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Indice degli argomenti Toggle Cosa sono le Nature-based SolutionsInfrastrutture verdi vs. infrastrutture grigieIl quadro politico europeoSei esempi concreti in EuropaMonte Stella, Milano: un parco storico si rinnova con le Nature-Based SolutionsCopenhagen e i tetti verdiOlanda e il progetto “Room for the River”Liverpool e il progetto URBAN GreenUPEindhoven, Tampere e Genova con UNaLabLa Missione UE “100 Città Intelligenti e Climaticamente Neutrali”I casi presi in esame dall’EEAAmburgo: come i tetti verdi aiutano la città e l’ambienteTullstorpsån: il recupero del bacino fluviale per i proprietari terrieriIl contributo alla biodiversità urbanaNbS contro il rischio alluvioniNature-based Solutions contro le ondate di caloreBenefici sociali ed economiciI limiti delle NbS e le sfide da affrontareL’Italia e le opportunità delle NbSFAQ Nature-based SolutionsCosa sono le Nature-based Solutions (NbS)?Qual è la differenza tra NbS e infrastrutture tradizionali?Perché le NbS sono importanti per il clima in Europa?Quali esempi concreti di NbS esistono nelle città europee?Le NbS sono economicamente sostenibili?Come contribuiscono alla biodiversità?Le NbS possono ridurre il rischio di alluvioni?Qual è il ruolo delle NbS nelle politiche europee?Come si integrano le NbS con le smart cities?Quali sono i limiti delle Nature-based Solutions? Le città europee sono in prima linea di fronte al cambiamento climatico: ondate di calore sempre più intense, alluvioni improvvise, siccità prolungate e perdita di biodiversità. Di fronte a queste sfide si sta affermando con crescente autorevolezza un approccio che unisce scienza e natura: le Nature-based Solutions (NbS – tradotto letteralmente come: soluzioni basate sulla natura). Non si tratta di una semplice tendenza “verde” o di un concetto astratto, ma di un insieme concreto di interventi capaci di rispondere alle sfide climatiche con un’efficacia comparabile a quella delle infrastrutture tradizionali, spesso con costi inferiori e benefici più ampi nel medio-lungo periodo. Non è un concetto nuovo, ma è solo agli inizi del secolo che governi ed organizzazioni hanno cominciato a riconoscere il potenziale delle Nature-based Solutions nel generare benefici ambientali, sociali ed economici. Cosa sono le Nature-based Solutions La Commissione Europea definisce le NbS come “soluzioni ispirate e supportate dalla natura, economicamente vantaggiose, in grado di fornire contemporaneamente benefici ambientali, sociali ed economici e di contribuire a creare resilienza”. In altre parole, si tratta di interventi che sfruttano i processi naturali — come la capacità degli alberi di assorbire calore, quella delle zone umide di trattenere l’acqua e quella del suolo di immagazzinare carbonio — per rispondere a problemi concreti della società urbana. La loro caratteristica distintiva rispetto alle infrastrutture tradizionali è la multifunzionalità. Una diga in calcestruzzo protegge principalmente dalle inondazioni. Una pianura alluvionale rinaturalizzata, invece, riduce il rischio idraulico, crea habitat per la fauna, filtra l’acqua, sequestra carbonio, offre spazi ricreativi e aumenta il valore del territorio. È questa capacità di generare effetti multipli e sinergici a rendere le NbS una risposta sistemica — e non solo tecnica — alle crisi ambientali. Alcuni esempi di Nature-based Solutions sono ad esempio: Gestione sostenibile delle acque: utilizzare e preservare gli ecosistemi acquatici naturali, come paludi e zone umide, per migliorare la qualità dell’acqua, prevenire inondazioni e fornire habitat per la fauna. Parchi urbani e verde cittadino: creare spazi verdi nelle aree urbane per migliorare la qualità dell’aria, ridurre il calore urbano, fornire habitat per la fauna selvatica e migliorare il benessere delle persone. Ripristino degli ecosistemi: rimboschimenti, riforestazioni e altre pratiche per ripristinare gli ecosistemi degradati, contribuendo a catturare il carbonio atmosferico, proteggere la biodiversità e migliorare la resilienza agli eventi climatici. Agricoltura sostenibile: pratiche agricole che tengono conto dell’equilibrio ecologico, preservando la fertilità del suolo, riducendo l’uso di pesticidi e fertilizzanti, e promuovendo la biodiversità. Sistemi di gestione delle acque piovane: utilizzare soluzioni naturali, come tetti verdi e zone permeabili, per gestire in modo sostenibile le acque piovane e ridurre il rischio