Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
La decarbonizzazione del sistema elettrico in Italia passando a un’elettricità al 100% rinnovabile entro il 2035 è possibile, grazie anche a tecnologie già esistenti. E’ la notizia principale emersa dallo studio “Politiche per un sistema elettrico italiano decarbonizzato nel 2035” realizzato per Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia dal think tank ECCO e Artelys. Lo studio parte da una serie di ipotesi e raccomandazioni per arrivare allo scenario di decarbonizzazione del sistema elettrico italiano al 2035, coerentemente con quanto stabilito dai paesi del G7 nel 2022 e con lo scenario 1,5° della IEA e considerando uno step intermedio al 2030, valutando le necessità in termini di produzione, tecnologie e politiche abilitanti. L’analisi considera il percorso più economico che garantisca la decarbonizzazione del sistema elettrico e la sicurezza energetica. La decarbonizzazione del sistema elettrico è una sorta di abilitatore della decarbonizzazione dell’intera economia, che potrà avere un effetto a cascata soprattutto per gli ambiti legati alla climatizzazione degli edifici, ai trasporti e ad alcuni settori dell’industria energivora. Rinnovabili, è ora di accelerare Per quanto riguarda le energie rinnovabili, emerge che sia necessario un aumento di più di 90 GW al 2030 rispetto alla capacità installata del 2021. A livello annuo si richiede un aumento di circa 8 volte di capacità rinnovabile installata, in modo da arrivare al 2030 con circa 160 GW e quasi 350TWh di produzione nazionale e al 2035 a circa 250 GW di capacità installata e 450 TWh di produzione nazionale. Per garantire una simile crescita sarà fondamentale la flessibilità, sia in termini temporali, che rispetto alle tecnologie utilizzate, compresa la flessibilità della domanda (demand response), accumuli, reti ed elettrolizzatori. In questo scenario le fossili dovranno praticamente sparire entro il 2035, alcuni impianti di generazione termoelettrica saranno utilizzati per l’alimentazione a idrogeno e biogas. Le tecnologie su cui non puntare Lo scenario delineato non prevede il ricorso al Carbon Capture and Storage (CCS) considerato troppo costoso ed eccessivamente legato alla filiera di petrolio e gas. Si chiede inoltre di limitare la quantità di energia importata (40 TWh all’anno), evitando di affidarsi troppo agli approvvigionamenti energetici esteri. Viene poi posto un tetto alla capacità di generazione elettrica da biomasse, mentre si richiedono significativi investimenti in batterie, prevedendo in questo caso un limite minimo. Per quanto riguarda l’idrogeno verde si prevede un suo utilizzo in ambito industriale. Le politiche per decarbonizzare il sistema elettrico al minor costo Lo Studio propone le politiche per garantire la decarbonizzazione del sistema elettrico a un costo sostenibile. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) per poter diventare fulcro delle politiche del clima, dovrà essere coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e di aumento delle rinnovabili, deve perciò essere adeguato ai risultati attesi al 2030 e deve prevedere una forma di monitoraggio. Il sistema tariffario fiscale deve andare nella medesima direzione e non sostenere le fossili. E’ inoltre necessario facilitare l’autorizzazione degli impianti rinnovabili e delle infrastrutture, ricordando l’importanza dell’integrazione di tutte le fonti di flessibilità. Bisogna poi aiutare i gestori di rete a concentrarsi sullo sviluppo e permettere al Governo e al legislatore di farsi un’idea autonoma di come fare sicurezza del sistema elettrico, a prescindere dai suggerimenti di Terna. E poi c’è Snam un’azienda quotata in borsa che guadagna se fa tanti investimenti, ma bisogna riuscire a farli nella direzione giusta, coerentemente con l’obiettivo di decarbonizzazione. L’uscita dal carbone è un obbligo, ed è quindi indispensabile cessare qualsiasi tipo di investimento in infrastrutture fossili. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
31/08/2026 Comunità climatiche: la transizione energetica si attua a scala di quartiere A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto europeo, guidato dal Comune di Cesena, sperimenta un modello replicabile verso l’autosufficienza energetica: le ...
27/08/2026 Fotovoltaico in Italia, 8 tetti su 10 sono ancora liberi A cura di: Erika Bonelli Barometro fotovoltaico 2026: l'84% dei tetti italiani è senza solare. Trento prima per sfruttamento, il Sud ...
26/08/2026 Giornata Mondiale dei Laghi 2026, proteggere l'acqua dolce del pianeta A cura di: Raffaella Capritti Il 27 agosto 2026 torna la Giornata Mondiale dei Laghi, seconda edizione. Dati ONU, minacce e ...
21/08/2026 Il Politecnico di Torino punta sulle alghe brune per rispondere alla sfida della dissalazione A cura di: Laura Murgia Un idrogel ricavato da alghe brune dissala l'acqua marina sfruttando calore di scarto a bassa temperatura: ...
14/08/2026 I rifiuti industriali diventano materiali da costruzione grazie a Resilco A cura di: Laura Murgia A Busnago è entrato in funzione il primo impianto italiano capace di trasformare residui industriali in ...
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
10/08/2026 Fotovoltaico in area vincolata: la Soprintendenza non può negare l’autorizzazione solo per la visibilità dei pannelli A cura di: Adele di Carlo Una nuova sentenza conferma il favor verso l'installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti, anche nei contesti ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...
05/08/2026 Foreste periurbane: uno scudo contro caldo e inquinamento, ma la specie di albero fa la differenza A cura di: Raffaella Capritti Studio ENEA: le foreste periurbane riducono la mortalità da caldo e freddo, ma serve scegliere bene ...
03/08/2026 Il contributo del fotovoltaico per l'adattamento climatico delle città A cura di: Andrea Ballocchi Dalla riduzione dei consumi durante le ondate di calore al contrasto delle isole di calore urbane: ...