UE, fotovoltaico in frenata: raggiunto il target 2025 ma il traguardo 2030 si allontana

Il nuovo EU Solar Market Outlook 2025-2030 conferma che l’Europa ha raggiunto l’obiettivo fotovoltaico di metà decennio, ma registra il primo rallentamento dopo anni di crescita. Installazioni in calo, mercato residenziale in sofferenza, utility-scale sotto pressione e un target 2030 che si allontana delineano un quadro complesso, che richiede politiche strutturali su flessibilità, reti, accumulo e sostegno ai tetti fotovoltaici.

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UE, fotovoltaico in frenata: raggiunto il target 2025 ma il traguardo 2030 si allontana

Dopo un decennio di crescita quasi ininterrotta, il fotovoltaico europeo entra in una nuova fase, segnata dal primo arretramento annuale dal 2016. È quanto emerge dall’EU Solar Market Outlook 2025-2030, il rapporto pubblicato da SolarPower Europe che analizza l’evoluzione del comparto fotovoltaico nel Vecchio Continente e ne delinea gli scenari futuri.

L’Europa supera la soglia dei 406 GW di capacità totale installata entro il 2025, raggiungendo l’obiettivo fissato dalla Strategia Solare europea ( 400 GW); tuttavia, l’andamento del mercato mostra una contrazione che rischia di compromettere il percorso verso i 750 GW previsti entro il 2030, con uno scostamento stimato fino a 30 GW.

Secondo le previsioni l'UE non raggiungerà il suo obiettivo fotovoltaico di 750 GW per il 2030.
Secondo le previsioni l’UE non raggiungerà il suo obiettivo fotovoltaico di 750 GW per il 2030. Fonte SolarPower Europe

Il settore cambia fisionomia: il segmento residenziale perde quota, i grandi impianti utility-scale diventano predominanti ma soffrono dinamiche di prezzo sfavorevoli, la domanda non tiene il passo delle ambizioni climatiche europee e diversi Paesi registrano un sensibile indebolimento delle installazioni annuali. In questo scenario, la governance energetica europea è chiamata a un intervento deciso per rilanciare il ritmo di crescita e sostenere una transizione ormai matura, ma non ancora strutturalmente stabile.

Come ha spiegato Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe, “Abbiamo raggiunto il traguardo 2025, ma il mercato si è fermato proprio quando l’accelerazione sarebbe essenziale. il 13% dell’elettricità europea è stata alimentata a energia solare nel 2025. È necessario implementare quadri regolatori solidi su elettrificazione, flessibilità e sistemi di accumulo per garantire che il solare continui a guidare la transizione energetica europea”.

Il mercato solare europeo rallenta: cause, dinamiche e nuovi equilibri

Secondo il report, nel 2025 l’Unione Europea installerà 65,1 GW di nuova capacità fotovoltaica, una cifra leggermente inferiore ai 65,6 GW del 2024, pari a una contrazione dello 0,7%; si tratta del primo anno dal 2016 in cui l’UE ha installato meno energia solare rispetto all’anno precedente. Il rallentamento non è episodico: le proiezioni indicano che il trend negativo continuerà nel 2026 e 2027, per poi vedere una ripresa solo dal 2028 con un progressivo ritorno ai livelli attuali di installazioni attorno al 2030.

Il mercato fotovoltaico europeo rallenta nel 2025
Fonte SolarPower Europe

La decelerazione avviene in un contesto in cui la domanda elettrica, pur sostenuta dalla spinta alla decarbonizzazione, non registra la crescita prevista nel post-crisi energetica. Il raffreddamento del mercato retail e l’assenza di segnali di prezzo sufficientemente incentivanti per famiglie e PMI stanno limitando l’adozione del fotovoltaico su tetto, storicamente una delle componenti più dinamiche dell’espansione solare europea.

Il segmento residenziale in sofferenza

Tra i dati più significativi evidenziati dal report, emerge il netto ridimensionamento della capacità installata nel settore domestico. Dopo aver rappresentato il 28% delle nuove installazioni nel 2023, il residenziale scende al 14% nel 2025, riflettendo chiaramente la fine degli schemi di supporto introdotti durante la crisi energetica e la percezione di una minore pressione sui prezzi dell’energia.

