Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Installare le valvole termostatiche e accedere alla detrazione senza sostituire l’impianto 27/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Risparmio energetico e decarbonizzazione, in Italia 84,2 miliardi di co-benefici l’anno al 2030 23/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Mini VRF Tadiran per i grandi volumi: la climatizzazione della Biblioteca Inclusiva Bertini di Milano 23/10/2026
Recupero della RSA di Cingia de’ Botti: involucro e protezione antincendio firmati ROCKWOOL 22/10/2026
A cura di:La Redazione La perdita di biodiversità non si è mai fatta sentire come ora. In poco più di 50 anni abbiamo perso il 69% delle popolazioni di fauna selvatica: mammiferi e uccelli, anfibi e rettili, pesci d’acqua dolce e salata sono sempre di meno. Dal 1970 la situazione più grave riguarda l’America Latina e i Caraibi; qui la diminuzione è arrivata al 94%. E’ questo quello che emerge dal ‘Living Planet’ 2022, il rapporto del Wwf che fa il check up allo stato di salute del Terra e che in questa occasione delinea un quadro dalle “prospettive drammatiche”. “Tra le specie a rischio di estinzione c’è anche la nostra – osserva il presidente di Wwf Italia, Luciano Di Tizio – l’unico vantaggio che abbiamo rispetto alle tigri, ai leoni o ai pesci, che hanno bisogno di noi per salvarsi, è che noi possiamo farlo da soli, ma dobbiamo capire l’urgenza di questo problema e agire”. La linea di base del 1970 ha un significato diverso per le diverse regioni monitorate. In Europa e in Nord America le pressioni hanno avuto un impatto sulle specie e sugli habitat per molti decenni prima del 1970; pertanto, anche se il declino in queste regioni è apparentemente meno marcato, ciò non significa che la biodiversità sia più intatta in queste regioni. Infatti l’indice di integrità della biodiversità del rapporto mostra che l’Europa è una delle regioni che ottiene i punteggi più bassi per quanto riguarda l’integrità della biodiversità. Al contrario, le regioni tropicali sarebbero partite da una situazione di base più intatta nel 1970, ma da allora hanno subito cambiamenti più rapidi nei loro ecosistemi. Il rapporto tiene sotto controllo quasi 32mila popolazioni e oltre 5.200 specie di vertebrati: “Ci troviamo di fronte a una doppia emergenza – viene spiegato – da un lato i cambiamenti climatici provocati dall’uomo dall’altro la perdita di biodiversità, che minacciano il benessere delle generazioni attuali e future”. Si tratta di due emergenze collegate. Per tutte e due la causa è essenzialmente l’uso insostenibile delle risorse del Pianeta. Secondo il Living Planet “le principali cause del declino delle popolazioni di fauna selvatica sono i cambiamenti nell’uso del suolo e del mare, lo sfruttamento eccessivo di piante e animali, i cambiamenti climatici l’inquinamento e le specie aliene invasive, le minacce provenienti da agricoltura, caccia e bracconaggio, e deforestazione sono particolarmente gravi ai tropici; mentre hotspot di inquinamento sono particolarmente importanti in Europa”. Inoltre a meno che non limitiamo il riscaldamento globale entro i 2 gradi di aumento medio, o preferibilmente 1,5 gradi, è “probabile che i cambiamenti climatici diventino la causa principale della perdita di biodiversità e del degrado degli ecosistemi nei prossimi decenni”. E’ per questo – rileva Di Tizio – che diventa “indispensabile dimezzare l’impronta globale di produzione e consumo entro il 2030”. Le specie più a rischio Nelle specie che il ‘Living Planet’ monitora ci sono i delfini rosa di fiume dell’Amazzonia che hanno visto un crollo delle popolazioni del 65% tra il 1994 e il 2016 nella riserva brasiliana di Mamirauá. Ci sono i gorilla di pianura orientale, che hanno subito un declino stimato dell’80% nel parco nazionale di Kahuzi-Biega in Congo tra il 1994 e il 2019. Ci sono i cuccioli di leone marino dell’Australia meridionale e occidentale, che sono calati di due