Temperature record in Europa: la sicurezza degli impianti fotovoltaici diventa prioritaria 17/09/2026
Durante il 2020, soprattutto nei mesi di lockdown, abbiamo spesso sentito che erano in calo le emissioni di di anidride carbonica, con effetti benefici per l’ambiente e il clima. In realtà una recente ricerca pubblicata dal NOAA (ente nazionale per l’amministrazione degli oceani e dell’atmosfera degli Stati Uniti) segnala che, nonostante la crisi economica globale causata dalla pandemia, nel 2020 i livelli dei due più importanti gas serra antropogenici, anidride carbonica e metano, hanno continuato il loro inesorabile aumento. Il calo delle emissioni legato alla crisi economica e sanitaria in poche parole non ha arrestato le concentrazioni in atmosfera, che anzi han continuato a salire. Ma non solo, la recessione economica ha impedito un aumento record di CO2, riducendo di circa il 7% le emissioni di carbonio. Pieter Tans, scienziato senior del Global Monitoring Laboratory del NOAA spiega che “dal 2000, la media globale di CO2 è cresciuta di 43,5 ppm, un aumento del 12%”. La concentrazione di CO2 odierna, secondo i ricercatori, non è mai stata così alta da 3,6 milioni di anni, ovvero dobbiamo risalire al periodo caldo del medio pliocene, quando le concentrazioni di anidride carbonica variavano da circa 380 a 450 parti per milione, il livello del mare era più alto di quello di oggi, le temperature superiori di 7 gradi Fahrenheit rispetto ai livelli preindustriali, e grandi foreste occupavano le aree dell’Artico che ora sono tundra. Le attività antropiche continuano a impattare sul cambiamento climatico, è necessario attuare politiche per ridurre le emissioni a zero ricordando che “in ogni caso dovremo cercare modi per rimuovere ulteriormente i gas serra dall’atmosfera”, ha sottolineato Colm Sweeney, vice direttore aggiunto del Global Monitoring Lab, che effettua misurazioni molto accurate dei tre principali gas serra in atmosfera: anidride carbonica, metano e protossido d’azoto. Purtroppo nel 2020 è aumentato in atmosfera anche il livello di metano che, rispetto alla CO2, è meno abbondante ma 28 volte più potente nell’intrappolare il calore in un periodo di 100 anni. Il metano nell’atmosfera è generato da molte fonti diverse, ed è difficile capire quali siano maggiormente responsabili dell’aumento annuale, anche se è probabile che uno dei principali driver sia legato a fonti biologiche come il decadimento della materia organica nelle zone umide e come sottoprodotto dell’allevamento del bestiame. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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