Questa dinamica pesa in maniera rilevante sulla traiettoria complessiva del mercato, poiché il settore residenziale ha costituito per anni un motore di diffusione distribuita del fotovoltaico, con un effetto positivo anche in termini di resilienza e diversificazione.

Utility-scale oltre il 50% ma sotto pressione: profittabilità in calo

Per la prima volta, gli impianti utility-scale superano il 50% della nuova capacità installata nell’Unione Europea. È una soglia simbolica che testimonia il crescente ruolo dei progetti di grande taglia nel mix rinnovabile europeo. Tuttavia, il report evidenzia come questi impianti stiano affrontando condizioni economiche più complesse, dovute a un numero crescente di ore a prezzo negativo nei mercati all’ingrosso.

L’espansione delle rinnovabili variabili, se non accompagnata da un potenziamento dei sistemi di accumulo e della flessibilità energetica, genera infatti una maggiore volatilità dei prezzi, riducendo i margini di ricavo dei grandi operatori e frenando i nuovi investimenti. Nel medio periodo, questa criticità rischia di limitare la capacità del settore di contribuire agli obiettivi climatici europei.

Andamento fotovoltaico in Europa tra residenziale, commerciale e utility scale
Andamento fotovoltaico in Europa tra residenziale, commerciale e utility scale. Fonte SolarPower Europe

Le performance dei Paesi UE: top market stabili, ingressi inediti e arretramenti importanti

Il report mostra un panorama frammentato, nel quale alcuni Paesi mantengono la propria leadership mentre altri registrano rallentamenti significativi. Germania e Spagna restano i due mercati più forti, trainati soprattutto da progetti utility-scale. La Francia supera l’Italia e si posiziona al terzo posto per nuove installazioni, sostenuta da un forte sviluppo del comparto commerciale e dei grandi impianti a terra.

L’Italia, secondo quanto riportato nel comunicato e nel dataset di scenario, sperimenta un indebolimento del settore rooftop, dovuto alla conclusione del Superbonus. Questo calo contribuisce al peggioramento del posizionamento del Paese nella graduatoria europea.

Paesi con più installazioni fotovoltaiche nel 2025
Fonte SolarPower Europe

Il report evidenzia inoltre l’ingresso di Romania e Bulgaria nella top 10 europea, grazie a tassi di crescita particolarmente intensi e a scadenze stringenti legate ai fondi di ripresa nazionale. All’opposto, i Paesi Bassi retrocedono sensibilmente, riflettendo una contrazione marcata delle installazioni residenziali.

Un 2030 più distante: cosa serve davvero all’Europa per rilanciare il fotovoltaico

Verso un nuovo paradigma energetico basato su flessibilità, reti e accumulo

Sebbene il target dei 406 GW installati entro il 2025 sia stato raggiunto, il percorso verso i 750 GW al 2030 appare oggi più complesso. Nel “most-likely scenario”, SolarPower Europe stima che l’Unione Europea arriverà a 718 GW, con un gap significativo rispetto alle ambizioni delineate dal Green Deal.

Il report indica con chiarezza alcune priorità strategiche, a partire dalla necessità di ridefinire il concetto di sicurezza energetica su basi rinnovabili, accelerando l’elettrificazione dei consumi finali e garantendo sistemi di flessibilità adeguati a integrare quote crescenti di solare e vento. È fondamentale una revisione sostanziale delle procedure autorizzative, ancora oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo dei nuovi impianti.

Il sostegno al mercato dei tetti solari diventa un altro elemento imprescindibile per raggiungere gli obiettivi europei, così come la creazione di una filiera produttiva resiliente, capace di competere globalmente e ridurre le dipendenze critiche.

L’Europa ha dimostrato di poter accelerare, ma ora deve consolidare le basi di un sistema energetico coerente con il mix rinnovabile che sta costruendo. Il 2030, secondo SolarPower Europe, non è irraggiungibile, ma richiede un intervento politico deciso e coordinato.

Faq Fotovoltaico in Europa

Perché nel 2025 il mercato fotovoltaico europeo è rallentato?