di alluvioni. Infrastrutture verdi vs. infrastrutture grigie Le infrastrutture tradizionali hanno dominato la pianificazione urbana per decenni perché offrivano soluzioni rapide e facilmente misurabili: barriere antialluvionali, drenaggi artificiali e sistemi di climatizzazione centralizzata. Tuttavia, in molti casi amplificano i rischi nel medio-lungo periodo: il cemento impermeabilizza il suolo aumentando il deflusso idrico, le superfici asfaltate intensificano le isole di calore e la distruzione degli ecosistemi naturali priva le città di servizi fondamentali. Le infrastrutture verdi — come parchi, foreste urbane, fasce ripariali, tetti e pareti vegetate e giardini della pioggia — lavorano invece in sinergia con i cicli naturali. Il loro costo iniziale è spesso inferiore e i benefici, distribuiti su un orizzonte temporale più lungo, tendono a superare quelli degli interventi convenzionali. Secondo uno studio del Rocky Mountain Institute, il valore generato dalla natura urbana è in media nove volte superiore ai costi, offrendo rendimenti molto elevati per città, comunità e investitori. Il quadro politico europeo Le Nature-based Solutions sono ormai centrali nell’agenda dell’Unione Europea. Il Green Deal europeo le include tra gli strumenti principali per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, mentre la Strategia UE per la Biodiversità al 2030 stabilisce obiettivi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati e promuove l’integrazione delle NbS nella pianificazione urbana e territoriale. La Strategia di adattamento dell’UE, aggiornata nel 2021, le riconosce come componenti fondamentali di una transizione sistemica. Sul piano delle risorse, i programmi Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa hanno supportato 76 progetti in 71 Paesi, coinvolgendo 1.391 partner con un investimento complessivo di 665 milioni di euro. L’UE sta inoltre sviluppando una “Missione sull’adattamento” che utilizza le NbS come leva principale per accelerare la transizione nelle città e nelle regioni degli Stati membri, anche attraverso il Patto dei sindaci. Sei esempi concreti in Europa La diffusione delle NbS nel continente europeo non è più una sperimentazione di nicchia, ma una realtà consolidata con esempi di scala significativa. Monte Stella, Milano: un parco storico si rinnova con le Nature-Based Solutions Il Parco Monte Stella è un caso interessante di applicazione delle Nature-Based Solutions in ambito urbano in Italia. Stantec, incaricata da CityLife S.p.A. (Gruppo Generali), sta studiando interventi di ingegneria naturalistica per riqualificare uno spazio importante della storia milanese: la collina fu costruita nel dopoguerra con le macerie dei bombardamenti. Il progetto punta a risolvere le criticità idrogeologiche ed erosive dei versanti attraverso trincee drenanti, arbusti e strutture di infiltrazione, senza ricorrere a tubazioni tradizionali. Parallelamente, prevede il consolidamento delle sponde con tecniche di bioingegneria, la reintroduzione di specie autoctone e il ripristino degli spazi ricreativi. Le scelte progettuali recepiscono i risultati di un processo di consultazione pubblica promosso dall’Associazione Monte Stella e patrocinato dal Municipio 8 del Comune di Milano. Copenhagen e i tetti verdi La capitale danese ha trasformato sistematicamente i propri tetti in superfici vegetate, migliorando l’isolamento termico, riducendo il deflusso delle acque piovane e creando habitat per la fauna locale. Il programma, avviato dopo le alluvioni del 2011, ha dimostrato come un intervento apparentemente decorativo possa produrre effetti strutturali sulla resilienza idrica urbana. Olanda e il progetto “Room for the River” Il programma Ruimte voor de Rivier ha ripristinato le pianure alluvionali lungo i principali corsi d’acqua, restituendo spazio ai fiumi invece di innalzare ulteriormente gli argini. Il risultato è una riduzione del rischio alluvionale, insieme a benefici per la biodiversità e il paesaggio. Liverpool e il progetto URBAN GreenUP Con un budget di circa 2,3 milioni di euro, Liverpool ha implementato oltre 40 interventi di NbS basati su quattro pilastri: percorsi verdi, gestione idrica, infrastrutture verdi autonome e azioni non tecniche. Tra le realizzazioni più rilevanti vi è un muro verde alto 65 metri, tra i più alti del Regno Unito. Eindhoven, Tampere e Genova con UNaLab Il progetto UNaLab, finanziato dall’UE nell’ambito di Orizzonte 2020, ha selezionato