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Se si vogliono rispettare gli obiettivi climatici fissati a livello internazionale e garantire la riduzione delle emissioni globali di gas serra, è necessaria una maggiore collaborazione internazionale. E’ questo il messaggio principale emerso dal “Breakthrough Agenda Report 2022“, Rapporto richiesto da 45 leader mondiali, realizzato dall’Agenzia internazionale per l’Energia, Irena e UN Climate Change High-Level Champions e pubblicato nei giorni scorsi. Senza la cooperazione internazionale, la cruciale transizione globale verso emissioni nette zero potrebbe essere ritardata di decenni. Inoltre più rapida sarà la transizione, più velocemente si otterranno tecnologie pulite a costi inferiori, rendendole così disponibili per tutti. Ciò è tanto più urgente in questo momento in cui i prezzi dell’energia stanno aumentando a un ritmo senza precedenti. Il Rapporto fornisce un quadro dei progressi compiuti e spiega quali sono le azioni necessarie per rispettare lo storico impegno sulle tecnologie pulite da parte di governi che rappresentano due terzi dell’economia globale. Obiettivo della Breakthrough Agenda è allineare le azioni dei Paesi e coordinare gli investimenti per aumentare la diffusione delle tecnologie pulite e ridurre i costi in cinque settori chiave: energia, trasporti stradali, acciaio, idrogeno e agricoltura. Questi settori rappresentano circa il 60% delle emissioni globali di gas serra e potrebbero garantire la maggior parte delle riduzioni di emissioni necessarie entro il 2030 contribuendo in modo significativo a limitare il riscaldamento globale a un massimo di 1,5°C, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il rapporto Breakthrough Agenda definisce in particolare 25 azioni che possono contribuire a rendere l’energia pulita, i veicoli elettrici, l’acciaio, l’idrogeno a basse emissioni di carbonio e l’agricoltura sostenibile le opzioni più accessibili nel più breve tempo possibile. In alcuni settori chiave la cooperazione internazionale è aumentata con progressi anche nell’uso delle tecnologie. In particolare il rapporto segnala: Il raddoppio delle vendite di veicoli elettrici nel 2021 rispetto all’anno precedente, con un nuovo record di 6,6 milioni. E’ previsto un aumento della capacità rinnovabile globale dell’8% nel 2022, che per la prima volta supererà la soglia dei 300 GW, equivalente all’alimentazione di circa 225 milioni di abitazioni. In base della nuova capacità rinnovabile aggiunta nel 2021, si prevede una riduzione dei costi di generazione dell’elettricità a livello mondiale di almeno 55 miliardi di dollari nel 2022. Eppure se si vogliono raggiungere gli obiettivi climatici, è necessaria una collaborazione molto più ampia. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA ha sottolineato: “Siamo nel mezzo della prima vera crisi energetica globale, con conseguenze devastanti per l’economia mondiale, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo. Solo accelerando la transizione verso un’energia pulita e sostenibile potremo raggiungere una sicurezza energetica duratura. Senza la collaborazione internazionale, la transizione verso le emissioni nette zero sarà molto più impegnativa e potrebbe essere ritardata di decenni” Francesco La Camera, Direttore Generale dell’IRENA ha aggiunto: “La crisi energetica e climatica ha messo in luce le debolezze e le vulnerabilità di un sistema fortemente dipendente dai combustibili del XX secolo. Senza un’azione forte e immediata non sarà possibile rimanere sulla rotta di 1,5°C”. Il Rapporto spiega inoltre che, oltre a garantire una riduzione delle emissioni, una maggiore collaborazione permetterà una transizione più rapida e meno costosa, favorendo la crescita dell’occupazione. Le ricerche dell’AIE dimostrano che, senza una collaborazione internazionale, la transizione verso emissioni globali nette pari a zero potrebbe essere ritardata di decenni. Un’altra ricerca citata dal rapporto mostra che i costi di alcune tecnologie potrebbero diminuire fino al 18% entro il 2030. Inoltre, secondo le stime dell’IRENA, una transizione energetica in linea con la limitazione dell’aumento della temperatura globale a 1,5°C potrebbe creare quasi 85 milioni di posti di lavoro in più entro il 2030 rispetto al 2019, più che compensando la perdita di 12 milioni di posti di lavoro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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