APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Le ragioni del fallimento e le implicazioni per il futuroWWF: serve più coraggio, fuori dall’impasse del consenso A metà agosto 2025, a Ginevra, si è conclusa la seconda parte della quinta sessione dell’Intergovernmental Negotiating Committee (INC‑5.2), senza che sia stato approvato un testo su cui fondare il trattato globale sull’inquinamento da plastica, lasciando nelle mani degli Stati la scelta su come procedere. Nonostante l’ampia partecipazione, con oltre 1 400 delegati e quasi 1 000 osservatori provenienti da 183 paesi, la negoziazione si è arenata. Mentre alcuni Stati chiedevano vincoli stringenti su produzione, chimica e responsabilità finanziaria, altri insistevano su un approccio focalizzato su riciclo e gestione dei rifiuti. Alla fine è prevalso lo stallo, che non ha portato a un accordo condiviso né a una data chiara per la ripresa dei lavori. Le ragioni del fallimento e le implicazioni per il futuro L’obiettivo originario dell’INC‑5.2 era determinare un testo negoziabile e mettere in luce le criticità aperte da risolvere prima della conferenza diplomatica finale. L’incontro ha seguito un percorso strutturato, con plenarie iniziali, gruppi di lavoro che hanno affrontato temi come la progettazione della plastica, sostanze nocive, limiti alla produzione, finanziamenti e conformità, fino alle consultazioni informali e alla chiusura dei lavori. Nonostante siano stati presentati due testi – una bozza iniziale e una versione rivista il 15 agosto – non c’è stata maggioranza sufficiente a firmare l’accordo. Mancando un testo condiviso su cui impostare il negoziato, il processo è rimandato a una data futura non ancora definita. Il presidente dell’INC, l’Ambasciatore Luis Vayas Valdivieso, ha ammesso che fallire l’obiettivo fissato può generare “tristezza” o “frustrazione”, ma non deve scoraggiare. Deve invece essere un richiamo a rinnovare l’impegno, “perché un giorno – assicura – la comunità internazionale saprà unirsi per proteggere il pianeta e la salute delle persone”. WWF: serve più coraggio, fuori dall’impasse del consenso Il WWF ha espresso forti critiche alla conclusione dell’INC‑5.2 invitando i Paesi che hanno mostrato maggiore ambizione a perseguire altre strade, considerando anche la possibilità di superare la logica del consenso unanime, che spesso blocca il progresso. Come sottolinea Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF, “quello che abbiamo visto e sentito negli ultimi 10 giorni non è abbastanza” e la determinazione dell’organizzazione a porre fine all’inquinamento da plastica “rimane forte”. L’appello è rivolto ai governi, alle comunità e ai partner: serve una presa di posizione decisa da parte degli Stati membri, e il WWF sarà presente “in ogni fase del percorso” per contribuire alla definizione del Trattato di cui persone e natura hanno bisogno. Zaynab Sadan, Global Plastics Policy Lead del WWF e capo delegazione a INC‑5.2, ha definito il fallimento a Ginevra “un’amara delusione” ma ha anche sottolineato che la maggioranza dei paesi ha espresso “volontà e allineamento” verso un Trattato efficace. Tuttavia, una minoranza contraria ha impedito di raggiungere l’obiettivo. Serve ora, afferma, un cambiamento radicale nel processo negoziale. In assenza di svolte concrete, il lavoro finora compiuto rischia di essere vanificato. Serve un Trattato che vada oltre i vincoli dettati da una minoranza dalle basse ambizioni. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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