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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Mobilità elettrica: dai veicoli alla Formula E Mobilità elettrica: l’importanza dell’Italia nei componenti Mobilità elettrica: ricarica e app, la forza del made in Italy La mobilità elettrica è un comparto in crescita esponenziale, specie in Europa che nel 2019 si è assicurata 60 miliardi di euro di investimenti per la produzione di veicoli elettrici e batterie. È una cifra 19 volte superiore rispetto al 2018. Industria e governi UE si sono impegnati 3,5 volte di più per la produzione di veicoli elettrici e batterie in Europa di quanto non abbiano fatto in Cina (Fonte: Transport&Environment). L’Italia ha un ruolo importante nella progettazione e realizzazione di veicoli elettrici, ma anche di componenti e servizi. Per raccontare questa parte innovativa made in Italy Fondazione Symbola ed Enel hanno presentato il report “100 Italian E-Mobility Stories”, giunto quest’anno alla terza edizione. Raccoglie un centinaio di storie sull’elettrificazione che illustrano l’attività di imprese, università, centri di ricerca e associazioni che, nel proprio segmento della catena del valore, stanno contribuendo allo sviluppo dell’emobility: dal design alla produzione di veicoli, dalla componentistica alle batterie fino alle infrastrutture di ricarica. Mobilità elettrica: dai veicoli alla Formula E Auto elettriche, e-bike, moto e monoposto da Formula E: nell’Italia dell’e-mobility trovano spazio realtà quali la padovana Alkè, specializzata in veicoli elettrici professionali utilizzati per vari scopi, dalla cura del verde alla raccolta dei rifiuti. Suoi mezzi sono presenti, per esempio, nell’Australian National Botanic Gardens di Canberra, nella residenza reale di Kensington Palace a Londra come nel centro logistico di Chanel in Francia. Ci sono aziende nate proprio per l’emobility come la Tazzari EV di Imola che ha una gamma di veicoli elettrici a 2 e 4 posti, dai quadricicli elettrici leggeri e pesanti fino alle auto. E ci sono quelle che hanno avviato, tra le prime in Europa, la produzione di autobus elettrici: da più di 5 anni una flotta da 12 autobus della Rampini (azienda nata nel 1945) è in servizio a Vienna, dove copre alcune linee urbane, come pure in Francia e in Germania; Madrid ha scelto di rinnovare la propria flotta di trasporto pubblico con 18 minibus a zero emissioni firmati dall’azienda perugina. Dalle auto ai camion elettrici, Iveco è parte integrante del progetto Nikola Tre, il veicolo creato sulla base dell’Iveco S-Way, che sarà commercializzato nel 2021 e costituirà, a livello mondiale, il primo passo verso i mezzi pesanti stradali con batteria elettrica. Se alcune sono poco conosciute ai più, non lo è certamente la Pininfarina, che ha disegnato più di cento Ferrari in 65 anni, oltre a Bentley, Maserati, Fiat, Lancia, Alfa Romeo. La prima hypercar di lusso completamente elettrica al mondo porta la sua firma: è la Battista, auto a 1.900 cavalli e in grado di toccare i 400 km/h, con un’autonomia di 500 km. Sempre in tema di alta velocità e di “grandi firme” c’è Dallara in questo percorso. È uno dei campioni mondiali in progettazione, produzione e sviluppo di vetture da competizione e oggi è il progettista e costruttore delle scocche delle auto della Formula E, il campionato mondiale delle auto elettriche. Mobilità elettrica: l’importanza dell’Italia nei componenti Sempre a proposito di Formula E, la bergamasca Brembo è fornitrice unica fino al 2021 dell’intero impianto frenante per gli 11 team in gara. È una realtà conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per i suoi freni per auto elettriche e tradizionali, ma non è l’unica: nella componentistica per la mobilità elettrica, infatti, sono diverse le aziende italiane che si distinguono sul mercato mondiale, per aver portato soluzioni di elevata innovazione tecnologica. Un esempio è l’azienda abruzzese Tecnomatic, che è passata dalla produzione di sistemi automatici, sul finire