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Lecce, l’ex Galateo torna a nuova vita

Archistart Studio si aggiudica il primo premio del concorso internazionale di progettazione dell’ex sanatorio della città salentina da anni in abbandono. Co-housing, studentato, laboratori, guest house e mercato sociale faranno diventare l’ex struttura sanitaria un edificio multifunzionale: un contenitore pubblico per generare valore sociale ed economico

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Render della riqualificazione dell'ex Galateo di Lecce

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Un ex sanatorio costruito in epoca fascista e dismesso da diversi anni diventerà, si spera presto, una residenza per giovani e anziani, uno studentato e un mercato sociale. Si tratta dell’ex Galateo di Lecce, da anni in stato di abbandono, il cui recupero e riqualificazione sono stati oggetto di un concorso internazionale di progettazione, che ha visto premiato il progetto dei giovani architetti di Archistart Studio, formato da Giacomo Potì, Lucio Risi, Tommaso Santoro Cayro e Davide Tartaglia.

La storia dell’ex Galateo

L’edificio dell’ex ospedale sanatoriale Galateo è oggi un bene culturale. Realizzato tra il 1932 e il 1934 dall’Istituto nazionale fascista per la previdenza sociale nell’ambito delle azioni di contrasto alla tubercolosi, è frutto di un modello architettonico basato su principi prestazionali che dovevano rispondere alle tecniche di cura messe a punto durante gli anni Venti e Trenta.

Il Galateo è rimasto in funzione fino alla metà degli anni Novanta, quando è stato definitivamente abbandonato.

Lo stato di abbandono dell’ex Galateo di Lecce
Lo stato di abbandono dell’ex Galateo di Lecce

Il concorso internazionale

I giovani architetti, che fanno parte della società di ingegneria Alcotec, si sono aggiudicati l’affidamento della progettazione per un incarico del valore di un milione e duecentomila euro. Il concorso è stato indetto da regione Puglia, comune di Lecce, società Puglia Valore Immobiliare e Arca Sud Salento e con la collaborazione dell’Ordine degli architetti della provincia di Lecce.

Lo stato di abbandono dell’ex Galateo di Lecce
L’interno in stato di abbandono

La motivazione della giuria

Secondo la giuria si tratta di «un progetto maturo, di apprezzabile chiarezza e semplicità, che rispetta l’edificio storico nella volumetria con un’ottima riflessione sull’edificio come incubatore di innovazione sociale. Le buone scelte distributive consentono l’organizzazione di un mix funzionale. Di particolare interesse la proposta abitativa di integrare le residenze per anziani in modo diffuso nei vari piani dell’edificio, in modo da favorire lo scambio intergenerazionale, nonché di collocare lo studentato nei piani superiori del corpo nord di fabbrica in relazione con le funzioni pubbliche».

La scelta multifunzionale

Cuore del progetto è la valorizzazione del patrimonio storico ottenuta con un design contemporaneo e un mix di funzioni: un incrocio tra centro urbano e prima periferia, case e attività produttive, per far rinascere un luogo di cura delle malattie croniche. Il tutto inserito in un parco urbano.

Co-housing, studentato, laboratori, guest house e mercato sociale faranno diventare l’ex Galateo un edificio multifunzionale: un grande contenitore pubblico che andrà a generare valore sociale ed economico.

Con il progetto di Archistart Studio l’immobile diventerà anche l’asse di attraversamento dal centro storico verso il parco posto a sud: un collegamento tra esterno e interno cittadino, una sorta di cerniera urbana.

Lo schema delle funzioni previste nel nuovo edificio dopo la riqualificazione dell’ex Galateo di Lecce
Lo schema delle funzioni previste nel nuovo edificio

L’intervento prevede la creazione di residenze sociali oltre a spazi commerciali, con lo scopo di far convivere i concetti di micro-comunità, relazione intergenerazionale e rigenerazione urbana.

Una volta ristrutturati i suoi 12.300 metri quadrati di superficie verranno ricavati 48 appartamenti di differenti dimensioni, 10 guest house, una community manager che servirà 130 residenti, spazi per 35 studenti, sei laboratori artigianali, sei imprese sociali, 1.700 metri quadrati di spazio commerciale, un hub multifunzionale e 30mila metri quadrati di parco.

La proposta propone di insediare un incubatore, start up, imprese sociali, associazioni, cooperative e freelance con l’obiettivo di generare lavoro.

Il ruolo del co-housing

La prima zona dell’edificio in cui si procederà con i lavori sarà il cuore centrale del fabbricato, che una volta agibile sarà occupato da imprese sociali e associazioni, guidate dalla figura del community manager.

L’intervento privilegia l’insediamento di unità di co-housing (53% della superficie totale) nella parte più a sud e ai piani superiori del complesso, con l’obiettivo di stabilire un rapporto diretto con il parco e garantire maggiore privacy rispetto agli spazi collettivi dei piani seminterrato e rialzato.

Render della riqualificazione dell’ex Galateo di Lecce
Render della riqualificazione dell’ex struttura sanitaria

Il co-housing è pensato come un sistema modulare e flessibile di abitazioni di differente taglio, in grado di accogliere gruppi sociali tra loro diversi sia per età che per composizione.

Le unità abitative sono organizzate grazie a un sistema modulare e flessibile di pannelli u-build system (sistemi di autocostruzione in legno), immaginando una futura trasformazione del mix residenziale in base alle necessità degli utenti.

