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Indice degli argomenti Toggle Dalla crisi si esce puntando sulle rinnovabili, per gli immobiliMicro eolico e intelligenza artificiale vengono in aiuto all’ediliziaSolare termico e biomasse, i benefici offerti anche in sinergiaPiù spazio alla geotermiaRicarica elettrica e fotovoltaico uniti dal digitale in condominio Cambiare l’inerzia energetica in cui si trova l’Italia è possibile, a partire dal rinnovamento del proprio patrimonio edilizio. Per farlo occorre stimolare lo sviluppo di ciò che già c’è: le fonti rinnovabili. Il nostro Paese importa ben il 95% del gas fossile e il 91% del petrolio che consuma. Conta, inoltre, su un sistema elettrico incentrato per quasi il 50% sul gas, segnala Legambiente, rilevando il prezzo della dipendenza, in primis le bollette, tra le più care d’Europa. Esse potrebbero ridursi, a partire da interventi sensibili sul settore edile, oggi quello più refrattario al cambiamento e quello più impattante. L’efficienza energetica, unita all’immissione di energia da fonti rinnovabili negli immobili potrebbe migliorare sensibilmente la situazione. C’è spazio per un maggior contributo del fotovoltaico, ma anche del solare termico, della geotermia, del micro eolico, compresi importanti contributi ottenibili dalle pompe di calore, dalle batterie di accumulo, nonché dalla mobilità elettrica e dagli impianti di ricarica… La transizione energetica passa da casa nostra, con la possibilità di contare su soluzioni tecnologicamente mature ed efficaci, oltre ad alcune innovative che hanno però dimostrato di funzionare bene. Tutto questo lo hanno ricordato i relatori del convegno “Rinnovabili negli immobili: indipendenza e transizione energetica si realizzano negli edifici residenziali e industriali”, organizzato da Prospecta Formazione – Infoweb. Dalla crisi si esce puntando sulle rinnovabili, per gli immobili Nel contesto in cui si trova il mondo intero, costretto ad affrontare “la più grande crisi energetica di sempre”, rileva il World Economic Forum, molti Paesi come l’Italia dovrebbero affrancarsi dalle fossili. Per questo si devono promuovere le rinnovabili, negli immobili e in altri settori. Pur essendo colpevolmente in ritardo sul recepimento della EPBD, da gennaio l’Italia ha recepito la Direttiva RED III. In essa si riporta che l’obiettivo nazionale indicativo di energia rinnovabile prodotta negli edifici o nelle loro vicinanze, tenendo conto anche dell’energia da FER proveniente da rete, è pari ad almeno il 40,1% nel 2030. Per il raggiungimento del target, vengono introdotti una serie di obblighi non solo sulle nuove costruzioni, ma anche sugli edifici oggetto di ristrutturazioni importanti. Ci sono circa 13 milioni di edifici, oltre il 60% dei quali ha più di 30 anni. Vanno riqualificati e trasformati in modo che non siano più solo soggetti passivi, ma attori attivi di un nuovo modo di intendere e gestire l’energia. Gli interventi, però, «devono essere olistici, non si può pensare di installare il fotovoltaico senza intervenire in contemporanea sull’edificio», ha ricordato Niccolò Aste, durante il convegno. Il professore di Fisica tecnica e ambientale al Politecnico di Milano e coordinatore di vari progetti tra cui HEART, ha sottolineato la finalità dello stesso: rendere gli edifici esistenti “più intelligenti” e più efficienti, oltre che più confortevoli. Il docente ha ricordato che con opportune soluzioni, tra cui la tegola fotovoltaica Sottile, frutto di un lavoro di ricerca poi sfociato a portata commerciale, è possibile intervenire anche in ambiti architettonici che hanno vincoli specifici. Micro eolico e intelligenza artificiale vengono in aiuto all’edilizia Nel contemplare l’adozione di fonti rinnovabili negli immobili, la ricerca offre nuove soluzioni. Una di queste l’ha presentata la startup GEVI attraverso il suo Ceo, Emanuele Luzzati, nonché co-founder ed Head of Engineering. Mini eolico verticale intelligente sviluppato dalla startup Gevi Wind Si tratta della prima turbina micro eolica ad asse verticale con intelligenza artificiale proprietaria, in grado di “apprendere” continuamente dal vento: l’AI regola l’angolo delle pale ogni 10 millisecondi in tempo reale. Questo controllo dinamico «massimizza la produzione di energia e protegge la turbina in condizioni estreme», ha spiegato Luzzati, evidenziando che la turbina inizia a produrre con soli 2.4 m/s di vento e raggiunge la potenza nominale a 10 m/s. La turbina si pone come alternativo o, meglio, come complementare al fotovoltaico. Sfruttando una complementarietà di produzione, un sistema combinato di micro eolico, fotovoltaico, combinato a una batteria di accumulo, «può rispondere alle esigenze di autoconsumo con -42% di Capex e ingombri ridotti». Solare termico e biomasse, i benefici offerti anche in sinergia Nel trattare le capacità sinergiche delle varie fonti rinnovabili per gli immobili, Zeno Benciolini, presidente di Solterm Italia, ha trattato le potenzialità offerte dalla combinazione tra fotovoltaico e solare termico, contemplando anche la presenza delle pompe di calore. Gli