degli anni Novanta, a lavorare per BMW, Daimler-Mercedes, AUDI-VW, Ford, Ferrari, FCA grazie a una intuizione geniale: sostituire il filo di rame a sezione circolare con uno a sezione rettangolare o quadrata per il processo di avvolgimento dello statore del motore elettrico. “Con una minore dimensione dello statore infatti, a parità di potenza, diminuisce il peso e si risparmiano materie prime ovvero, a parità di dimensione, aumenta potenza ed efficienza del motore elettrico”, sottolinea il report. Un’azienda certamente famosa è invece STMicroelectronics, colosso italiano dell’elettronica, in particolare nella creazione e costruzione di dispositivi a semiconduttore. Tesla – per esempio – ha scelto i suoi dispositivi di potenza ad alta efficienza realizzati con carburo di silicio (SiC) che, rispetto ai dispositivi in silicio, sono più piccoli, più veloci e abbattono al minimo le perdite di energia. Ma STMicroelectronics punta forte anche sui dispositivi al nitruro di gallio (GaN) che promettono ulteriori miglioramenti. Sempre a proposito di componenti, un’altra storia di… conversione all’elettrico è quella di Benevelli Group. Nata nel 1962 per la produzione di cambi di velocità per motori a combustione interna, nel 1996 ha avviato la produzione di trasmissioni per veicoli elettrici, occupandosi oggi di powertrain completi. Altra azienda storica (nata negli anni Cinquanta) che oggi è diventata protagonista nella componentistica per emobility e ad alto tasso di innovazione tecnologica è la romagnola Bonfiglioli che due anni fa ha inaugurato una nuova parte dello stabilimento di Forlì, circa 10 mila metri quadri, dedicata a soluzioni innovative per veicoli elettrici e ibridi commerciali e industriali. A qualche decina di chilometri si trova Kaitek Flash Battery, uno dei principali attori europei nella produzione di batterie al litio per veicoli elettrici e macchine industriali. Mobilità elettrica: ricarica e app, la forza del made in Italy L’Italia esprime soluzioni di avanguardia anche nel caso dei sistemi di ricarica. Emblematico è il caso della bergamasca Scame Parre che si è lanciata su questo mercato quando la mobilità elettrica era ancora agli albori. Pioniere nelle soluzioni per l’alimentazione elettrica dei veicoli (assai famosa le “Presa Scame”), ha realizzato Smart Wall Box, una stazione di ricarica installabile nelle abitazioni. A livello di ricerca va segnalata anche l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale che sta sviluppando un sistema innovativo di ricarica bidirezionale dei veicoli elettrici Vehicle to Grid (V2G) fino a 350 kW. C’è poi l’idea di due ingegneri che hanno fondato la startup DazeTechnology che hannno depositato il brevetto e iniziano la progettazione di DazePlug, il primo sistema automatico di ricarica conduttiva per veicoli elettrici. Sempre a proposito di startup e di ricarica c’è chi ha ideato una soluzione per ovviare il problema dell’ansietà di “fare il pieno” una volta in viaggio, fornendo tutte le informazioni necessarie. La milanese Route220 ha creato, infatti, evway: è una piattaforma d’integrazione fra i servizi di geolocalizzazione, accesso e pagamento delle colonnine di ricarica elettrica. L’app evway fornisce una mappatura completa e interattiva di oltre 250 mila prese di ricarica in Europa, indicando anche punti di interesse, servizi di ospitalità e attività commerciali nelle vicinanze. Inoltre consente di attivare e pagare la ricarica su oltre 150 mila punti in Europa, di cui 11 mila in Italia. L’anno scorso Route220 ha lanciato eMX, servizio integrato nell’app evway nel primo navigatore al mondo progettato per le necessità dell’ev-driver: lo guida a destinazione, lo premia con bonus e offerte, gli indica lungo il tragitto alternative per la sosta di ricarica, senza necessità di programmazione in anticipo, lasciando il piacere della guida ed il controllo nelle mani del guidatore elettrico. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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