tre “laboratori viventi” europei — Eindhoven, Tampere e Genova — per implementare NbS su larga scala. Le tre città hanno testato soluzioni per la gestione delle acque piovane, la riduzione delle isole di calore e il miglioramento della biodiversità urbana, producendo linee guida replicabili per altre città europee. La Missione UE “100 Città Intelligenti e Climaticamente Neutrali” A livello sistemico, la Commissione Europea punta a portare 100 città alla neutralità climatica entro il 2030 usando le NbS come strumento privilegiato. Si tratta della più grande scommessa istituzionale mai fatta sull’efficacia delle soluzioni basate sulla natura come risposta al cambiamento climatico in contesto urbano. I casi presi in esame dall’EEA L’Unione Europea con il briefing intitolato “Scaling nature-based solutions for climate resilience and nature restoration“ dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha riconosciuto l’importanza di questo tipo di politica. Nel rapporto vengono presi in esame tre casi di NbS in contesti urbani e rurali. I casi riguardano: tetti verdi ad Amburgo (Germania), ripristino dell’agricoltura e dei bacini fluviali a Tullstorpsån (Svezia) e la paludicoltura nel Meclemburgo-Pomerania occidentale (Germania). L’implementazione del tetto verde è relativamente semplice laddove sono soddisfatte le condizioni di base. La gestione dei bacini idrografici è più complessa in termini di partecipazione delle parti interessate, governance, coordinamento e pianificazione territoriale. Mentre la paludicoltura è probabilmente la più impegnativa e richiede un fondamentale riorientamento settoriale supportato dalla pianificazione territoriale e dalle infrastrutture. Amburgo: come i tetti verdi aiutano la città e l’ambiente La città tedesca è pioniera nello sviluppo di una strategia globale per i tetti verdi con l’obiettivo generale di sviluppare 100 ettari sui tetti dell’area metropolitana, su edifici esistenti e nuovi. I tetti verdi possono migliorare gli ecosistemi urbani e quindi mitigare in una certa misura la perdita di biodiversità. Sono inoltre spesso implementati come parte dei piani di adattamento climatico grazie alla loro capacità dimostrata di ridurre il deflusso delle acque piovane e mitigare gli effetti delle isole di calore. In generale, i tetti verdi offrono vantaggi sia al pubblico (ad esempio lo stoccaggio dell’acqua piovana) che agli utenti privati (come l’isolamento termico e la riduzione delle tariffe locali per l’acqua piovana). Mentre i benefici dei tetti verdi sono ben noti nella comunità scientifica, il mercato immobiliare non riflette né promuove i vantaggi economici a lungo termine dei tetti verdi. Una mancanza che contribuisce a un basso livello di domanda, nonostante gli incentivi offerti dalla città. Tullstorpsån: il recupero del bacino fluviale per i proprietari terrieri Con il nome di “Tullstorp Stream Project”, questo è un progetto per ripristinare il bacino idrografico della città di Tullstorpsån, in Svezia. Il torrente Tullstorp è lungo 30 km e il progetto adotta un approccio olistico all’intero bacino idrografico di 6.300 ettari. Dalla sua istituzione nel 2009, 39 zone umide e 10 km di torrente sono stati ripristinati mediante la riapertura dei meandri, il ripristino degli alvei dei fiumi, il livellamento degli argini, la creazione di fasce tampone, aree allagate e la piantumazione di alberi. Il progetto ha portato anche alla costruzione di bacini idrici multifunzionali, all’irrigazione a ricircolo e alla personalizzazione del drenaggio. L’obiettivo del progetto è ottenere benefici ecologici (coerenti con gli obiettivi della Direttiva quadro sulle acque) ed economici per i proprietari terrieri rendendo il territorio più resiliente ai cambiamenti climatici. Per questo motivo, sono state implementate diverse NbS per proteggere l’area da inondazioni e siccità, migliorare le condizioni ecologiche nel bacino idrografico e rendere più semplice la gestione del fiume per i proprietari terrieri. Mentre le aree alluvionali inondate possono causare perdite di raccolti locali, una maggiore ritenzione idrica può favorire la produzione agricola durante lunghi periodi senza precipitazioni. Il contributo alla biodiversità urbana Le città sono ambienti ostili per la maggior parte delle specie viventi: poche le superfici verdi, quasi assenti i corsi d’acqua naturali, massiccia la presenza di inquinamento luminoso e acustico. Eppure, con interventi mirati, possono