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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle La nuova geografia dell’energia mondiale L’era dell’elettricità: investimenti, reti e resilienzaOECD Europe: elettrificazione, rinnovabili e sicurezza dell’approvvigionamentoFAQ – World Energy Outlook 2025Cosa distingue i tre scenari del WEO-2025?Quali sono i trend comuni a tutti gli scenari?Quali aree guideranno la crescita della domanda energetica?Quali rischi emergono per la sicurezza energetica globale?È ancora possibile rispettare la soglia di 1,5°C? Il World Energy Outlook 2025 (WEO-2025) dell’IEA, principale riferimento globale per l’analisi dei mercati e delle politiche energetiche, fotografa un mondo esposto a rischi senza precedenti che coinvolgono non solo petrolio e gas, ma anche minerali critici, reti elettriche, tecnologie digitali e intelligenza artificiale. L’energia, sottolinea l’International Energy Agency, è oggi al centro delle dinamiche geopolitiche e rappresenta una questione di sicurezza economica e nazionale. Il rapporto invita i governi a perseguire maggiore diversificazione delle forniture e aumentare la cooperazione internazionale, richiamando lo stesso spirito di collaborazione che, dopo la crisi petrolifera del 1973, portò alla nascita dell’Agenzia. “Non c’è mai stato un momento nella storia recente in cui le tensioni sulla sicurezza energetica abbiano coinvolto così tanti combustibili e tecnologie contemporaneamente,” ha dichiarato Fatih Birol, Direttore esecutivo dell’IEA. La nuova geografia dell’energia mondiale Il WEO-2025 non formula previsioni ma costruisce tre scenari analitici – Stated Policies (STEPS), Announced Pledges (APS) e Net Zero Emissions (NZE) – che permettono di valutare le implicazioni delle diverse scelte politiche, tecnologiche e d’investimento su sicurezza, accessibilità e riduzione delle emissioni. Nonostante le differenze, gli scenari condividono tre tendenze trasversali: una crescita strutturale della domanda di servizi energetici (mobilità, climatizzazione, illuminazione, processi industriali e data-driven); il predominio del solare fotovoltaico e dell’elettrificazione come motori della transizione; la necessità di potenziare la resilienza delle infrastrutture per far fronte a rischi fisici e digitali. Negli ultimi dieci anni la Cina ha rappresentato il 50% della crescita globale della domanda di petrolio e gas e il 60% di quella elettrica, ma il baricentro energetico si sta spostando verso India, Sud-Est asiatico, Medio Oriente, Africa e America Latina. Queste economie emergenti stanno assumendo un ruolo centrale nella nuova geografia dell’energia mondiale, mentre le economie avanzate affrontano nuovi stress legati alla digitalizzazione e all’uso crescente di energia nei servizi. Parallelamente, la concentrazione delle filiere dei minerali critici – indispensabili per reti elettriche, batterie, veicoli elettrici e microprocessori – rappresenta oggi una vulnerabilità chiave. Un solo Paese controlla circa il 70% della raffinazione globale di 19 su 20 minerali strategici, con livelli di concentrazione crescenti per nichel e cobalto. L’IEA sottolinea che invertire questa tendenza richiederà tempi lunghi e un deciso intervento dei governi. L’era dell’elettricità: investimenti, reti e resilienza L’elettricità è al centro della nuova economia globale. In tutti gli scenari del WEO-2025, la domanda elettrica cresce più rapidamente del consumo energetico complessivo, e per la prima volta l’aumento non è limitato ai Paesi in via di sviluppo. La crescita vertiginosa dei data center e dell’intelligenza artificiale sta infatti trainando la domanda anche nelle economie avanzate. Gli investimenti globali in infrastrutture digitali sono stimati a 580 miliardi di dollari nel 2025, superando per la prima volta la spesa per la produzione petrolifera (540 miliardi di dollari). Come evidenzia Birol, “l’età dell’elettricità è già iniziata”: l’elettricità rappresenta solo il 20% dei consumi finali globali, ma già il 50% degli investimenti complessivi nel settore energetico. È la fonte dominante per oltre il 40% del PIL mondiale e per la quasi totalità dei consumi domestici. Questa trasformazione, tuttavia, procede in modo asimmetrico. Dal 2015, gli investimenti nella generazione elettrica sono aumentati di quasi il 70%, mentre la spesa per reti di trasmissione e distribuzione è cresciuta a meno della metà. Tale divario minaccia la stabilità dei sistemi elettrici, rendendo urgente il rafforzamento delle infrastrutture di rete, dello stoccaggio e della flessibilità del sistema. Le energie rinnovabili, guidate dal solare fotovoltaico, restano il vettore di crescita più rapido in tutti gli scenari, mentre il nucleare torna a crescere per la prima volta dopo vent’anni di stallo: entro il 2035 la capacità mondiale aumenterà di almeno un terzo, grazie sia agli impianti di grande scala sia agli Small Modular Reactors (SMR). Nel frattempo, nel breve periodo, i mercati di petrolio e gas appaiono in fase di relativo equilibrio, grazie ai nuovi progetti di estrazione e di esportazione di GNL, ma restano esposti a forti incertezze geopolitiche. I mercati del greggio rimangono stabili (60–65 dollari al barile), mentre la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) è destinata a crescere di 300 miliardi di m³ entro il 2030, con circa il 