Fotovoltaico: non mancano i materiali, ma regole e strategie

In una diretta Facebook il Senatore Pentastellato Gianni Girotto e il presidente di Italia Solare Paolo Rocco Viscontini hanno risposto alle dichiarazioni della scorsa settimana del ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani, che ha detto che il problema del fotovoltaico nel nostro paese è legato alla mancanza di materiali. In realtà servono regole certe e bisogna sbloccare le autorizzazioni e i decreti fermi da troppo tempo

Fotovoltaico: non mancano i materiali, ma regole e strategie

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Una diretta Facebook ha visto protagonisti il Senatore Pentastellato Gianni Girotto e Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, associazione che unisce le aziende che installano fotovoltaico.

L’occasione l’ha data la dichiarazione del ministro Roberto Cingolani che qualche giorno fa ha sostenuto che il problema del fotovoltaico sia dovuto alla mancanza di pannelli e materie prime.

Non è così. E’ ovvio che anche il settore ha dovuto affrontare quest’emergenza, ma in realtà i moduli ci sono come la possibilità di realizzare impianti.

Stiamo vivendo un’importante emergenza gas, ma la soluzione non può essere un cambio di fornitura da paesi diversi dalla Russia. Devono esserci soluzioni strutturali incentrate sulle rinnovabili e sistemi di accumulo.

Fotovoltaico, quali sono i problemi?

La realtà, spiega Paolo Rocco Viscontini è che gli operatori del settore devono avere le condizioni che permettano di realizzare gli impianti.  Il mercato poi si adatta: “Basti ricordare che nel 2010 in un anno sono stati installati circa 10 GW”.

Le fabbriche a livello globale stanno ampliando le proprie capacità produttive perché il mercato, trainato dalla Cina, sta esplodendo. Una questione importante è che la produzione è più che sbilanciata verso l’Asia e su questo si deve intervenire creando anche una filiera europea.

Fotovoltaico, quali sono i problemi?

Ma ora c’è una vera emergenza e l’unica soluzione a breve termine è di tipo strutturale.

In un recente convegno organizzato da Elettricità Futura il Ministro del MITE Cingolani ha confermato che l’obiettivo di installare 60 GW di fotovoltaico in 3 anni non solo è possibile, ma si può anche superare. Come, si domanda il Senatore Girotto? Ad oggi, nei primi 6 mesi del 2022, abbiamo infatti installato solo 1 GW, e la metà con superbonus.

La settimana scorsa il Parlamento ha finalmente votato un emendamento che ha sbloccato le provvidenze economiche, permettendo di operare alla Commissione nazionale VIA (valutazione impatto ambientale),che deve dare le autorizzazioni sui grandi progetti. In questi 6 mesi, spiega Girotto, la Commissione ha già analizzato 20 impianti per oltre 1 GW di potenza complessiva.

Pubblicare il decreto per l’individuazione delle aree idonee

Il dialogo fra governo e stakeholder delle rinnovabili è troppo scarso. La sensazione, spiega Rocco Viscontini, è che i Governi non abbiano mai davvero sostenuto il passaggio al FV, per i privati ma non solo. Anche le aziende non sono state abbastanza sostenute, una parte dei finanziamenti per l’aiuto a pagare le bollette poteva per esempio essere destinata a interventi a sostegno delle rinnovabili.

Fotovoltaico: Pubblicare il decreto per l’individuazione delle aree idonee

Certamente il Mite è in forte ritardo per la pubblicazione del decreto di cui si ha assoluto bisogno – che doveva essere emanato entro il 30/6/22 – che serve a fornire i criteri di base per l’individuazione, regione per regione, delle aree idonee nelle quali la procedura di permitting sia semplificata.

Una volta che il decreto sarà emanato, le regioni dovranno poi applicare tali criteri nelle proprie realtà per mappare le aree idonee.

Un altro decreto che si sta attendendo da tempo e quello dedicato al bio- metano, di cui non c’è traccia, nonostante ci siano i fondi del PNRR per sviluppare questo comparto.

Le comunità energetiche per l’autosufficienza

Il discorso delle Comunità Energetiche Rinnovabili è centrale: anche in questo caso siamo in attesa del decreto MITE per creare le grandi Comunità Energetiche, perché quelle piccole, anche sui condomini, si possono fare. Arera nei giorni scorsi ha avviato la consultazione pubblica che si spera possa accelerar la pubblicazione del decreto.

E ancora: si è in attesa del bando per i piccoli comuni: ricordiamo infatti che il PNRR mette a disposizione 2.2 miliardi di euro per le Comunità energetiche che si faranno nelle aree interne, in comuni con meno di 5000 abitanti.

C’è poi il problema del fallimento delle aste: cioè il sistema con cui si doveva implementare un tot di potenza rinnovabile ma che ha registrato numeri sotto le aspettative. In questo senso si aspetta l’aggiornamento del DM Fer1 che si spera porti qualche risaltato. I problemi maggiori sono stati in questo caso legati all’eccessiva burocrazia e all’iter per le autorizzazioni soprattutto per impianti a terra, su aree industriali, dismesse, cave…

Manca il FER2 che si attende da anni, ovvero il decreto che andrà a incentivare le fonti rinnovabili innovative, in primis geotermico ed eolico offshore, per cui ci sono molti GW di autorizzazioni pronti a essere sbloccati.

Tassa extraprofitti rinnovabili

La tassa sugli extraprofitti generati dagli impianti fotovoltaici è considera dagli operatori iniqua e punitiva. Le aziende che hanno investito in energie rinnovabili ricevono dagli operatori fer un prezzo massimo per la vendita di energia che corrisponde alla media con cui gli operatori hanno venduto al mercato negli ultimi 10 anni, che è intorno a 60 euro /mvh. La nuova legge ha stabilito che i produttori che stanno vendendo a un prezzo maggiore devono restituire l’eccedenza tra il prezzo medio di 60 euro e l’attuale.

A tutto il comparto fossile energia è stata dedicata un’altra legge che cerca di individuare gli extra profitti e “imporrebbe di versare il 25% della differenza tra il gettito iva maturati dalle imprese nell’inverno 2021-22  rispetto all’anno passato”.

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