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A cura di: Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Lo scenario dell’energia e il rincaro dei prezzi delle materie prime Rinnovabili e mercato: l’opinione della filiera fotovoltaico Il mercato dell’energia che verrà La “tempesta perfetta” si è abbattuta anche su rinnovabili e mercato, impattando sul fotovoltaico. Non c’è solo l’edilizia a pagare pegno al rincaro dei prezzi dei materiali. La carenza di silicio, innescata da un taglio della produzione in Cina, ha fatto salire i prezzi del 300% in meno di due mesi. Lo sottolinea Bloomberg, mettendo in rilievo come questo sia solo l’’ultima di una serie di problemi che dal chip shortage alle criticità sulle catene di fornitura bloccate alla crisi energetica, hanno generato un mix fortemente impattante su aziende e consumatori. La transizione energetica è complicata anche dai problemi che scontano le aziende del fotovoltaico, che ha conosciuto una crescita notevole. Lo mette in luce la IEA in una recente analisi dedicata al settore del “solare fotovoltaico” che ha registrato un aumento record di produzione di 156 TWh (23%) nel 2020, che gli ha consentito di raggiungere gli 821 TWh e di conseguire il tasso di crescita di produzione più importante di tutte le fonti rinnovabili lo scorso anno, secondo solo all’eolico ma davanti all’idroelettrico. Ma cosa accade in Italia? Come si sta vivendo questo momento? Alcune risposte sono state offerte nel convegno organizzato da Italia Solare intitolato “Scarsità di materiali e prezzi dell’energia: quale impatto sul FV?”. Lo scenario dell’energia e il rincaro dei prezzi delle materie prime Alla base delle difficoltà che sconta il fotovoltaico, a proposito di rinnovabili e mercato, c’è una situazione decisamente complessa che ha illustrato Arturo Lorenzoni, docente di Economia dell’Energia e Electricity Markets dell’Università degli Studi di Padova. Si parte dal prezzo del gas, che “in Europa ha ricominciato a salire mentre un inizio d’inverno più freddo del normale fa un’incursione insolitamente grande nel già scarso volume di gas nello stoccaggio”, riportava la Reuters proprio in questi giorni. «Negli ultimi dieci anni i prezzi hanno già toccato prezzi record, ma negli ultimi mesi è stato raggiunto il picco – ha specificato il docente – Stiamo vivendo una forte tensione geopolitica sul mercato del gas, complice la Cina che ha fatto incetta in termini di grandissimi volumi di consumo». Lo stesso Lorenzoni ha sottolineato che ci si trova davanti a un mercato dell’energia molto “nervoso”, e lo si nota guardando l’andamento dello stoccaggio del gas: alla fine di settembre di quest’anno, i depositi di gas dell’UE-27 e del Regno Unito erano pieni al 72%, rispetto al 94% pieno in quel periodo nel 2020 e all’85% pieno in media negli ultimi 10 anni. «La galoppata del prezzo del petrolio c’è stata ma non è neppure questa una novità e siamo lontani dai record storici, anche se l’andamento è preoccupante. Anche il rame è ai massimi negli ultimi 10 anni ma il picco sembra raggiunto». Sempre a proposito delle materie prime che interessano il fotovoltaico, l’acciaio ha avuto un’impennata impressionante nella prima metà 2021 ma sembra essere tornato a prezzi più ragionevoli nelle ultime settimane. «Quindi la ripartenza dopo la pandemia ha provocato la corsa tra i vari Paesi per la ripresa e questo ha provocato un’accelerazione dei prezzi delle materie prime. Ma i volumi di consumo non giustificano una scarsità effettiva», ha sottolineato. Rispetto a questo scenario si è assistito anche a una forte crescita del valore dei permessi di emissione CO2, arrivati a 67 euro circa – record storico –, ma non scenderanno molto e comunque non si tornerà più ai 15-20 euro a tonnellata di anidride carbonica registrati negli anni scorsi. «Questo fattore potrebbe aiutare il fotovoltaico». Il prezzo folle del gas ha un’altra importante conseguenza: il rialzo enorme del prezzo dell’elettricità. Le ripercussioni sul PUN elettrico italiano sono pesanti: il Prezzo Unico Nazionale, ossia il prezzo di riferimento dell’energia elettrica rilevato sulla Borsa elettrica nel nostro Paese è volato a a 308 €/MWh, straordinario se si pensa che nel 2020 era 50 €/MWh. L’incremento, nel confronto tra 2020 e 2021 è incredibile. Rinnovabili e mercato: l’opinione