L’etica per preservare la filiera in tempi di coronavirus

SUN BALLAST

L’emergenza sanitaria creata dal Coronavirus si sta velocemente trasformando in emergenza sociale ed economica. La scelta di Sun Ballast di pagare tutti i fornitori alla scadenza di fine mese ci insegna che uniti si può affrontare la situazione, guardando con speranza il futuro. Abbiamo parlato con Maurizio Iannuzzi titolare dell’azienda del valore dell’etica.

A cura di Raffaella Capritti

L'etica di Sun ballast per preservare la filiera in tempi di coronavirusL’etica è un termine che deriva dal greco antico, si tratta di una disciplina filosofica che studia i comportamenti umani da un punto di vista deontologico, distinguendoli tra buoni, giusti, onesti da una parte e ingiusti, illeciti, e disonesti dall’altra. Karl Marx è stato il primo filosofo a introdurre il concetto di etica del lavoro che mai come in questo periodo, in cui il Coronavirus ha trasformato la nostra vita e il nostro modo di lavorare, assume un significato importante, considerando valori quali condivisione, empatia, onestà.

Un esempio della forza dell’etica arriva da Basic, azienda italiana specializzata nella produzione di accessori per il fotovoltaico, che realizza Sun Ballast, innovativo sistema brevettato per moduli fotovoltaici su copertura piana. Nei giorni scorsi l’azienda ha infatti informato tutti i fornitori di aver deciso di rispettare le scadenze dei pagamenti a fine mese, cercando così di non innescare un effetto domino che aumenterebbe la crisi economica e nella speranza che tutti i clienti seguano l’esempio, per preservare la stabilità dell’intera filiera.

Maurizio Iannuzzi titolare di Sun Ballast ci racconta questa scelta

Maurizio Iannuzzi titolare di Sun Ballast. Il valore dell'etica

Nonostante il periodo di emergenza avete deciso di pagare i fornitori a fine mese, non temete che questo possa crearvi delle difficoltà nel breve e medio periodo?

Assolutamente no, abbiamo una pianificazione finanziaria molto accurata che prevede anche accantonamenti per fronteggiare emergenze, proprio come questa.

Inoltre credo che sia un atteggiamento responsabile ed etico, che preserva la stabilità della mia filiera e non solo. Abbiamo inviato una pubblicazione per incoraggiare anche altri imprenditori a fare la stessa scelta. La vera cosa da temere è l’effetto domino che gli insoluti potrebbero causare, non solo nel nostro settore ma all’intera economia nazionale.

Qual è il messaggio che volete trasmettere con questa iniziativa?

Il messaggio che intendiamo trasmettere è che esiste sempre una via d’uscita. Data la situazione, bisogna anteporre gli interessi economici della collettività a quelli individuali.

Detto in maniera pragmatica, le aziende che non hanno riserve a cui attingere, dovrebbero chiedere un prestito per far fronte ai propri impegni con i fornitori.

Questo è l’unico modo pratico per scongiurare una crisi economica. Dobbiamo farlo noi imprenditori, ognuno individualmente, è una nostra responsabilità, non possiamo permetterci il lusso di aspettare “aiuti” esterni, e mi fermo qui… lungi da me fare politica.

Certo non sarà una passeggiata “il tempo andato non ritorna” ma almeno non si ripartirà dal fondo.

L’emergenza Coronavirus sta avendo effetti su tutta la catena del fotovoltaico. Come state affrontando questo periodo, quali le strategie per il post quarantena?

L’emergenza Coronavirus ha avuto un effetto su tutte le singole entità, fisiche o giuridiche che siano, chi più chi meno. Cosa ci si aspettava da una quarantena?

Non ci sono settori in crisi, e sicuramente il fotovoltaico non ne fa parte. Non c’è nessun valido motivo, escluso il punto sopracitato, per cui non si possa ripartire da dove si era prima del blocco. La strategia sarà non cambiare strategia.

Vorrei precisare che a mio avviso, non sono mai esistiti “settori, mercati, nazioni..” in crisi, semmai specifiche Aziende in crisi, specifiche persone in crisi.

Bisogna stare attenti alle GENERALIZZAZIONI usate nei network d’informazione, l’effetto negativo di condizionamento è micidiale.

I gruppi, grandi o piccoli che siano:  famiglia, piccola azienda, multinazionale, comune, regione ecc… sono composti da singoli individui che hanno scopi, interessi e regole comuni a cui concordano. Le scelte e di conseguenza le azioni, giuste o sbagliate che siano, vengono compiute dal singolo individuo. Dal punto di vista del gruppo sarebbero comunque la somma delle singole scelte o azioni, la democrazia dovrebbe esserne un esempio.

Se bevo un bicchiere d’acqua, l’ho bevuto io… se rubo una mela l’ho rubata io. Come potrebbe essere vera un’affermazione del tipo: gli imprenditori del fotovoltaico rubano mele!

Lo so, sembra un paradosso ma leggete attentamente le notizie che ci arrivano e scoprirete che la realtà è proprio come ce la raccontano, anzi come ce la raccontiamo.

Le aziende si espandano e creano reddito in maniera individuale, falliscono allo stesso modo, singolarmente.

La coscienza e l’Etica sono cose molto personali. Il mio messaggio è rivolto ad ogni lettore che ha deciso di dedicare attenzione a questo articolo: Non fare la scelta più facile, fai la scelta giusta per gli interessi e gli scopi comuni.

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