terzi tra il 1977 e il 2019. Ma è nelle popolazioni dei pesci di acqua dolce che si ritrova il gruppo di specie con la riduzione maggiore che, in media, sono diminuiti dell’83% sostanzialmente per via della scomparsa di habitat. Il direttore generale del Wwf International, Marco Lambertini lancia un appello affinché la prossima conferenza mondiale sulla biodiversità, la Cop 15 di dicembre, sia “il momento in cui il mondo si riunisce attorno alla natura” con un accordo vincolante sul modello di quello che si raggiunse al vertice di Parigi sul clima. “Di fronte all’aggravarsi della crisi della natura – dice Lambertini – è essenziale che questo accordo preveda un’azione immediata sul campo, anche attraverso la trasformazione dei settori che causano la perdita di natura, e il sostegno finanziario ai Paesi in Via di sviluppo”. Il rapporto sulla salute mondiale del Pianeta chiarisce che “non sarà possibile realizzare un futuro positivo per la natura senza riconoscere e rispettare i diritti, la governance e la leadership nella conservazione dei popoli indigeni e delle comunità locali in tutto il mondo”. La soluzione? Aumentare gli sforzi di conservazione e ripristino – mette in evidenza il Wwf – producendo e consumando, in particolare il cibo, in modo più sostenibile e decarbonizzando rapidamente e profondamente tutti i settori sarà possibile mitigare la doppia crisi di clima e natura”. Ed così che i leader politici vengono invitati “a impegnarsi per trasformare le economie in modo da dare il giusto valore alle risorse naturali”. Del resto le conclusioni del Wwf sono chiare con una richiesta “urgente ai governi, alle imprese e all’opinione pubblica per mettere “subito” in campo “un’azione di trasformazione per invertire la drammatica perdita di biodiversità che, insieme all’emergenza dei cambiamenti climatici indotta dall’uomo, minaccia il benessere” dell’umanità presente e futura. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
22/10/2026 Sistemi di accumulo, i target al 2030 quasi triplicati ma lontani dai 1.500 GW della COP29 A cura di: Stefania Manfrin Ember: i target dei sistemi di accumulo al 2030 salgono a 822 GW, ma restano lontani ...
20/10/2026 Rigenerazione urbana, il Rapporto TEHA 2026 indica dove e come investire A cura di: Erika Bonelli Rapporto TEHA 2026 sulla rigenerazione urbana. Nuovi indici su casa, smart city e waterfront, i casi ...
19/10/2026 Restructura 2026, a Torino il salone per riqualificare e rigenerare l’esistente A cura di: Stefania Manfrin Restructura 2026 a Torino dal 12 al 14 novembre, tra efficienza energetica, rigenerazione urbana e oltre ...
14/10/2026 Data center, AI ed energia: la competitività dell'Italia passa anche da qui A cura di: Andrea Ballocchi AI for Energy Report 2026 di E&S: la crescita dell'intelligenza artificiale sta trasformando i data center ...
13/10/2026 13 ottobre, Giornata internazionale per la riduzione dei rischi naturali 2026: la resilienza inizia a casa A cura di: Raffaella Capritti Il 13 ottobre 2026 la Giornata ONU per la riduzione dei rischi naturali è dedicata alla ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
06/10/2026 HPT Energy Talks: l’edilizia efficiente si racconta A cura di: Andrea Ballocchi HPT Energy Talks debutta il 22 ottobre: due casi studio sulla riqualificazione energetica con pompe di ...
02/10/2026 Caro bollette, luce +37,3% per i vulnerabili: lo scenario e come difendersi A cura di: Stefania Manfrin Da ottobre le bollette luce dei vulnerabili salgono del 37,3%, l'inflazione tocca il 4,2%. Dati ARERA ...
01/10/2026 Il paesaggio come sistema vivente: a Bergamo il Landscape Festival A cura di: Laura Murgia La XVI edizione di Landscape Festival, organizzata con il Comune di Bergamo e dedicata al "Nuovo ...
29/09/2026 Emissioni in cantiere: misurare il lato nascosto per ridurne l’impatto A cura di: Andrea Ballocchi Misurare le emissioni in cantiere è il primo passo per ridurle. Uno studio Deerns rivela il ...