della filiera fotovoltaico Con questa premessa, il fotovoltaico – elemento di spicco nel tema delle rinnovabili e mercato italiano – che situazione sta vivendo? Quali sono le ricadute sulla filiera? Gli effetti ci sono stati e lo testimoniano due rappresentanti di colossi della produzione di moduli fotovoltaici quali JinkoSolar e LONGi Solar, ai vertici mondiali. «Anche la nostra azienda ha subito effetti sulle materie prime, in particolare il silicio – ha affermato Alberto Cuter, general manager Italia e America Latina di JinkoSolar –. Il prezzo è passato da 7 dollari al chilo (giugno 2020) a 10 $/kg a gennaio 2021 e pochi giorni fa toccato un picco 40 $/kg. Ciò è dovuto a un forte sbilanciamento della capacità dell’offerta di silicio da parte dei maggiori produttori», che sono per l’80% in Cina. La Repubblica Popolare è il più grande produttore mondiale di silicio, con un volume di produzione stimato a 5,4 milioni di tonnellate nel 2020 (dati Statista). A grande distanza, al secondo posto, c’è la Russia, che ha prodotto 540mila tonnellate nello stesso anno, ovvero il 10%. «Nonostante il rincaro dei prezzi, stimiamo una domanda che raggiungerà i 250-280 GW nel 2022. Sarà in forte incremento: solo per un confronto, quest’anno chiuderemo a 190 GW. Quindi aumento + 40-45% nel 2022». In merito ai prezzi del silicio e di altri componenti, rimarranno alti, ma probabilmente non subiranno ulteriori picchi in alto. Lo stesso Cuter conferma un altro fattore critico: il forte aumento dei costi dei trasporti. «Si consideri che per trasportare i moduli finiti dalla Cina a principali porti europei prima della pandemia si spendeva 3000/3500 euro a container. Oggi si è raggiunto i 20.000 euro a container (!), ammesso poi di trovare spazio sulle navi». Concorde anche Francesco Emmolo, Sales Director Southern Europe di LONGi Solar: la salita dei prezzi è stata molto rapida e consistente, ma non scenderà in maniera altrettanto sensibile. Tutt’altro. Ciò però non ferma l’incremento di domanda del fotovoltaico. «Il mercato dell’autoconsumo residenziale e commerciale sta crescendo in maniera molto forte in tutti i Paesi europei, sospinto dal Green Deal e dalle misure quali il Superbonus e analoghe che nei vari Paesi daranno ulteriore spinta all’installazione». Anche il comparto degli inverter soffre la situazione. Lo evidenziano sia Valerio Natalizia, Regional Manager Sud Europa Solar Technology AG e AD SMA Italia, sia Gianluca Proietti executive account representative di Huawei. Per reagire a uno scenario di forte incertezza, che caratterizza quello delle rinnovabili e mercato, «occorre programmare, cosa che facciamo da tempo con i nostri fornitori anche per soddisfare più facilmente il mercato». Gli incentivi da Green Deal portano a pensare a una crescita mercato: «se, come sembra, dovessero accelerare alcuni mercati, potrebbero innescarsi altri fattori di incertezza per il reperimento dei materiali». Sia Natalizia che Proietti mettono in luce il rincaro dei trasporti e la necessità di programmare a lungo termine. Il mercato dell’energia che verrà Per completare il quadro è utile comprendere gli attori che operano su rinnovabili e mercato. Stefano Cavriani, fondatore e direttore di EGO Energy, ha evidenziato che «stiamo vivendo la fase più clamorosa della storia dei mercati dell’energia, in cui si assiste a un rialzo dei prezzi che andrebbe a indicare una situazione di deficit. Sono anch’io dell’opinione che si sia toccato i massimi e ora ci sarà una decrescita, ma occorre immaginarci questa situazione altalenante in maniera strutturale». In poche parole si dovrà imparare a convivere con un mercato delle commodity dell’energia più “stressato” di prima, più volatile. Ha rilevato che la transizione energetica comporta conseguenze importanti: si pensi, per esempio, al progressivo phase out del nucleare (nel 2022 in Germania) e del carbone (nel 2030 in Germania, principale mercato, ma anche nel 2025 in Italia che conta sette centrali attive). «Ci avviamo quindi verso un’epoca in cui si ridurrà l’offerta di energia, ma auspicabilmente aumenterà la produzione da rinnovabili. Tuttavia i tempi non coincidono, e quindi entriamo in un’epoca di volatilità e discontinuità», ha ribadito. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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