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Indice degli argomenti: Le comunità energetiche e l’Europa Comunità energetica, autoconsumo e off-grid in Italia La prima comunità energetica italiana Comunità rinnovabili: lo stato dell’arte, fotografato da Legambiente A pochi giorni dalla firma del decreto che consente al nostro Paese di far partire la sperimentazione per promuovere l’autoconsumo collettivo, Sorgenia (Digital Energy Company) presenta il primo progetto di comunità energetica rinnovabile (REC). In due comuni del lodigiano, in Lombardia, l’azienda sta realizzando cinque mega impianti fotovoltaici che produrranno l’energia necessaria a soddisfare il fabbisogno degli abitanti. Le comunità energetiche rinnovabili permetteranno di condividere l’energia verde prodotta in loco senza gravare sulla rete nazionale, con minori costi di trasporto e minori dispersioni lungo la rete. L’approvazione del decreto Milleproroghe a dicembre 2019 e la recente firma da parte del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, sul correlato decreto attuativo, va a definire il quadro normativo sulle comunità energetiche rinnovabili, specificando la tariffa con la quale si incentiva la promozione dell’autoconsumo collettivo. Un’ulteriore incentivo è arrivato dal Decreto Rilancio, che ha esteso l’applicazione del Superbonus al 110% alle comunità energetiche rinnovabili. Questo è solo l’ultimo step di un percorso avviato in Europa da tempo, che permetterà finalmente anche all’Italia di far partire una sperimentazione su larga scala finalizzata alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili. Facciamo il punto della situazione. Le comunità energetiche e l’Europa La comunità energetica rientra nel più vasto campo di lotta ai cambiamenti climatici in cui l’Europa è da tempo protagonista sullo scenario mondiale, attraverso politiche mirate di efficienza energetica, riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti, uso efficiente delle risorse, mitigazione dell’impatto ambientale. L‘UE si è infatti impegnata a ridurre le proprie emissioni complessive di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2020 e del 40% entro il 2030. E le comunità energetiche svolgono un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi climatici. Con comunità energetica si fa riferimento a una vasta gamma di azioni collettive che coinvolgono la partecipazione dei cittadini al sistema energetico, condividendone i benefici. Esistono due definizioni formali di comunità energetica: “comunità energetiche dei cittadini” (CEC), inclusa nella direttiva (UE) 2019/944, “comunità energetiche rinnovabili” (REC), che è incluso nella direttiva sulle energie rinnovabili (UE) 2018/2001. La comunità energetica, in quanto entità giuridica, può coprire varie parti della catena del valore: generazione, distribuzione, fornitura, consumo, aggregazione, ecc… Schoonschip nei Paesi Bassi Le attività relative alle comunità energetiche possono essere molto diversificate e includere: Approvvigionamento energetico locale Autonomia energetica Preferenza tecnologica per le fonti energetiche distribuite (rispetto agli impianti FER centralizzati o su larga scala) Indipendenza dalla politica energetica nazionale e dai grandi operatori storici Partecipazione attiva dei cittadini alla formazione del contesto energetico Esemplare è la via tracciata da Schoonschip nei Paesi Bassi, che si identifica come una smart grid comunitaria. Hanno una vasta gamma di attività, che vanno dalla produzione di energia, aggregazione, alla ricarica di veicoli elettrici, riscaldamento locale, servizi di fognatura e la produzione di biogas. Comunità energetica, autoconsumo e off-grid in Italia A differenza di altri Paesi europei in Italia, fino ad oggi, è mancato un quadro normativo organico che consentisse di dare un significato economico alle comunità energetica rinnovabile e in generale a forme off-grid di produzione e autoconsumo di energia. Fino al recepimento delle norme in materia di autoconsumo e comunità energetiche della Direttiva 2001/2018/UE sullo sviluppo delle fonti rinnovabili (articoli 21 e 22), che fornisce per la prima volta un quadro giuridico dell’UE abilitante per la partecipazione collettiva dei cittadini al sistema energetico. L’articolo 42 del Milleproroghe regola la costituzione delle Comunità energetiche rinnovabili. Il Decreto Rilancio eleva le detrazioni fiscali nel campo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili al 110% (Superecobonus), includendo per la prima volta anche le comunità energetiche. Il decreto attuativo rende, infatti, operativa una misura introdotta nel dicembre 2019 con il decreto Milleproroghe che, anticipando l’attuazione di una direttiva europea, consente di costituire l’autoconsumo collettivo, attivabile da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio, e le comunità energetiche, a cui possono partecipare persone fisiche, PMI, enti locali, ubicati in un perimetro più ampio rispetto a quello dei condomini. Il mutamento è epocale: profondi cambiamenti strutturali nel sistema energetico resi possibili anche dal maggior utilizzo degli strumenti digitali. Il movimento delle comunità energetiche per l’energia ha recentemente ricevuto un impulso, sotto forma di una legislazione UE migliorata che dà alle comunità e agli individui il diritto di generare, immagazzinare, consumare e vendere la propria energia. Le comunità energetiche sono nuovi tipi di entità non commerciali e, sebbene si impegnino in un’attività economica, il loro scopo principale è fornire vantaggi ambientali, economici o sociali alla comunità, piuttosto che puntare al profitto. In quanto progetti energetici decentralizzati e basati su fonti rinnovabili, possono promuovere pratiche di produzione e consumo di energia sostenibile. In quanto iniziative di empowerment dei consumatori e guidate