Climatizzazione: cosa cambia con l’ecobonus 110% e gli obiettivi nZEB

Che opportunità offre l’ecobonus al 110% al settore della climatizzazione? Quale evoluzione e ruolo avranno le soluzioni efficienti oggi e in vista dell’edilizia nZEB? La parola agli esperti

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Climatizzazione: cosa cambia con l’ecobonus 110% e gli obiettivi nZEB

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L’ecobonus al 110% è destinato a cambiare il mercato della climatizzazione. Tra gli incentivi per l’efficienza energetica del Decreto Rilancio rientrano infatti, anche gli interventi sulle parti comuni e/o sugli edifici unifamiliari “per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento e il raffrescamento”.

Che opportunità per questo mondo?
La risposta arriva da alcuni protagonisti del settore, che valutano anche le prospettive aperte anche per le soluzioni di Ventilazione Meccanica Controllata nel migliorare la qualità dell’aria e fornire il giusto compromesso tra efficienza energetica e comfort indoor negli edifici nZEB.

Ecobonus 110%: ecco il valore per la climatizzazione

Roberto Perego, Pre & After Sales Manager Vortice«Credo sia un’opportunità per chi vuole adeguare i propri impianti e per tutta la filiera, soprattutto per gli operatori che lavorano con i privati; dopo un periodo di fermo quasi totale da parte degli installatori, che forzatamente hanno dovuto rimandare o addirittura annullare gli interventi presso le abitazioni private per ovvi motivi legati all’emergenza COVID-19, si può ipotizzare un rapido rilancio», afferma Roberto Perego, Pre & After Sales Manager della Vortice, a proposito della aumentata detrazione fiscale introdotta dal Decreto Rilancio.

Raffaele Bassetti, Field Sales Engineer di Fantini CosmiConcorda sulla bontà della misura anche Raffaele Bassetti, Field Sales Engineer di Fantini Cosmi: «come tutti i provvedimenti di incentivazione di questi ultimi anni, certamente anche l’ecobonus 110% porterà nuova linfa a tutto il settore idrotermosanitario. Tutti ci auguriamo che ciò contribuisca a sciogliere il blocco psicologico a investire da parte dell’utenza dopo il lockdown di queste passate settimane».

Sottolinea inoltre che «siamo in attesa delle linee guida dell’Agenzia delle Entrate per completare l’aggiornamento della nostra “Guida alle agevolazioni fiscali 2020-2021” che, come per le precedenti edizioni, fornirà all’intera nostra filiera informazioni utili e tutte le istruzioni operative per fruire di questa opportunità».

Claudio Buttà, Marketing Strategico di My DatecClaudio Buttà, Marketing Strategico di Telema – My Datec, sottolinea anche la necessità di coordinare al meglio, tecnologicamente parlando, l’armonizzazione delle soluzioni che non puntino esclusivamente all’efficientamento energetico, ma anche al comfort interno. «Dal prossimo 1° luglio sino al 31 dicembre si dovrà isolare almeno il 25% della superficie disperdente realizzando, per esempio, un cappotto isolante in un’abitazione esistente, la sostituzione degli infissi con nuovi a tenuta e performanti o del vecchio generatore con una pompa di calore. Con queste e altre migliorie, se la classificazione dell’edificio aumenta almeno di due livelli, allora si potrà applicare l’ecobonus. Ma a questo punto con cappotto e infissi a tenuta cosa potrebbe capitare?».

Mette in guardia dalla possibilità di formazione di condensa superficiale a causa della mancanza di ricambio aria o di probabili ponti termici con conseguenti patologie di muffe. «Se la sostituzione del generatore con la pompa di calore sarà correlata all’applicazione di un sistema di Ventilazione Meccanica Controllata in grado anche di climatizzare e di evitare che l’umidità interna possa condensare e causare muffe nel periodo invernale, allora si otterrà un grande risultato. La difficoltà sarà forse quella di trovare la collocazione per l’ubicazione della pompa di calore e il passaggio delle canalizzazioni previsto: per esempio, da un sistema VMC termodinamico in grado anche di climatizzare e se richiesto, di produrre acqua calda sanitaria».

Dalla Fase 2 allo standard NZEB: il ruolo dei sistemi VMC e di climatizzazione efficiente

Avviata la Fase 2 post Covid-19 si deve ragionare anche in prospettiva, ovvero sugli edifici nZEB, a consumo energetico quasi zero, e la necessità di rispondere all’obbligo della Direttiva Europea 31/2010/CE (recepita in Italia col decreto-legge 63/2013 convertito in legge 90/2013) che prevede dal 2021 la costruzione di edifici privati con altissime prestazioni energetiche.

Tra miglioramento delle prestazioni energetiche dell’esistente, grazie al Decreto Rilancio, e le misure per le nuove costruzioni, quale ruolo svolgeranno e quali benefici già forniscono i sistemi VMC e di climatizzazione efficiente?

«La forzata permanenza all’interno della propria casa ha fatto capire alle persone quanto sia importante mantenere sotto controllo la qualità dell’aria degli ambienti indoor; in quest’ottica i sistemi di VMC con recupero di calore ad alta efficienza giocano un ruolo fondamentale, consentendo l’eliminazione degli inquinanti (polveri, pollini, VOC) ma permettendo anche di diluire la concentrazione di agenti patogeni quali virus e batteri. Il tutto senza la necessità di aprire le finestre con inevitabile perdita di energia a causa dell’ingresso di aria a temperatura differente da quella desiderata, vengono così a coniugarsi qualità dell’aria e risparmio energetico», rileva Perego.

La ventilazione, che assicura il necessario ricambio d’aria e il conseguente miglioramento della sua qualità, trova oggi una richiesta crescente: «lo stiamo notando dall’incremento di domanda, dall’aumento di richieste di informazioni da parte di installatori a cui la gente comune chiede soluzioni per migliorare il comfort degli ambienti – segnala Bassetti – Crediamo quindi che, ora più che mai, i progettisti possono trovare da parte della committenza, impresa o privati cittadini, una maggiore sensibilità alla tematica della ventilazione con recupero calore. È un’opportunità importante che devono cogliere affinché rientri a pieno titolo, nel concetto di “climatizzazione efficiente”, anche l’impianto VMC che qualora assente rende inospitale un edifico a elevata prestazione energetica».

Buttà sottolinea che l’edificio nZEB «è molto ben isolato, utilizza al meglio gli apporti solari, minimizza l’uso degli impianti meccanici e sfrutta la produzione da fonti rinnovabili; predilige una progettazione sostenibile con un approccio integrato tra le competenze architettoniche e ingegneristiche, utilizzando software di simulazione dinamica per la progettazione energetica. Chi è consapevole di quale sistema adottare per climatizzare una costruzione progettata con criteri near zero energy building sa che tale edificio richiede impianti con funzionamento a bassa inerzia, se si vuole ottenere il migliore risultato in termini energetici e di comfort per climatizzare tali edifici con il minore impiego di energia, la tecnologia da adottare è probabilmente quella degli impianti ad aria».

Rileva anche lui che l’apporto di aria nuova filtrata, nelle residenze nZEB viene fornito dalla Ventilazione Meccanica Controllata che nella versione termodinamica, oltre al controllo della climatizzazione invernale ed estiva è in grado di controllare e variare i tassi degli inquinanti interni e il valore di umidità».

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