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A cura di: Tommaso Tautonico Indice degli argomenti Toggle Dubai Reefs, laboratorio galleggiante alimentato da fonti rinnovabiliEcoturismo, allevamenti oceanici e sicurezza alimentare Entro la fine di questo secolo, molte delle città del mondo, inclusa Dubai, dovranno affrontare la minaccia catastrofica dell’innalzamento dei mari e delle inondazioni costiere, se il mondo non si impegna a rispettare l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di ridurre le emissioni di carbonio e limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5°C. Per scongiurare questa catastrofe, lo studio di architettura URB ha progettato Dubai Reefs, un innovativo progetto su larga scala dedicato al ripristino degli oceani. Una comunità galleggiante sostenibile per la ricerca marina, la rigenerazione e l’ecoturismo, capace di generare più di 30.000 nuovi posti di green jobs. Dubai Reefs comprende strutture residenziali, ricettive, commerciali, educative e di ricerca. Sarà la prima comunità sostenibile galleggiante del suo genere e fungerà da hub galleggiante autosufficiente, riconnettendo l’oceano con la città. Dubai Reefs mira a reinventare il modo in cui pianifichiamo le nostre città per considerare l’opportunità di vivere in armonia con l’oceano, coltivando una relazione sostenibile tra terra e acqua. “La salute delle nostre città è intrinsecamente legata alla salute dei nostri oceani” ha dichiarato Baharash Bagherian, Ceo di URB. “L’oceano è la fonte della vita che controlla tutto. Dato che tutto sul nostro pianeta è connesso, un oceano sano è una città sana. Il nostro oceano sarà completamente diverso entro la fine del secolo se non agiamo oggi”. Dubai Reefs, laboratorio galleggiante alimentato da fonti rinnovabili Il Marine Institute sarà il cuore del progetto. Progettato per fornire una casa comune a oceanografi, scienziati del clima, agricoltori oceanici, educatori marini e biologi marini, il centro mira ad accelerare la scienza marina e la capacità di conservazione di Dubai attraverso la realizzazione di una barriera corallina artificiale di circa 200 chilometri quadrati. Realizzata con tecnologie innovative come Biorock, una stampa 3D capace di ricreare forme e trame identiche ai paesaggi sottomarini naturali, il progetto vuole migliorare gli ecosistemi costieri di Dubai, fortemente influenzati da progetti di ricerca petrolifera, dragaggio e bonifica. Dubai Reefs rigenererà l’ecosistema costiero di Dubai, offrendo protezione dalle tempeste e creando il giusto habitat per la fauna selvatica e per i pesci. Per il suo funzionamento Dubai Reefs utilizzerà esclusivamente energia ricavata da fonti rinnovabili, un mix energetico composto da energia da moto ondoso, energia solare e idroelettrica. Ecoturismo, allevamenti oceanici e sicurezza alimentare Le barriere coralline sono un grande vantaggio per l’ecoturismo, sono come città sottomarine, piene di pesci vivaci e creature marine. Dubai Reefs sarà dotato di un eco resort con lodge galleggianti e diventerà una destinazione turistica capace di offrire benefici emotivi e terapeutici per i suoi ospiti. Tra le attività ecologiche ci sarà il “bagno nella foresta” sott’acqua, simile alla pratica giapponese nota come Shinrin Yoku, per cui si è calmi e tranquilli tra gli alberi. In questo caso però, al posto degli alberi ci sono i coralli. Altro punto di forza di Dubai Reefs sarà la sua capacità di garantire cibo agli Emirati Arabi. Oggi, solo il 7% delle proteine consumate dall’uomo proviene da fonti acquatiche, il che significa che il 93% delle nostre proteine proviene dalla terraferma. Gli Emirati Arabi Uniti importano fino al 90% del proprio consumo alimentare nazionale e consumano 220.000 tonnellate di pesce all’anno, di cui il 75% viene importato. Dubai Reefs mira a spostare l’equilibrio tra importazione ed esportazione attraverso l’allevamento oceanico rigenerativo, un metodo sostenibile per coltivare cibo nell’oceano utilizzando l’intera colonna d’acqua. Questo metodo replica l’ecosistema dell’oceano sfruttando un mix di alghe e molluschi. Corde di alghe, cozze, capesante, ostriche e vongole verranno tese l’una accanto all’altra sulla superficie dell’oceano, creando una vera e propria vertical farm sequestrando il carbonio e allo stesso tempo mitigando gli effetti locali dell’acidificazione dell’oceano. Il progetto mira a migliorare gli ecosistemi costieri di Dubai come strategia di mitigazione img by Studio URB Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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