dalla comunità, possono svolgere un ruolo chiave per l’innovazione sociale poiché riflettono un cambiamento fondamentale nel comportamento dei consumatori. Il consumatore tradizionalmente passivo sta diventando un prosumer energetico, coproprietario di impianti di energia rinnovabile e partecipante all’energia della comunità. La prima comunità energetica italiana A pochi giorni dalla firma del decreto che consente al nostro Paese di far partire l’autoconsumo collettivo, Sorgenia (Digital Energy Company) ha realizzato il primo progetto di comunità energetiche rinnovabili (REC): energia verde condivisa e completamente gratuita per le amministrazioni e gli abitanti di due comuni del lodigiano. A Turano Lodigiano e Bertonico, dove Sorgenia è presente da anni con una delle proprie centrali termoelettriche di ultima generazione, l’azienda energetica ha avviato la realizzazione di cinque impianti fotovoltaici che saranno installati sulle aree coperte del campo sportivo e sulla palestra di Turano Lodigiano, sopra la mensa e sull’edificio delle Poste e della Protezione Civile di Bertonico. Questo progetto consentirà sia di produrre l’energia necessaria per soddisfare il fabbisogno dei due Comuni, sia di mettere a disposizione di alcune famiglie delle due comunità quella in eccesso. Le REC, infatti, permettono di condividere l’energia verde prodotta senza gravare sulla rete nazionale, rendendo possibile la produzione diffusa attraverso un modello sostenibile, capace di abbattere i costi di trasporto nonché le dispersioni lungo la rete. L’iniziativa, sviluppata in accordo con le amministrazioni del territorio, consentirà alla comunità energetica di ricevere energia 100% green. L’AD di Sorgenia, Gianfilippo Mancini, afferma: “Le comunità energetiche sono l’esempio plastico di come il digitale possa trasformare profondamente il mondo dell’energia. Si tratta di una frontiera molto interessante per un’azienda come la nostra: puntiamo a stimolare attivamente la nascita di REC, individuando i distretti più adatti e progettando soluzioni su misura. Siamo di fronte a un modello che mette al centro le persone, trasformandole in protagoniste consapevoli della transizione energetica”. Sorgenia fornirà le migliori soluzioni tecnologiche per gestire la comunità energetica, ottimizzando la produzione e l’autoconsumo. Comunità rinnovabili: lo stato dell’arte, fotografato da Legambiente Legambiente, come ogni anno, fotografa lo stato attuale della sostenibilità dello Stivale. La speciale classifica dei Comuni 100% Rinnovabili, immancabile ogni anno, risulta essere un riferimento importante e originale perché guarda ad un futuro energetico caratterizzato da un modello distribuito, con una quota sempre maggiore di autoproduzione da fonti rinnovabili. Quest’anno, per stare al passo coi tempi, dimostrando il suo acuto spirito visionario, il report cambia nome: da Comuni a Comunità rinnovabili. Sono 41 i Comuni 100% Rinnovabili, ovvero quelle realtà territoriali che oggi possiamo definire autosufficienti dal punto di vista energetico, elettrico e termico. Rientrano in questa categoria quei Comuni il cui mix di fonti rinnovabili installate riesce a soddisfare i fabbisogni elettrici e termici dei cittadini residenti: riscaldamento di case, uffici, acqua calda per usi sanitari ed usi elettrici. La classifica, in ordine alfabetico, premia la capacità di muovere il più efficace mix delle diverse fonti energetiche rinnovabili (almeno tre): teleriscaldamento, impianti geotermici, impianti a bioliquidi e biogas, biomasse solide termiche, idroelettrico, eolico, solare fotovoltaico e termico. Affianco a questi numeri, troviamo inoltre 3.300 Comuni già oggi 100% elettrici, ovvero in grado di produrre, grazie ad una o più tecnologie più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Blockchain per le Rinnovabili Trai diversi progetti analizzati da Legambiente, ce n’è uno finanziato dalla Regione Sicilia, che prende il nome di Blockchain per le Rinnovabili (BloRin) ed è sviluppato da Exalto in collaborazione con Regalgrid S.r.l., la Società Elettrica SEA Favignana S.p.A., la Società SELIS Lampedusa S.p.A. e l’Università di Palermo. Avrà una durata di due anni. L’intento è creare una piattaforma per la gestione di smart community solari per la promozione delle interazioni tra produttori/consumatori, i “prosumers”. Il progetto di ricerca, sviluppato tra le isole di Favignana e Lampedusa, intende diffondere l’uso delle energie rinnovabili e creare un sistema di distribuzione energetico virtuoso in piccole comunità, con l’obiettivo di favorire le interazioni tra i produttori ed i consumatori di energia. La piattaforma di gestione, che si avvale della tecnologia Blockchain, permetterà il controllo attivo e la certificazione dei flussi di energia tra gli impianti distribuiti all’interno delle smart community sperimentali che si svilupperanno durante il progetto così come permetterà la gestione dei flussi economici associati. Una volta realizzate le installazioni fotovoltaiche verrà sfruttata la piattaforma del progetto per gestire gli scambi di energia. L’utenza che non sarà in grado di accumulare l’energia, e quindi consumarla, potrà cederla alla rete o ad un’altra utenza. Da diversi anni le fonti rinnovabili, dopo l’exploit registrato fino al 2013, sull’onda degli incentivi nazionali, sono ormai stabili. Questa normativa può essere la base di un nuovo slancio verso un mondo finalmente libero dalle fonti fossili o carbon-free. Per approfondire: Commissione Europea, Energy communities: an overview of energy and social innovation, 2020 Legambiente, Comunità rinnovabili, 2020 Decreto Milleproroghe, Legge 30 dicembre 2019, n. 162 https://schoonschipamsterdam.org Direttiva RED II, direttiva UE n. 2018/2001 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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