Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
A cura di: Giulia Galliano Sacchetto Le bollette invernali, secondo Very Fast People, la società di consulenza personalizzata per gli amministratori condominiali, registreranno un aumento, circa del 6% per la luce e dell’8% per il gas. La segnalazione arriva da un’analisi di EnergyUp, società specializzata nella fornitura di energia elettrica e di gas per le utenze condominiali, nata dalla collaborazione tra VeryFastPeople e Illumia, che ha preso in considerazione 2.300 studi di amministrazione condominiale e su 100mila condomini in tutta Italia. Bollette in aumento a causa delle reintroduzione degli oneri di sistema Per capire meglio l’andamento dei costi è indispensabile comprendere che cosa si intende con prezzi dell’energia. Il primo aspetto è distinguere tra prezzo all’ingrosso, cioè il costo della materia prima energetica, e prezzo finale, ossia quello che viene pagato da tutti i consumatori. Sono proprio gli utenti infatti a farsi carico non solo dei costi della materia prima, ma anche del trasporto, della gestione del contatore e delle tassazioni. Aspetti che in Italia vengono chiamati oneri di sistema. Compreso il concetto di prezzo dell’energia si può notare come, rispetto al picco registrato nell’estate del 2022, i prezzi del gas nei mercati all’ingrosso siano diminuiti a partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno. Innanzitutto perché la domanda interna è diminuita. Calo dovuto anche al clima mite della scorsa stagione invernale: si stima infatti che 2 gradi in più abbiano un impatto del 5 – 10% sulla domanda giornaliera. Inoltre, da una parte, gli utenti finali, anche a causa delle tariffe elevate, hanno adottato comportamenti più virtuosi, come abbassare di qualche grado la temperatura dei caloriferi; dall’altra parte, anche le imprese hanno tagliato i propri consumi per contenere i costi energetici. A tutto ciò si è aggiunto il Price Cap approvato dall’Unione Europea: si tratta di un meccanismo che corregge il prezzo del gas, fissando un tetto massimo e favorendo così una veloce riduzione dei prezzi all’ingrosso. La combinazione di questi diversi fattori ha influito sull’andamento dei prezzi all’ingrosso, mentre per quanto riguarda le bollette degli utenti finali, l’azzeramento degli oneri di sistema, voluto dal governo nell’ottobre 2021, ha continuato a dare dei benefici. Ma, a partire dallo scorso aprile, il governo, considerando conclusa la fase emergenza della crisi energetica, ha reintrodotto gli oneri di sistema, il cui mancato incasso pesava sul bilancio statale. Una decisione che ha avuto conseguenze pressoché immediate per famiglie, imprese e condomini, che hanno visto aumentare i costi delle bollette anche se il prezzo della materia prima è più basso rispetto all’anno scorso. Secondo le stime di EnergyUp e VeryFastPeople, l’impatto del ripristino degli oneri di sistema sui costi dell’elettricità ammonta a circa 173 euro di spese aggiuntive. Nonostante un calo del Pun (Prezzo unico nazionale) medio dai 157,39 €/Kwh del 2022/2023 ai 112,64 €/KWh stimati per il 2023/2024 (-28%), la crescita della spesa elettrica per un tipico condominio italiano sarà del 6%: si passerà cioè dai 1.161,89 euro di spesa media ai 1.231,09 euro. Per quanto riguarda il gas, invece, nonostante il Psv (Punto di scambio virtuale) medio sia sceso dai 81,62 €/Smc dell’inverno 2022/2023 ai 46,80 €/Smc stimati per l’inverno 2023/2024 (-43%), la spesa del condominio medio italiano salirà dell’8%. Qui peserà non solo la reintroduzione dei sopracitati oneri di sistema ma anche l’andamento del clima e la capacità degli italiani di risparmiare. Infatti, se l’inverno 2023/2024 dovesse rivelarsi rigido i consumi potrebbero aumentare addirittura del 30%, facendo salire la spesa del condominio medio dai 12.463,19 ai 13.505,73 euro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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