50% della nuova capacità negli Stati Uniti e il 20% in Qatar. Tuttavia, l’IEA avverte che una domanda più alta o politiche di transizione indebolite potrebbero rapidamente erodere questi margini di sicurezza. Sul piano sociale, il rapporto evidenzia che 730 milioni di persone vivono ancora senza elettricità e 2 miliardi utilizzano sistemi di cottura inquinanti. Il nuovo scenario del WEO-2025 definisce una roadmap Paese per Paese per raggiungere l’accesso universale all’elettricità entro il 2035 e alla cottura pulita entro il 2040, con il GPL come vettore di transizione chiave. Sul fronte climatico, il documento riconosce che in tutti gli scenari il riscaldamento globale supererà temporaneamente la soglia di 1,5 °C, ma lo scenario Net Zero prevede un ritorno sotto questo limite nel lungo periodo, a condizione di un’azione accelerata e coordinata. Le infrastrutture energetiche, infine, affrontano crescenti rischi fisici e informatici: nel 2023 oltre 200 milioni di famiglie nel mondo hanno subito interruzioni dovute a eventi climatici estremi o cyberattacchi, con l’85% dei danni concentrato sulle reti elettriche. Per questo l’IEA individua la resilienza come il nuovo pilastro della sicurezza energetica, al pari di accessibilità, sostenibilità e competitività. OECD Europe: elettrificazione, rinnovabili e sicurezza dell’approvvigionamento Nell’area OECD Europe, che comprende i Paesi dell’Unione Europea, il Regno Unito, la Svizzera e la Turchia, il World Energy Outlook 2025 delinea una fase di profonda trasformazione energetica. Dopo due anni di volatilità seguiti alla crisi russo-ucraina, l’Europa ha rafforzato la diversificazione delle forniture, riducendo in modo strutturale la dipendenza dal gas russo e ampliando la capacità di importazione di gas naturale liquefatto, con nuovi terminal operativi in Italia, Germania, Grecia e Paesi Bassi. Nel complesso, si prevede un calo della domanda primaria di energia dell’area del 15-20% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2022 nello scenario Stated Policies (STEPS), grazie a politiche di efficienza e alla diffusione di tecnologie elettriche nei settori residenziale e industriale. Tuttavia, il WEO segnala un aumento strutturale del fabbisogno di servizi energetici, legato all’espansione di data center, mobilità elettrica e climatizzazione, che richiederà una crescita accelerata della generazione rinnovabile. Sul fronte elettrico, la quota di rinnovabili nel mix di produzione ha superato il 45% già nel 2024 e, secondo le proiezioni IEA, raggiungerà circa il 70% nel 2035 nello scenario APS e oltre l’80% nello scenario Net Zero (NZE). Il solare fotovoltaico guida la crescita con un incremento medio annuo del 10-12%, seguito dall’eolico onshore e offshore, che insieme copriranno oltre metà della produzione elettrica entro il 2040. L’energia nucleare, dopo anni di stagnazione, mostra segnali di recupero in Francia, Regno Unito, Finlandia e Paesi dell’Est Europa, dove nuovi progetti e Small Modular Reactors (SMR) contribuiscono alla stabilità del sistema. Il consumo di gas naturale si riduce in tutti gli scenari, ma con intensità diversa. Sul piano delle emissioni, l’area OECD Europe è tra le poche regioni al mondo dove le emissioni di CO₂ sono già in calo strutturale, con una riduzione di oltre il 35% rispetto ai livelli del 2005. Il WEO-2025 prevede che entro il 2035 le emissioni scenderanno sotto i 2,3 Gt CO₂, contro i 2,9 Gt del 2022, grazie soprattutto al phase-out del carbone e alla decarbonizzazione del mix elettrico. La sfida principale resta l’adeguamento delle reti e delle infrastrutture di stoccaggio. L’IEA evidenzia che gli investimenti europei in reti di trasmissione e distribuzione, pur in crescita, non tengono il passo della rapida espansione del parco rinnovabile. La rete europea dovrà integrare una quota crescente di generazione distribuita, accumuli e interconnessioni transfrontaliere per garantire la stabilità dei sistemi nazionali. In questo contesto, l’Italia si colloca tra i Paesi con il maggiore potenziale di hub energetico mediterraneo, sia per capacità GNL sia per interconnessioni con Nord Africa e Balcani. FAQ – World Energy Outlook 2025 Cosa distingue i tre scenari del WEO-2025? Lo STEPS riflette le politiche attuali, l’APS integra gli impegni annunciati ma non pienamente attuati, mentre il NZE delinea il percorso verso la neutralità climatica al 2050. Quali sono i trend comuni a tutti gli scenari? Crescita della domanda di servizi energetici, prevalenza dell’elettricità e del solare, e attenzione crescente alla resilienza dei sistemi. Quali aree guideranno la crescita della domanda energetica? India, Sud-Est asiatico, Medio Oriente, Africa e America Latina: economie che prenderanno il posto della Cina come principali motori di consumo. Quali rischi emergono per la sicurezza energetica globale? Alta concentrazione dei minerali critici, vulnerabilità delle reti elettriche a eventi climatici e cyberattacchi, oltre alle tensioni geopolitiche sui mercati di petrolio e gas. È ancora possibile rispettare la soglia di 1,5°C? Secondo l’IEA, il limite sarà temporaneamente superato, ma un percorso di azzeramento delle emissioni entro metà secolo può riportare la temperatura globale sotto 1,5°C nel lungo periodo. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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