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Per ridurre gli effetti del climate change le città devono essere parti attive. Da qui nasce la dichiarazione per l’adattamento ai cambiamenti climatici a cura di Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Il decalogo delle green city Migliorare edifici e strutture per migliorare la salute Eccessi climatici e l’importanza di politiche green Il cambiamento climatico minaccia particolarmente le città. Lo scopriamo giorno per giorno, specie d’estate, in cui ondate di calore oppure “bombe d’acqua” colpiscono in maniera inesorabile. Cosa fare per sviluppare resilienza, ossia capacità di far fronte a eventi traumatici? Innanzitutto definire un piano e azioni utili per sviluppare un’adeguata resilienza nelle realtà urbane. Una risposta logica, in teoria, ma in pratica solo il 26% delle città europee ha realizzato un piano di adattamento climatico, il 17% un piano congiunto per mitigazione e l’adattamento mentre una città su tre (33%) non ha alcun piano locale per il clima. I dati sono stati resi noti nel corso della seconda Conferenza Nazionale delle Green City, nella cui occasione è stata sottoscritta da diverse città italiane una dichiarazione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, iniziativa a cura del Green City Network. Il decalogo delle green city: punti 1, 2, 3 Il primo punto è definire e aggiornare piani e misure per l’adattamento climatico delle città. Come segnala Green City Network: “Le città devono essere protagoniste di politiche e misure specifiche per le quali è indispensabile l’azione locale. Serve maggiore impegno: le misure che le città hanno iniziato ad attuare vanno migliorate, rafforzate e rese più estese e incisive.” Altrettanto importante, e secondo punto del decalogo, è che la città integri politiche e misure di adattamento con quelle di mitigazione del cambiamento climatico. Ciò significa contribuire attivamente a non peggiorare la situazione, ma anche possibilmente a migliorarla: quindi, si deve partire dall’aggiornamento di piani e misure per ridurre le emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti per mettere in atto buone pratiche anche in termini energetici, incentivando lo sviluppo di impianti a fonti rinnovabili. Ma non solo: serve anche mettere in atto interventi per l’efficienza energetica in edilizia e stimolare lo sviluppo della mobilità sostenibile e dell’economia circolare. Anche la sicurezza e la prevenzione sono misure da considerare. Per questo al terzo punto c’è la necessità di aggiornare la valutazione dei rischi e le misure di emergenza e di medio e lungo termine. In questo caso significa, tra l’altro, disporre di sistemi di allerta preventiva e di piani di emergenza: ma il fine è tutelare le persone, riducendo la loro esposizione ai rischi. Migliorare edifici e strutture per migliorare la salute: punti 5, 6, 7 Tutte queste misure, i piani e i progetti devono avere un’ulteriore finalità (quinto punto): contribuire a realizzare miglioramenti della qualità ambientale della città, dei complessi edificati e degli edifici. Le misure per l’adattamento, oltre ad aumentare la resilienza delle città e dei territori riducendo gli impatti e i rischi, possono generare anche altri benefici per i cittadini: da una migliore qualità dell’aria a una maggiore salubrità, da una migliore gestione delle risorse idriche ad un incremento della biodiversità. Lavorare sulla resilienza delle città ha come effetto benefico anche un miglioramento dello stato e della qualità delle strutture cittadine, ma soprattutto ha effetti positivi sulla salute delle persone. Il verde urbano fa la sua parte nella dichiarazione: al sesto punto si evidenzia la necessità di fare riferimento sulle nature based solution, ovvero soluzioni basate sulla natura: alberi ai margini delle strade, parchi e giardini pubblici e privati, green roof, orti e aree agricole periurbane. Queste e altre soluzioni contribuiscono a ridurre le ondate di calore, a migliorare il deflusso superficiale e l’assorbimento delle acque. Uno degli effetti più gravi del climate change sono le precipitazioni molto intense che causano sempre più spesso problemi e fonte di pericolo per l’incolumità stessa dei cittadini. Per questo è necessario lavorare per ridurre i rischi (settimo punto). Per riuscirci ci sono almeno due interventi fondamentali: bloccare il consumo di suolo e la sua cementificazione e lavorare per permettere al terreno di drenare l’acqua. Anche in questo caso le soluzioni green, come reti e infrastrutture verdi hanno grande importanza sia come moderatore microclimatico, sia per assorbire e trattenere maggiori quantità di acque piovane. Eccessi climatici e l’importanza di politiche green: punti 8, 9, 10 Tanto quanto è pericoloso l’eccesso di acqua, lo è quello legato alle temperature. Ondate e isole di calore sono termini purtroppo ricorrenti e tristemente conosciuti. Per questo non poteva mancare nel decalogo (ottavo punto) quello di affrontare questi specifici problemi. Le cause di questi problemi sono legati all’eccessiva cementificazione e alla riduzione della componente verde. La soluzione va cercata in attività progettuale e pratica indirizzata alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione degli edifici e degli spazi relativi, insieme alla promozione di misure “per il controllo bioclimatico degli edifici, per l’ombreggiamento e il controllo della radiazione solare, per aumentare la ventilazione naturale e il raffrescamento, per migliorare l’isolamento termico anche con materiali innovativi.” È chiaro che per mettere in atto progetti e interventi di questo genere servono investimenti. Proprio per questo al nono punto è segnalata la necessità di promuovere investimenti pubblici e privati. Non solo: per concretizzare tutto questo, nella formula complessiva dell’attuazione di una strategia di adattamento climatico, occorre aumentare l’impegno politico delle amministrazioni locali. Serve quindi rafforzare la governance (decimo punto), stabilire una precisa responsabilità nonché un coordinamento tra le diverse competenze e gli uffici coinvolti ed anche coordinare i diversi livelli di governo: locale, regionale e nazionale. Non solo: serve coinvolgere i cittadini, le parti interessate, tutti coloro che della città fanno parte e possono aiutare a promuovere un cambiamento. Virtuoso, però, non climatico… Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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