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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Il report UNEP: 25 misure integrate al vaglio di costi e beneficiIl peso globale dell’inquinamento, in cifreFAQ Giornata mondiale dell’aria pulitaQuando si celebra la Giornata mondiale dell’aria pulita 2026?Qual è il tema dell’edizione 2026?Che cos’è il report UNEP presentato quest’anno?Perché il tema interessa il settore energetico ed edilizio?Quanto costa l’inquinamento atmosferico all’economia? Ogni anno, il 7 settembre, si celebra la Giornata Internazionale dell’Aria Pulita per i Cieli Blu, un appuntamento che punta i riflettori sull’importanza di migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2019, questa giornata vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e incoraggiare l’azione collettiva contro l’inquinamento atmosferico che, come sappiamo, rappresenta uno dei maggiori rischi per la salute pubblica. L’aria che respiriamo e il clima che stiamo alterando sono, sempre più spesso, due facce della stessa medaglia. È questo il messaggio alla base della settima edizione della Giornata organizzata nel 2026 sul tema “Clean Air for Climate Action“, con l’obiettivo di dimostrare che ridurre le emissioni inquinanti non è soltanto una questione sanitaria o ambientale, ma una scelta con un preciso valore economico. Il report UNEP: 25 misure integrate al vaglio di costi e benefici Al centro della campagna 2026 c’è il lancio di un nuovo Spotlight Report dell’UNEP, elaborato con la Climate and Clean Air Coalition (CCAC) sulla base del Global Economic Assessment of Integrated Climate and Clean Air Action. Il documento Hidden assets esamina i benefici economici dell’azione combinata su inquinamento e clima, valuta costi e benefici di 25 misure integrate e individua le riforme normative e finanziarie in grado di accelerarne l’attuazione. Secondo il documento un’azione coordinata può migliorare la salute pubblica, rafforzare le economie e accelerare il raggiungimento degli obiettivi climatici attraverso 25 misure comprovate e riforme di policy. Molte fonti di inquinamento atmosferico, come la combustione di fonti fossili e di biomassa, contribuiscono anche alle emissioni di gas serra, generando insieme particolato, ossidi di azoto e anidride carbonica. Intervenire sull’efficienza energetica degli edifici, sull’elettrificazione dei consumi e sulla sostituzione dei generatori a combustione significa quindi agire contemporaneamente sulla qualità dell’aria e sulla decarbonizzazione, con un doppio dividendo che il report UNEP prova a quantificare in termini monetari. Il peso globale dell’inquinamento, in cifre Secondo l’OMS quasi il 99% della popolazione mondiale respira aria che supera i limiti indicati dalle linee guida; il State of Global Air 2024 dell’Health Effects Institute attribuisce all’inquinamento atmosferico circa 8,1 milioni di decessi (dato 2021), con bambini, anziani e persone con patologie pregresse tra i più esposti. A pesare non è solo il bilancio sanitario: la Banca Mondiale stima in 8,1 trilioni di dollari, pari al 6,1% del PIL globale, il costo dei danni sanitari da inquinamento atmosferico nel 2019. Indicatore Valore Fonte (anno) Popolazione esposta ad aria oltre le linee guida ~99% OMS Decessi annui attribuibili all’inquinamento ~8,1 milioni State of Global Air / HEI (2021) Costo dei danni sanitari 8,1 trilioni USD (6,1% PIL) Banca Mondiale (2019) Obiettivo di riduzione decessi –50% entro il 2040 OMS (2025) Il tema si inserisce in un quadro internazionale in evoluzione: nel 2025 l’Assemblea mondiale della sanità dell’OMS ha fissato un obiettivo volontario di dimezzare entro il 2040 i decessi prematuri causati dall’inquinamento atmosferico. In assenza di interventi incisivi, le proiezioni indicano invece un aumento delle morti premature superiore al 50% entro il 2050. Come partecipare L’edizione 2026 invita istituzioni, imprese e cittadini a condividere le proprie azioni sui canali social con l’hashtag #CleanAirDay. Informazioni e materiali ufficiali sono disponibili sul sito della campagna, cleanairblueskies.org. FAQ Giornata mondiale dell’aria pulita Quando si celebra la Giornata mondiale dell’aria pulita 2026? Il 7 settembre 2026, settima edizione della ricorrenza istituita dall’ONU nel 2019 e celebrata per la prima volta nel 2020. Qual è il tema dell’edizione 2026? “Clean Air for Climate Action”, incentrato sul valore economico dell’azione integrata su inquinamento atmosferico e clima. Che cos’è