’installazione è estremamente semplice: sono necessari solo due fori a muro, uno per l’espulsione dell’aria calda in estate e per l’ingresso dell’aria comburente in inverno, l’altro, posteriormente o superiormente con canna fumaria, per l’evacuazione dei fumi. Grazie al braciere automatico, la manutenzione è minima e la tecnologia CORE assicura una combustione del pellet pulita ed efficiente, con ottima resa energetica, risparmio sui consumi di pellet ed emissioni ridotte. Diverse le opzioni possibili di gestione e di controllo: pannello a scomparsa integrato, telecomando, da remoto via app. Palazzetti Ecofire® Theo Ecofire® Theo di Palazzetti La stufa a pellet Ecofire® Theo di Palazzetti, classificata 5 stelle, si distingue per il suo design squadrato e la solidità materica, dalle dimensioni ideali anche per spazi contenuti. La piattaforma tecnologica T3 con centralina evoluta assicura prestazioni e rendimenti termici di altissimo livello. Il braciere a combustione totale e il sistema di pulizia automatica ottimizzano il consumo del pellet, riducendo drasticamente le emissioni e minimizzando la manutenzione quotidiana. La cenere viene infatti scaricata automaticamente in un cassetto estraibile, semplificando la pulizia. Disponibile in due varianti di potenza (6 e 9 kW), può essere equipaggiata con sistema di canalizzazione AirPro2, che permette di riscaldare in modo efficiente anche più stanze. E grazie alla Connection Box opzionale, il controllo può avvenire da remoto tramite smartphone o comandi vocali. NUA AU di Unical NUA AU di Unical La stufa ventilata a pellet NUA AU di Unical, in classe energetica A+ e 5 stelle, grazie a un sistema brevettato ha la pulizia del braciere automatica, durante il funzionamento, senza doverla spegnere. Il focolare, progettato senza elementi tecnici a vista, la rende elegante anche da spenta, quando la porta di vetro ceramico Night View, con maniglia a scomparsa, che lascia vedere la fiamma, diventa una superficie uniforme. Il top superiore, privo di comandi, cela un capiente serbatoio per il pellet, a cui si accede facilmente per il rabbocco mediante un pannello scorrevole, che funziona anche da diffusore direzionale dell’aria calda. Il controllo avviene con radiocomando palmare mobile con sonda ambiente, dai comandi a sfioro, ma può essere anche da remoto via app app e Wi-Fi di serie U-in Plus. FAQ Caminetti e stufe Posso installare una stufa anche se abito in condominio? In linea di massima è possibile installare una stufa a biomassa in condominio, ma non è una operazione immediata, come ad esempio collegare un termoarredo elettrico. Esistono infatti vincoli normativi, tecnici e condominiali precisi da rispettare. Innanzi tutto bisogna controllare il regolamento di condominio, che non contenga un divieto esplicito. È poi buona norma informare l’amministratore e provvedere a che lo scarico dei fumi avvenga oltre il colmo del tetto, come richiesto per legge: è necessaria una canna fumaria a norma, preesistente idonea oppure da realizzare esterna. In tal caso alcuni comuni potrebbero richiedere la presentazione di una pratica se l’intervento modifica l’aspetto esterno dell’immobile o comporta opere murarie significative. Cosa succede se uso pellet non certificato? Usare pellet non certificato (ovvero privo dei marchi di qualità, come ad esempio ENplus A1) può fare sembrare di risparmiare, ma comporta dei rischi, come il danneggiamento della stufa o le sanzioni amministrative. Il pellet non certificato spesso contiene impurità, colle o legname trattato con vernici, che possono a lungo andare ostruire il braciere. Se invece è troppo umido sforza la coclea che lo trasporta, rovinandola prematuramente. Inoltre, produce molta più cenere e fumo. Quasi tutti i produttori di stufe e caminetti a pellet specificano nei manuali d’uso l’obbligo di usare combustibile certificato, pena il decadimento della garanzia in caso di guasti. E in caso di controlli, possono essere revocati anche eventuali incentivi richiesti per installare l’apparecchio. Una stufa a pellet consuma molta corrente elettrica? Una stufa a pellet non consuma molta corrente elettrica. Sebbene sia collegata all’impianto elettrico, genera calore grazie alla combustione, pertanto l’elettricità serve solo per fare funzionare i componenti meccanici ed elettronici. Il consumo medio di una stufa a pellet è paragonabile a quello di 2 o 3 lampadine; modelli con la ventilazione forzata consumano leggermente di più. Ogni quanto si deve pulire la canna fumaria? La pulizia ordinaria della canna fumaria è annuale ed è obbligatoria per legge, da parte di un tecnico abilitato. Anche il controllo dei fumi è obbligatorio, ma a cadenza biennale. Il mancato rispetto di tali obblighi implica una serie di sanzioni. Come riscaldare casa con un camino o una stufa? Se vogliamo utilizzare un camino o una stufa per riscaldare casa, va considerato che il modo in cui questi trasmettono calore è differente. Qualsiasi apparecchio decidiamo di installare trasmetterà calore all’ambiente in cui si trova per irraggiamento. Questo sistema di scambio del calore è perfetto per ambienti piccoli o quando non si ha la necessità di sostituire il sistema di riscaldamento dell’intero edificio. Per diffondere anche in altri ambienti il calore in modo efficiente, è possibile prevedere un sistema di diffusione per trasportare il calore anche in altre stanze. In questo caso, vengono spesso realizzate delle canalizzazioni che hanno appunto lo scopo di distribuire l’aria calda. Un’ultima soluzione è quella di utilizzare il camino come fonte energetica per scaldare l’acqua circolante nel sistema dei terminali di riscaldamento. Ad esempio, un camino può scaldare l’acqua che alimenta i termosifoni, oltre che quella utilizzata per scopi sanitari. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 29/11/2018 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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