diventare rifugi preziosi per fauna e flora sempre più in difficoltà nei contesti agricoli intensivi. I parchi lineari lungo i corsi d’acqua urbani creano corridoi ecologici che permettono agli animali selvatici di muoversi tra le aree naturali residue. I tetti verdi e i giardini pensili offrono habitat agli insetti impollinatori, fondamentali per la catena alimentare. Le foreste urbane composte da specie autoctone possono ospitare decine di specie di uccelli, mammiferi e rettili. La Strategia UE per la Biodiversità al 2030 riconosce esplicitamente le NbS come strumento di conservazione della biodiversità anche nei contesti urbani più densificati. NbS contro il rischio alluvioni Le alluvioni urbane sono diventate eventi sempre più frequenti e devastanti: le perdite economiche legate alle inondazioni in Europa sono aumentate del 60% negli ultimi trent’anni. Impermeabilizzazione del suolo, urbanizzazione nelle pianure alluvionali e precipitazioni più intense si combinano in una crescente esposizione al rischio. Le Nature-based Solutions affrontano il problema alla radice. Le zone umide ripristinate funzionano come spugne naturali che assorbono l’acqua e riducono i picchi di deflusso. I giardini della pioggia e le superfici permeabili favoriscono l’infiltrazione nel sottosuolo, mentre i corridoi fluviali rinaturalizzati rallentano il flusso idrico e creano aree di protezione tra fiumi e insediamenti urbani. Studi dell’EEA dimostrano che le zone umide naturali possono trattenere quantità d’acqua comparabili a grandi bacini artificiali, ma con costi molto inferiori. Nature-based Solutions contro le ondate di calore L’effetto isola di calore — per cui le città risultano più calde rispetto alle aree rurali — è in crescita in tutta Europa, con differenze che possono superare i 5–8°C. Le soluzioni più efficaci sono alberi, foreste urbane e superfici vegetate. La traspirazione di un singolo albero adulto può avere un effetto rinfrescante paragonabile a quello di più condizionatori. I tetti verdi riducono la temperatura degli edifici e il fabbisogno energetico estivo, mentre le pareti verdi contribuiscono all’isolamento termico e alla riduzione delle temperature locali. Investire in NbS significa quindi ridurre strutturalmente la domanda di energia per il raffrescamento. Benefici sociali ed economici Le Nature-based Solutions generano valore sociale ed economico misurabile, non solo effetti ambientali. L’accesso a spazi verdi di qualità è correlato dalla letteratura scientifica a una riduzione dello stress, a un miglioramento della salute mentale e a una diminuzione delle patologie cardiovascolari. Le foreste urbane e i parchi nelle aree più dense riducono la pressione sui sistemi sanitari, soprattutto per le fasce più vulnerabili — anziani e bambini — maggiormente esposte alle ondate di calore. Sul piano economico, il valore immobiliare delle aree adiacenti a spazi verdi è sistematicamente più alto di quello delle zone prive di verde, generando un incremento delle entrate fiscali locali che compensa in parte i costi degli interventi. A livello macro, la Commissione Europea stima che ogni euro investito in infrastrutture verdi generi un ritorno compreso tra 8 e 38 euro in servizi ecosistemici e benefici sociali: un rapporto costi-benefici che poche infrastrutture tradizionali riescono a eguagliare. Le prove scientifiche dei molteplici benefici delle NBS sono in rapida espansione, ma l’approccio è ancora nuovo. La scarsa familiarità con le misure e l’incertezza sui risultati potrebbero ostacolare l’adozione su scala più ampia. Gli aspetti socioeconomici e le considerazioni sui costi sono cruciali in quanto svolgono un ruolo chiave nel garantire il consenso delle parti interessate e nell’attrarre investimenti privati. Per questo, l’EEA nel report afferma che è essenziale rendere trasparenti i costi e i benefici delle Nature-based Solutions agli stakeholders e ai potenziali investitori, dato che la quantificazione degli aspetti sociali ed economici, compresa la distribuzione dei costi e dei benefici tra gli stakeholders, è ancora limitata. Il briefing sottolinea la necessità di acquisire una maggiore comprensione dei fattori che contribuiscono al successo locale e degli ostacoli alla crescita dei progetti basati sulla natura. Tuttavia, evidenzia che questo processo richiede l’implementazione di sistemi sistematici di monitoraggio, rendicontazione e valutazione per valutare l’efficacia e l’efficienza delle