Il rallentamento è il risultato di un contesto energetico e macroeconomico diverso da quello degli anni della crisi energetica. Con la diminuzione della pressione sui prezzi dell’energia, molti Paesi hanno ridotto o rimodulato gli incentivi per gli impianti su tetto, provocando una contrazione significativa del segmento residenziale. Parallelamente, i grandi impianti utility-scale stanno affrontando un numero crescente di ore con prezzi negativi sul mercato elettrico, che riduce la profittabilità e rallenta la pipeline dei progetti. Il risultato è un mercato meno dinamico rispetto agli anni immediatamente precedenti, pur restando su valori elevati in termini assoluti.

L’Europa ha raggiunto il target solare nel 2025?

Sì. Secondo l’EU Solar Market Outlook 2025-2030, la capacità totale installata nell’Unione Europea raggiunge i 406 GW entro la fine del 2025. Questo traguardo permette all’Europa di centrare l’obiettivo fissato nella Strategia Solare del 2022, che prevedeva 400 GW entro il 2025. È un risultato importante dal punto di vista simbolico e politico, ma non sufficiente a garantire automaticamente il raggiungimento del target successivo.

Riusciremo a raggiungere i 750 GW solari previsti dalla Strategia 2030?

Le proiezioni attuali indicano che l’Unione Europea potrebbe non arrivare ai 750 GW previsti. Lo scenario più probabile delineato dal report stima un massimo di 718 GW entro il 2030, con uno scarto causato soprattutto dal rallentamento delle installazioni nei prossimi due anni. Per colmare questo divario, è necessario intervenire sulle barriere autorizzative, accelerare la digitalizzazione della rete, sostenere l’accumulo e rafforzare gli strumenti dedicati al fotovoltaico su tetto, in particolare quello residenziale.

Perché il fotovoltaico residenziale è in calo?

La flessione deriva principalmente dalla fine dei programmi straordinari di sostegno introdotti durante la crisi energetica. Molte famiglie percepiscono oggi una minore urgenza economica nell’installare un impianto fotovoltaico, mentre in diversi Paesi gli incentivi sono stati ridimensionati o i meccanismi di autoconsumo resi meno vantaggiosi. La combinazione di questi fattori ha portato la quota del residenziale dal 28% nel 2023 al 14% nel 2025, secondo i dati del report. Questa tendenza incide fortemente sulla crescita distribuita del solare, essenziale per gli obiettivi climatici europei.

Perché i grandi impianti utility-scale stanno crescendo ma sono meno redditizi?

Gli impianti a terra continuano a essere installati perché rappresentano la soluzione più immediata per aumentare rapidamente la capacità rinnovabile. Tuttavia, l’integrazione massiva di solare ed eolico nel sistema elettrico sta producendo una maggiore volatilità, con un aumento delle ore a prezzo zero o negativo. Queste condizioni mettono sotto pressione i modelli di business tradizionali basati sulla vendita dell’energia prodotta. Senza un potenziamento dello storage, della flessibilità e delle interconnessioni, il rischio è una progressiva erosione della profittabilità dei grandi operatori.

Quali sono i Paesi che stanno crescendo di più e quali stanno rallentando?

Il report conferma che la Germania e la Spagna continuano a guidare il mercato europeo. La Francia supera l’Italia grazie alla forte spinta del settore commerciale e utility-scale, mentre Romania e Bulgaria entrano per la prima volta nella top 10 grazie a tassi di crescita particolarmente elevati. I Paesi Bassi invece arretrano sensibilmente, con un calo delle installazioni residenziali che incide in modo determinante sulle classifiche europee. Per l’Italia il documento segnala un rallentamento soprattutto nel segmento rooftop, legato alla conclusione delle misure straordinarie di supporto.

Quali interventi servono per rilanciare la crescita del fotovoltaico europeo?

La priorità indicata dal report è una revisione profonda delle politiche di sistema. È necessario rafforzare la flessibilità della rete, accelerare le procedure autorizzative, potenziare gli strumenti di supporto all’autoconsumo e rendere più stabile il quadro incentivante per famiglie e imprese. Un ruolo determinante sarà svolto dai sistemi di accumulo, indispensabili per gestire l’aumento delle rinnovabili variabili e ridurre le ore a prezzo negativo che erodono la redditività dei progetti utility-scale. Allo stesso tempo, l’Europa deve investire in una filiera solare più resiliente, capace di sostenere la domanda prevista nei prossimi anni.

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