impianti solari termici, già da sé sono in grado di coprire una quota tra il 50 e il 75% del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria, soddisfacendolo totalmente nella stagione estiva. Gli stessi, inoltre, possono coprire una quota dal 10 al 30% del fabbisogno annuo per il riscaldamento ambienti. Già «4-5 metri quadri di solare termico sono sufficienti a soddisfare il 100% del fabbisogno di acqua calda da Maggio a Settembre per una famiglia di 4 persone», ha spiegato. Benciolini ha anche illustrato i benefici dell’impiego congiunto con la pompa di calore. Un sistema «solare termico con la pompa di calore contribuisce al fabbisogno di energia per acqua calda sanitaria» durante tutto l’anno. Oltre a rendere autonomi, dal punto di vista dell’ACS, durante tutta la stagione estiva, «rende più efficiente la pompa di calore, che non farà più inversioni di ciclo frequenti», e raddoppia la vita utile del compressore. Una delle possibilità concrete di impiego energetico sinergico di rinnovabili negli immobili è costituito anche dalle biomasse. Giulia Rudello, tecnico di AIEL, ha ricordato i benefici dell’adozione di tecnologie moderne e dell’impiego di biomasse legnose nazionali. L’uso «sostenibile della risorsa legno, grazie alle filiere energetiche locali, può sostenere la crescita economica dei territori collocati nelle aree montane, in particolare nell’arco alpino e dell’Appennino». Inoltre, «può ridurre in queste aree il tasso di dipendenza delle fonti fossili», stimolando l’iniziativa economica e l’occupazione. La stessa esperta AIEL ha esemplificato l’adozione sinergica di un impianto a biomasse – nello specifico una caldaia a legna a gassificazione – in combinazione con fotovoltaico, batteria di accumulo e solare termico. Insieme hanno permesso una riduzione sensibile di consumi elettrici (-89%) e di richiesta energetica. Un modo pratico, quindi, per promuovere la transizione energetica e l’indipendenza energetica. Più spazio alla geotermia Tra i contributi più interessanti offerti dalle rinnovabili negli immobili c’è la geotermia. Riccardo Bani, presidente ARSE (Associazione Riscaldamento Senza Emissioni), ha illustrato le potenzialità offerte dalle pompe di calore e, in particolare, le PdC geotermiche a bassa entalpia. Ha segnalato, riprendendo l’EPA (Environment Protection Agency) che non esiste oggi sul mercato un sistema di riscaldamento e di condizionamento più efficiente dal punto di vista energetico e ambientale. Tra le diverse tipologie di pompe di calore, quelle geotermiche in termini di efficacia e di costo del risparmio energetico (euro per kWh annuo) è superiore alle altre tecnologie. Servirebbero, però, determinate condizioni per un loro sviluppo significativo, a partire dalle misure di sostegno e di una loro certezza quantomeno fino al 2030 e possibilmente fino al 2050. Tra le proposte, Bani ha suggerito l’idea di una promozione della geotermia a bassa entalpia, puntando sulle comunità energetiche rinnovabili termiche, con un riconoscimento di un contributo in €/kWht all’energia rinnovabile termica condivisa in condominio o in comunità che condividono calore geotermico a servizio di pompe di calore, in analogia alle CER elettriche. Ricarica elettrica e fotovoltaico uniti dal digitale in condominio In tutto questo quadro, dove la presenza delle rinnovabili negli immobili possono garantire diversi vantaggi, riducendo l’apporto e la dipendenza energetica da combustibili fossili, va inserita anche la mobilità elettrica. È bene pensare che il condominio, dove vive la maggior parte degli italiani, è il simbolo di una trasformazione in atto. In esso possono convivere: fotovoltaico; sistemi di accumulo; pompe di calore; auto elettriche e gestione intelligente dei carichi. «La domanda da cui partire non è “Quante colonnine possiamo installare?”, ma “Quanta energia possiamo gestire senza mettere in crisi l’edificio?”», ha spiegato Enzo Venneri, co-founder e CTO della startup Qariqa. È lui a illustrare il concetto da cui si incardina l’idea per cui è nata Qariqa: un sistema intelligente che monitora, bilancia e ottimizza fabbisogni legati alla ricarica elettrica. Quest’ultima non può essere gestita separatamente dal resto dell’edificio. Inoltre, se un condominio può contare su un impianto fotovoltaico, questo permette di produrre energia localmente, ma anche di ridurre il prelievo dalla rete, valorizzando le superfici dell’edificio e alimentando parte della mobilità elettrica. La presenza dell’accumulo permette di gestire al meglio produzione e consumi. Qui entra in gioco Qariqa, piattaforma software in grado di svolgere più azioni. È in grado di monitorare i flussi energetici; allocare dinamicamente la potenza; evitare sovraccarichi; sfruttare FV e accumulo; gestire priorità e ottimizzare costi e consumi, garantendo vantaggi per i condomini, per l’amministratore e i gestori. Il futuro della ricarica «non è installare più colonnine. È orchestrare meglio l’energia disponibile», ha concluso Venneri. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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