soluzioni basate sulla natura nel lungo termine. Ma oltre agli incentivi finanziari, l’adozione di NbS trarrebbe beneficio dalla pianificazione regionale basata sui profili di rischio, da un catalogo dei progetti esistenti e da informazioni di base sulla loro attuale implementazione. I limiti delle NbS e le sfide da affrontare Le NbS non sono una panacea. Il primo limite è quello dei tempi: una foresta urbana impiega decenni per esprimere il suo pieno potenziale, mentre un’infrastruttura convenzionale può essere operativa in pochi mesi. In situazioni di rischio imminente questo può essere un problema serio, che richiede spesso soluzioni ibride che combinino approcci naturali e tradizionali. C’è poi il tema della manutenzione continua: un tetto verde mal gestito diventa un problema strutturale, una zona umida abbandonata può colonizzarsi di specie invasive, un parco non curato perde il suo valore ecosistemico. Le NbS richiedono competenze multidisciplinari che molte amministrazioni locali ancora non possiedono. Infine, le soluzioni devono essere adattate localmente alle specifiche condizioni climatiche, idrologiche e urbanistiche di ciascun territorio: non si prestano a essere replicate meccanicamente da un contesto all’altro. L’Italia e le opportunità delle NbS L’Italia è tra i Paesi europei più esposti alle conseguenze del cambiamento climatico: le alluvioni del Nord, la desertificazione del Sud, le ondate di calore nelle grandi città, l’erosione costiera. Allo stesso tempo, dispone di un patrimonio naturale straordinario che, se valorizzato attraverso le NbS, potrebbe diventare la sua principale risorsa di resilienza. Il progetto UNaLab ha dimostrato che Genova può essere un laboratorio di innovazione in questo campo, e molti Comuni stanno già sperimentando forestazione urbana, rinaturalizzazione dei canali e riqualificazione di aree dismesse. Il PNRR include finanziamenti specifici per la transizione ecologica delle città che possono essere indirizzati verso le NbS. La sfida è passare dalla sperimentazione alla pianificazione sistematica: non singoli interventi spot, ma strategie urbane organiche che integrino le soluzioni basate sulla natura a ogni scala del territorio, dall’edificio al quartiere, dalla città alla regione. FAQ Nature-based Solutions Cosa sono le Nature-based Solutions (NbS)? Le Nature-based Solutions sono azioni ispirate, supportate o imitate dalla natura e dai suoi processi per affrontare sfide sociali e ambientali. Si tratta di interventi concreti come la creazione di foreste urbane, il ripristino di zone umide, l’installazione di tetti verdi o la rinaturalizzazione di corsi d’acqua: soluzioni che sfruttano i processi naturali per rispondere a problemi reali come il cambiamento climatico, il rischio idraulico e la perdita di biodiversità. Qual è la differenza tra NbS e infrastrutture tradizionali? La differenza fondamentale sta nella multifunzionalità: le infrastrutture tradizionali cosiddette “grigie” — argini in cemento, drenaggi artificiali, impianti di climatizzazione — risolvono in genere un problema alla volta. Le NbS, al contrario, generano benefici multipli e sinergici dallo stesso intervento: una pianura alluvionale rinaturalizzata riduce il rischio di esondazione, sequestra carbonio, crea habitat per la fauna, migliora la qualità delle acque e offre spazi ricreativi alla comunità. Perché le NbS sono importanti per il clima in Europa? Secondo l’IUCN, le NbS possono contribuire a mitigare fino a un terzo delle emissioni globali di carbonio, generando al contempo benefici economici per 170 miliardi di dollari all’anno. Se attuate su larga scala, queste soluzioni possono fornire fino al 37% del fabbisogno globale di mitigazione climatica richiesto per contenere il riscaldamento entro 1,5-2°C. Quali esempi concreti di NbS esistono nelle città europee? A Copenhagen, un programma sistematico di tetti verdi ha trasformato i paesaggi urbani migliorando l’isolamento termico e riducendo il deflusso delle acque piovane dopo le alluvioni del 2011. In Olanda, il progetto Room for the River ha ripristinato le pianure alluvionali lungo i principali fiumi, riducendo il rischio idraulico e aumentando la biodiversità. A Rotterdam le water plazas sono spazi pubblici che diventano bacini di raccolta temporanea delle acque durante eventi estremi. A Liverpool, il progetto europeo URBAN GreenUP ha realizzato oltre 40 interventi NbS tra cui un muro verde alto 65 metri. In Italia, Genova