Anche le scelte tecnologiche e impiantistiche sono sviluppate per consentire l’accorpamento e la separazione delle unità abitative. Il sistema di domotica e sensoristica integrati consente ai residenti di conoscere in tempo reale i consumi e definire strategie e obiettivi condivisi con la comunità di piano e con l’intera community del complesso.

Le residenze studentesche

Le residenze studentesche (7% della superficie) sono collocate nell’ala nord del complesso, ai piani superiori: una scelta voluta per stabilire una relazione con gli ambienti pubblici. La residenza studentesca si articola in una successione di alloggi e di spazi di condivisione che favoriranno lo scambio di competenze e saperi.

Gli spazi di distribuzione sono disegnati per garantire integrazione e supporto reciproco. La comunità di studenti rappresenterà un valore aggiunto per la comunità solidale dell’ex Galateo.

La guest house

La guest house (10% della superficie) si colloca al piano seminterrato, sul fronte sud, ed è pensata come area per gli ospiti temporanei, al fine di favorire contributi esterni che apportino un valore aggiunto al nuovo complesso.

Si tratta di una scelta progettuale che concepisce la comunità come un organismo aperto e consente di ospitare, ad esempio, residenze per artisti.

Per favorire lo scambio con la città, i residenti temporanei avranno a disposizione laboratori e officine per sperimentare e mettere a disposizione della comunità competenze, mestieri e attività. I laboratori consentiranno di generare economie di scambio e servizi diretti a supporto all’abitare.

Il mercato sociale

Il mercato sociale aperto alla città (16% della superficie) si trova al piano seminterrato e rialzato, in prossimità dell’ingresso principale. In questo modo si vuole creare a Lecce un mercato moderno, dove coesistono il consumo e la vendita.

Sarà un ambiente ibrido con temporary shop, spazi di vendita, ristorazione, caffetteria e aree per il tempo libero. Si tratta di funzioni che rappresenteranno un servizio di comunità per i residenti e saranno ulteriore occasione di apertura alla città, oltre che di sostenibilità economica.

L’incubatore come Brain

Il progetto di Archistart Studio propone di insediare all’ex Galateo un incubatore di imprese sociali, associazioni, cooperative e freelance con l’obiettivo di generare lavoro, a partire dalle risorse della comunità stessa.

Gli architetti l’hanno chiamato Brain: un valore aggiunto che non offre sostegno economico o finanziario diretto, ma accompagna il percorso attraverso azione mirate di supporto imprenditoriale. Per farne parte, le realtà interessate dovranno dimostrare un forte contenuto etico e innovativo coerente con la missione dell’ex Galateo.

L’ideazione dei Life Kit

Il concetto di base del progetto di Archistart Studio è la condivisione. Da qui anche l’idea di un Life kit. Sono box accessori a supporto di tutte le funzioni insediate: microspazi che generano convenienze pratiche ed economiche e che rappresentano un valore aggiunto per la messa a sistema di servizi e necessità comuni.

Le caratteristiche di flessibilità e adattabilità dell’immobile consentono di realizzare nel tempo un differente assetto funzionale, con la trasformazione dello studentato e della guest house in ulteriori spazi residenziali di social housing.

Gli impianti del nuovo edificio

Gli interventi di trasformazione dell’immobile hanno l’obiettivo di rendere il manufatto efficiente sotto il profilo energetico, minimizzare l’impatto ambientale dei materiali utilizzati, gestire e utilizzare con attenzione le risorse idriche.

L’area è attraversata da una falda acquifera sotterranea, che consente il ricorso alla tecnologia geotermica di tipo aperto. Un’opportunità che ha permesso di utilizzare la falda come serbatoio termico per una centrale termo-frigorifera a pompa di calore. Una soluzione, questa, che consente di ottenere un notevole risparmio energetico, sfruttare fonti di energia rinnovabile, rispettare l’estetica del fabbricato minimizzando gli spazi destinati a impianti e locali tecnici, rispondere ai requisiti acustici e, infine, liberare spazi preziosi all’esterno.

Verranno installate pompe di calore geotermiche di tipo aperto, ossia con pozzi di presa dell’acqua di falda e scarico di ritorno in pozzi di ripresa, a seguito della cessione del calore alle stesse pompe di calore.

Il ruolo delle pompe di calore

In estate si stima un risparmio di energia primaria per il condizionamento tra il 40 e il 45% rispetto a quella necessaria con un impianto tradizionale. In inverno si ipotizza un risparmio sulla bolletta di circa il 30% rispetto a un impianto con pompe di calore condensate ad aria.

La soluzione con pompa di calore geotermica, inoltre, ha il vantaggio di consentire l’installazione in locali interrati, liberando quindi le coperture o eventuali spazi tecnici per altri utilizzi. La pompa di calore geotermica sarà di tipo polivalente, in grado quindi di produrre contemporaneamente acqua calda e fredda, consentendo così di climatizzare in maniera indipendente i vari locali e produrre acqua calda in modo quasi gratuito.

La coesistenza nello stesso edificio di spazi dedicati a funzioni diverse, con carichi termici molto variabili esaltati dalla presenza di ampie superfici vetrate, rendono infatti la richiesta simultanea di caldo e freddo durante tutto l’anno una caratteristica sempre più frequente.


Archistart Studio, fondato nel 2015, è composto da 15 professionisti con base a Lecce, Roma e Milano. Un collettivo di under35 che studia e ricerca nuovi modelli di architettura. Lo studio fa parte della società di ingegneria Alcotec.



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