il report UNEP presentato quest’anno? Uno Spotlight Report UNEP-CCAC (Hidden assets) basato sul Global Economic Assessment of Integrated Climate and Clean Air Action, che valuta costi e benefici di 25 misure integrate e le relative riforme di policy e finanziamento. Perché il tema interessa il settore energetico ed edilizio? Perché ridurre la combustione di fonti fossili tramite efficienza energetica, elettrificazione e retrofit degli edifici abbatte insieme inquinanti atmosferici ed emissioni climalteranti, con benefici sanitari ed economici quantificabili. Quanto costa l’inquinamento atmosferico all’economia? Secondo la Banca Mondiale, 8,1 trilioni di dollari l’anno (dato 2019), pari al 6,1% del PIL globale. 7/9/2025 Giornata Internazionale dell’Aria Pulita per i Cieli Blu, Racing for Air Il 7 settembre è la Giornata Internazionale dell’Aria Pulita per i Cieli Blu: il tema della sesta edizione, “Racing for Air”, sottolinea la necessità di accelerare le soluzioni e l’azione collettiva per garantire aria pulita a tutti. Il tema scelto per il 2025, “Racing for Air“, vuole essere un invito ad accelerare le azioni collettive collegando l’aria pulita allo sport, alla performance, alla resistenza e all’equità sociale. La campagna punta a spostare la narrazione dai problemi alle soluzioni, dimostrando come investire nella qualità dell’aria porti benefici concreti per la salute, per l’economia e per la coesione delle comunità. La qualità dell’aria è un problema globale: il 99% della popolazione mondiale respira aria inquinata. Eppure è possibile invertire questa tendenza e garantire un futuro più sano per tutti, ma bisogna agire in fretta. È necessario implementare misure concrete e innovative per ridurre le emissioni, soprattutto nei settori energetico e industriale. Ridurre le emissioni di metano, ad esempio, potrebbe portare a un risparmio economico che varia tra i 4 e i 33 miliardi di dollari, mentre il costo dell’inazione è impressionante: l’inquinamento atmosferico costa all’economia globale circa 8,1 trilioni di dollari all’anno, pari al 6,1% del PIL globale. Qualità dell’aria e clima: l’allarme del bollettino WMO Proprio in occasione della Giornata internazionale per i cieli azzurri del 7 settembre è stato presentato un nuovo bollettino WMO sulla qualità dell’aria e sul clima che mostra come inquinamento e riscaldamento globale si alimentino a vicenda. La combustione dei combustibili fossili e altre attività umane rilasciano sostanze che non solo peggiorano la salute delle persone, ma intensificano anche il riscaldamento globale. Come sottolinea Ko Barrett, Vice Segretaria generale della WMO: «Il cambiamento climatico e la qualità dell’aria vanno affrontati insieme, perché sono due facce della stessa medaglia e incidono direttamente sulla vita delle persone e sulla resilienza dei nostri territori». Aerosol, incendi e nebbia invernale: un circolo che si autoalimenta Il Bollettino mette in luce l’impatto delle particelle fini, note come aerosol, che possono riscaldare o raffreddare l’atmosfera a seconda della loro composizione. Carbonio nero e marrone, ad esempio, intrappolano il calore e accelerano lo scioglimento dei ghiacciai, mentre i solfati riflettono temporaneamente la radiazione solare ma contribuiscono a piogge acide. Le dinamiche si complicano ulteriormente con fenomeni come gli incendi boschivi, che rilasciano grandi quantità di particolato e rendono l’aria irrespirabile a migliaia di chilometri di distanza, o la nebbia invernale nella pianura Indo-Gangetica, che non è più un semplice evento meteorologico ma un segnale evidente dell’impatto delle attività umane. Il report segnala come i livelli di PM2.5 stiano calando in alcune aree come la Cina orientale, grazie a misure di mitigazione persistenti, mentre in altre, come il nord dell’India o il bacino amazzonico, restano elevati o in aumento a causa di incendi e siccità. L’aria inquinata continua così a generare rischi sanitari, economici e ambientali sempre più gravi. Le ondate di calore e la siccità che alimentano roghi in Canada, Siberia o Sud America hanno ripercussioni dirette sulla salute e sull’economia anche a migliaia di chilometri di distanza. Per questo la WMO sottolinea la necessità di rafforzare le infrastrutture di monitoraggio atmosferico, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove le reti di osservazione a terra sono ancora scarse. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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