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La bozza di decreto per gli incentivi 2018-2020 include gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 20 kWp a cura di Italia Solare Nelle ultime settimane è circolata la tanto attesa bozza di decreto per gli incentivi alle rinnovabili elettriche per il periodo 2018-2020, stilata dal ministero dello Sviluppo Economico. Novità inaspettata anche l’inserimento degli impianti fotovoltaici sopra i 20kW che a questo punto rientrano tra gli impianti soggetti a meccanismi di sostegno previsti dal decreto. Secondo quanto si legge nella bozza di decreto, gli impianti fotovoltaici ammessi sono quelli con potenza maggiore a 20 kWp che hanno quindi una soglia superiore a quella delle detrazioni fiscali. Gli impianti per poter rientrare nel sistema di incentivazione non dovranno essere collocati in area agricola, salvo le serre fotovoltaiche, e dovranno essere di nuova costruzione provvisti di tutte le autorizzazioni necessarie, vale a dire di costruzione, esercizio e connession. Per questi impianti l’energia autoconsumata non sarà incentivata, le tariffe infatti non sono compatibili con ritiro dedicato e scambio sul posto. In particolare la bozza di decreto stabilisce che per gli impianti fino a 100 kWp si può richiedere tariffa omnicomprensiva con ritiro da parte del GSE, mentre per impianti sopra 100 kWp l’energia non autoconsumata dovrà essere venduta a un trader. Durata degli incentivi Il decreto per il fotovoltaico ha previsto incentivi per una durata di 20 anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Il testo prevede un prolungamento del periodo di diritto dell’incentivo nel caso in cui l’impianto si fermi per motivi specifici, quali ragioni di sicurezza della rete, eventi calamitosi riconosciuti, altre cause di forza maggiore (inclusi i ritardi nel rinnovo AIA), ammodernamento e potenziamento non incentivato e prezzi negativi. Attenzione, nel caso di rinuncia agli incentivi, perché ad esempio il prezzo dell’energia diviene più alto dell’incentivo, si dovranno restituire anche gli incentivi pregressi. Impianti a registro e impianti ad asta Il decreto prevede due forme di incentivazione, il registro e l’asta, in funzione della potenza installata. Impianti sotto 1 MWp vanno a registro, mentre gli impianti superiori a 1 MWp di potenza andranno ad asta. Le tariffe dipendono dalla potenza: 110 euro/MWh fra i 20 kW e 100 kW, con ribasso minimo circa 67 euro/MWh; sono invece riconosciuti 90 euro MWh per gli impianti fra i 100 kW e 1 MW di potenza, con ribasso minimo circa 57 euro/MWh. Inferiori le tariffe per gli impianti ad asta che sono di70 euro MWh a partire da 1 MW, con ribasso minimo circa 21 euro/MWh. È bene ricordare che la tariffa include il prezzo dell’energia. La struttura tariffaria Anche la struttura tariffaria dipenderà dalla potenza. Il decreto stabilisce infatti che per gli impianti a registro sotto i 100 kWp verrà pagata a scelta una tariffa omnicomprensiva, che include anche acquisto energia, o la tariffa a due vie. Per gli impianti sopra i 100 kWp verrà invece riconosciuta una tariffa che è al netto del valore dell’energia a prezzo zonale, la cosiddetta tariffa a due vie. Giusto per chiarire, la tariffa a due vie significa che se l’energia vale meno della tariffa incentivante l’incentivo sarà pari alla differenza fra la tariffa e il prezzo zonale. Se invece l’energia vale più della tariffa incentivante sarà il soggetto incentivato a pagare un importo pari alla differenza fra il prezzo zonale e la tariffa aggiudicata. In altre parole se l’energia vale più dell’incentivo il soggetto incentivato ci rimette. Le aste I meccanismi delle aste sono previsti per gli impianti da 1 MW in su, ed eolico on shore e fotovoltaico partecipano alla stessa asta. Le aste previste sono 7 e il quantitativo di MW messo all’asta è minore nella prima e poi aumenta, si passa da un minimo di 500 MW a un massimo di 800 MW. Per partecipare alle aste sarà necessario presentare l’impegno di un istituto bancario che attesta la capacità finanziaria ed economica in relazione all’intervento, tenuto conto della redditività dell’intervento e della capacità del gruppo societario. In alternativa è richiesto l’impegno a finanziare o capitalizzazione pari almeno a 10% fino a 100 milioni, 5% fra 100 e 200 milioni e 2% per cifre superiori. Sarà richiesta anche una cauzione provvisoria pari al 5% dell’investimento (1000 euro/kWp) per il fotovoltaico, che dovrà poi essere sostituita da una cauzione definitiva pari al 10% dell’investimento. Il testo del decreto specifica anche che impianti che partecipano alle aste sarà richiesta la dichiarazione che attesta la presenza di tutti i requisiti per partecipare a gare pubbliche (Art. 80 D. Lgs. 50/2016). Infine è bene precisare che per gli impianti realizzati in quelle zone che vengono individuate dai gestori di rete come zone critiche, è possibile che vi sia il contingentamento del numero degli impianti ammessi ad asta. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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