ha partecipato al progetto UNaLab come “laboratorio vivente” per soluzioni innovative di gestione delle acque e riduzione delle isole di calore. Le NbS sono economicamente sostenibili? Sì. La Commissione Europea stima che ogni euro investito in infrastrutture verdi generi un ritorno compreso tra 8 e 38 euro in servizi ecosistemici e benefici sociali. Sul piano immobiliare, le proprietà adiacenti a spazi verdi hanno un valore sistematicamente più alto, con ricadute positive anche sulle entrate fiscali dei Comuni. Le NbS contribuiscono inoltre alla conformità alla Tassonomia UE e ai criteri ESG, rendendole sempre più attraenti per gli investitori della finanza sostenibile e accessibili a strumenti di green finance come obbligazioni e prestiti verdi. Come contribuiscono alla biodiversità? Le NbS sono tra i principali strumenti disponibili per contrastare la perdita di biodiversità nei contesti urbani e periurbani. I parchi lineari lungo i corsi d’acqua creano corridoi ecologici che permettono alle specie di muoversi tra le aree naturali residue; i tetti verdi e i giardini pensili offrono habitat agli insetti impollinatori; le foreste urbane composte da specie autoctone possono ospitare decine di specie di uccelli, mammiferi e rettili. Le NbS possono ridurre il rischio di alluvioni? Sì. Le zone umide ripristinate funzionano da spugne naturali che trattengono grandi quantità d’acqua riducendo i picchi di deflusso che causano le inondazioni; i giardini della pioggia e le superfici permeabili favoriscono l’infiltrazione nel sottosuolo; i corridoi fluviali rinaturalizzati rallentano il flusso e creano buffer naturali tra i fiumi e le aree abitate. Un rapporto dell’UE del 2024 sottolinea che le NbS non solo mitigano gli effetti di alluvioni e siccità, ma sono anche essenziali per una gestione idrica sostenibile a lungo termine. Qual è il ruolo delle NbS nelle politiche europee? Il Green Deal europeo le include come strumento centrale per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050; la Strategia UE per la Biodiversità al 2030 fissa obiettivi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi e promuove l’integrazione delle NbS nella pianificazione territoriale. La Strategia di adattamento dell’UE (2021) le riconosce come componenti centrali della transizione sistemica, mentre i programmi Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa hanno già finanziato 76 progetti in 71 Paesi con un investimento di 665 milioni di euro. La Missione UE “100 Città Intelligenti e Climaticamente Neutrali” usa le NbS come meccanismo privilegiato per accelerare la transizione entro il 2030. Come si integrano le NbS con le smart cities? Le smart cities e le NbS sono approcci complementari che, integrati, amplificano la resilienza urbana: la tecnologia fornisce i dati e gli strumenti di monitoraggio, la natura fornisce le infrastrutture di risposta. I sensori IoT possono monitorare in tempo reale parametri come la temperatura superficiale, la qualità dell’aria e i livelli idrici nelle zone vegetate, ottimizzando la gestione delle NbS e misurando la loro efficacia in modo continuo. A livello europeo, il Partenariato per l’Innovazione sulle Città Intelligenti (EIP SCC) ha sviluppato standard e linee guida per integrare infrastrutture verdi e tecnologie digitali in un ecosistema urbano coerente. Quali sono i limiti delle Nature-based Solutions? Il primo limite è quello dei tempi: una foresta urbana impiega decenni per esprimere il suo pieno potenziale, mentre un’infrastruttura convenzionale è operativa in pochi mesi; in situazioni di rischio imminente questo può richiedere soluzioni ibride. C’è poi il tema della manutenzione: un tetto verde mal gestito diventa un problema strutturale, una zona umida abbandonata si colonizza di specie invasive, e le NbS richiedono competenze multidisciplinari che molte amministrazioni locali ancora non possiedono. Non vanno sottovalutati neppure i rischi di greenwashing e di gentrificazione, quando la riqualificazione verde di un quartiere ne alza i prezzi espellendo le fasce più vulnerabili. Infine, gli interventi devono essere calibrati sul contesto locale: non tutte le NbS funzionano ovunque, e la replicazione meccanica da un territorio all’altro può ridurne significativamente l’efficacia. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 22 dicembre 2023 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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