APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
Indice degli argomenti: Urgono interventi di manutenzione e investimenti negli alloggi di edilizia sociale. Cosa occorre fare e come farlo? Perché il processo di verifica e certificazione spesso latita in edilizia? È una questione di costi? Quali sono i passi necessari da compiere per tradurre in realtà la transizione ecologica in edilizia Rincaro dei materiali: quanto è ampio il fenomeno e come risolverlo La transizione ecologica in edilizia non costa di più di costruire o ristrutturare secondo le logiche tradizionali. «Porto avanti da tempo l’esempio della scuola Brancati di Pesaro, cui ho consegnato la targa di certificazione LEED Platinum. Mi piace ricordare come questo esempio di edilizia sostenibile è stato attuato con gli stessi costi dell’edilizia tradizionale. Si è arrivati a realizzare un edificio portato a esempio a COP26 grazie alla visione lungimirante dell’amministrazione pubblica e all’attenta pianificazione dei costi, a partire dalla progettazione fino all’esecuzione». A raccontare questo aneddoto è l’amministratore delegato ASACERT e vicepresidente di GBC Italia, Fabrizio Capaccioli. Lo stesso, pochi giorni fa, in pieno summit a Glasgow, nel giorno in cui si ricordava l’importanza e l’esigenza di un’edilizia efficiente e green ricordava che è giunto il momento “di fare sul serio rispetto alla transizione ecologica. In Italia, ad esempio, dei 760 mila alloggi di edilizia sociale, almeno la metà ha bisogno di investimenti urgenti di manutenzione”. Dottor Capaccioli, urgono interventi di manutenzione e di investimenti negli alloggi di edilizia sociale che in Italia sono molti ma spesso obsoleti, energivori e poco sicuri. Cosa occorre fare e come farlo? Innanzitutto, c’è una grande necessità di riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico. Oggi in Italia si è investito prevalentemente sulla costruzione di edifici privati nuovi e l’esempio di Milano, prima città in Italia e seconda in Europa per patrimonio edilizio certificato, dimostra che esiste una visione dell’imprenditoria privata che punta all’edilizia di qualità. In ambito pubblico, è necessario che i regolamenti delle PA nei singoli Comuni prevedano programmi di riqualificazione e recepiscano modelli di rendicontazione dell’attività svolta che devono passare attraverso sistemi riconosciuti e accreditati. I protocolli della famiglia GBC sono un esempio tipico in tal senso, soprattutto perché rappresentano un modello efficace quando si tratta di puntare non solo sull’efficienza energetica, ma anche e soprattutto sull’importanza di mettere al centro la visione dell’essere umano, del comfort, del benessere e della qualità della loro stessa vita all’interno della propria abitazione. Questo è essenziale in ogni tipo e livello di residenza. Perché il processo di verifica e certificazione spesso latita in edilizia? È una questione di costi? Porto volentieri l’esempio citato della scuola secondaria di primo grado “Antonio Brancati” di Pesaro perché chiarisce bene quale sia il problema. C’è innanzitutto una questione culturale dietro alla mancanza diffusa della certificazione in edilizia. Spesso si tende a ritenere che il processo di certificazione e controllo sia un semplice aggravio sui costi finali e non consegua alcun vantaggio. È un grave errore di considerazione e lo stesso settore privato lo dimostra. Pensiamo solo a quanto sia sviluppata l’attività di certificazione nel real estate privato e quale sia il ritorno economico dell’investitore immobiliare. La scuola “Antonio Brancati” di Pesaro ha ottenuto la certificazione LEED Oggi siamo nelle condizioni più opportune per rivolgere l’attenzione verso un’edilizia di qualità, certificata e verificata: il Paese sta crescendo, si può contare su una disponibilità di investimenti enorme su cui occorre fare una rendicontazione attenta e gli strumenti ci sono. C’è bisogno di trasparenza, possibile proprio grazie a protocolli controllati e certificati. La transizione ecologica in edilizia è un tema quanto mai attuale. Quali sono i passi necessari da compiere per tradurla in realtà? Per riuscire ad attuare la transizione ecologica in edilizia, occorre iniziare a immaginare e creare un sistema olistico che tenga conto di tutti gli aspetti dell’edificio a partire dalla fase di progettazione. Spesso non si considera la filiera nella sua totalità: gli attori lavorano in maniera disgiunta e non comunicano tra loro. È bene conoscere ciò che avviene in questo mondo e del progresso cui si assiste anche a livello di materiali edili sostenibili, in grado di ridurre le emissioni di CO2, a cominciare dal loro ciclo produttivo. Per questo considero cruciale mettere a sistema conoscenze e competenze, senza pregiudizi ma con una visione condivisa. Usare solo la metrica del risparmio non è mai stata e non sarà ancor più pensabile se vogliamo raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti. Dobbiamo apprendere e comprendere quant’è importante andare incontro a un cambiamento sostenibile nei tempi possibili. L’edilizia sconta oggi un grosso problema: il rincaro dei materiali. Per tentare di risolverlo, c’è chi punta ad acquistare materiali edili non certificati provenienti dall’estero. Quanto è ampio il fenomeno e come risolverlo? Per quanto il riguarda il rincaro dei materiali, il problema è ampio e va affrontato unicamente mediante un’imposizione dall’alto, altrimenti non si risolverà. In merito anche all’import di materiali edili non certificati, l’opportunità suscitata dal Superbonus 110% combinata con l’incapacità di provvedere a produrre per tempo i materiali richiesti ha portato a questo problema. Ciò comporta l’afflusso di materiali non solo privi di certificazioni ma anche esenti da controlli. Gli effetti di queste scelte li sconteremo tra qualche anno, sotto forma di sinistri. Come Asacert stiamo provvedendo, in questo senso, a moltissimi controlli nell’ambito degli interventi di riqualificazione avviati col Superbonus. Le anomalie registrate sono in crescita esponenziale. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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