Intacture, in Val di Non il primo data center europeo in una miniera attiva

SCHNEIDER ELECTRIC

In Val di Non ha aperto Intacture, il primo data center europeo realizzato dentro una miniera attiva. Sviluppato per oltre l’80% in ambiente ipogeo, azzera il consumo di suolo in superficie e punta su geotermia naturale, free-cooling e raffreddamento senza acqua. Il cuore tecnologico porta la firma di IN-SITE e Schneider Electric, con l’obiettivo di un PUE inferiore a 1,25.

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Intacture, in Val di Non il primo data center europeo in una miniera attiva

Un data center scavato nella roccia delle Alpi, a cento metri di profondità, dentro una miniera che continua a lavorare in superficie. È l’idea che ha preso forma in Val di Non con Intacture, inaugurato il 23 giugno 2026, primo impianto di questo tipo in Europa realizzato all’interno di una miniera attiva.

Il progetto, ideato da Trentino DataMine, nasce da una collaborazione pubblico-privato con il coordinamento scientifico dell’Università di Trento. È finanziato dal PNRR, nell’ambito della Missione 4, per un importo di 18,4 milioni di euro.

L’infrastruttura si sviluppa per oltre l’80% in ambiente ipogeo: una scelta che azzera il consumo di suolo in superficie e offre una protezione naturale rispetto a eventi climatici esterni e a rischi per la sicurezza.

Un sito ipogeo che garantisce efficienza

La collocazione sotterranea è il fattore che incide di più sui consumi. La miniera garantisce temperature naturalmente stabili intorno ai 12 °C per tutto l’anno, e la posizione in una valle alpina consente il free-cooling naturale per circa il 75% dell’anno.

In pratica, per buona parte dell’anno il raffreddamento dei server può avvenire sfruttando le condizioni ambientali, riducendo il fabbisogno energetico che generalmente pesa in misura rilevante sulla bolletta di un data center.

Intacture, in Val di Non il primo data center europeo in una miniera attiva

Alimentato al 100% da fonti rinnovabili, l’impianto punta a un PUE (Power Usage Effectiveness) inferiore a 1,25, a fronte di una media sudeuropea indicata in 1,6. Il PUE misura quanta energia serve per alimentare i sistemi di supporto — raffreddamento, illuminazione, alimentazione ausiliaria — rispetto a quella assorbita direttamente dalle apparecchiature IT: più il valore si avvicina a 1, più l’infrastruttura è efficiente.
Oltre al profilo tecnologico, Intacture ha una capacità scalabile fino a 6 MW e si propone come polo per la ricerca e l’innovazione in intelligenza artificiale, energia e scienze della vita.

Il cuore tecnologico: efficienza energetica e zero consumo idrico

La progettazione dell’architettura integrata è della società di ingegneria IN-SITE, mentre Schneider Electric ha lavorato allo sviluppo in qualità di Energy Technology Partner. L’impianto poggia su un’idea di efficienza che nasce dalla gestione coordinata dei singoli componenti, più che dalla somma di prestazioni isolate.

Il cuore tecnologico di Intacture: efficienza energetica e zero consumo idrico

Quadri senza SF6 e continuità elettrica fino al 99%

La distribuzione di media tensione utilizza quadri SM AirSeT a isolamento in aria pura, che eliminano il ricorso all’SF6, l’esafluoruro di zolfo tradizionalmente impiegato nel settore come isolante. È un gas con un potenziale di riscaldamento globale molto elevato e una persistenza in atmosfera di migliaia di anni: il Regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati, in vigore dall’11 marzo 2024, ne prevede l’eliminazione progressiva e vieta dal 1° gennaio 2026 la messa in funzione di quadri di media tensione fino a 24 kV che lo impiegano. La continuità elettrica è affidata agli UPS trifase Galaxy VL, che grazie alla modalità eConversion raggiungono livelli di efficienza fino al 99%, riducendo dispersioni termiche e sprechi.

Raffreddamento a impatto zero e controllo digitale

La gestione termica combina scambiatori di calore acqua-acqua a circuito chiuso e chiller con compressori centrifughi a levitazione magnetica Turbocor, alimentati da refrigeranti a basso impatto ambientale e progettati per lavorare in armonia con le temperature della roccia. Ciò assicura il raffreddamento dei server senza consumo di acqua, un dato non secondario per un’infrastruttura energivora come un data center. La supervisione è affidata alla piattaforma EcoStruxure IT (DCIM), che abilita il controllo da remoto e integra strumenti di simulazione in tempo reale (digital twin) per prevedere i carichi di lavoro a cento metri di profondità, affiancata da sistemi SCADA e BMS per la gestione degli asset e dell’edificio.

Voce Dato
Inaugurazione 23 giugno 2026
Localizzazione Val di Non (Trentino), miniera attiva
Sviluppo ipogeo oltre l’80%
Finanziamento PNRR – Missione 4, 18,4 milioni di €
Coordinamento scientifico Università di Trento
Alimentazione 100% rinnovabili
Temperatura del sito ~12 °C stabili tutto l’anno
Free-cooling naturale ~75% dell’anno (dichiarato)
PUE obiettivo < 1,25 (media sudeuropea 1,6)
Consumo idrico per raffreddamento zero
Capacità scalabile fino a 6 MW
Partner tecnologici IN-SITE (progettazione), Schneider Electric (sviluppo)

FAQ Intacture: data center in una miniera attiva

Che cos’è Intacture e dove si trova?

Intacture è un data center sotterraneo inaugurato il 23 giugno 2026 in Val di Non, in Trentino. È stato ideato da Trentino DataMine, con il coordinamento scientifico dell’Università di Trento, ed è il primo data center europeo realizzato all’interno di una miniera attiva. Si sviluppa per oltre l’80% in ambiente ipogeo.

Perché costruire un data center dentro una miniera?

La collocazione sotterranea azzera il consumo di suolo in superficie e offre protezione naturale da eventi climatici e rischi di sicurezza. Garantisce inoltre temperature stabili intorno ai 12 °C tutto l’anno, che insieme al clima alpino consentono il free-cooling per circa il 75% dell’anno, riducendo l’energia necessaria al raffreddamento dei server.

Quanto è efficiente Intacture dal punto di vista energetico?

L’obiettivo dichiarato è un PUE inferiore a 1,25, contro una media sudeuropea di 1,6. L’impianto è alimentato al 100% da fonti rinnovabili e raffredda i server senza consumo di acqua, grazie a scambiatori acqua-acqua a circuito chiuso e chiller a levitazione magnetica.

Perché Intacture non utilizza il gas SF6?

L’SF6 è un gas isolante usato nei quadri elettrici, con un potenziale di riscaldamento globale molto elevato. Il Regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati ne prevede l’eliminazione progressiva, con il divieto di messa in funzione dei quadri di media tensione fino a 24 kV dal 1° gennaio 2026. Intacture adotta quadri SM AirSeT a isolamento in aria pura, privi di SF6.

A cosa servirà Intacture e qual è la sua capacità?

Il data center ha una capacità scalabile fino a 6 MW e offrirà servizi di elaborazione dati, ponendosi anche come polo per la ricerca e l’innovazione in ambiti come intelligenza artificiale, energia e scienze della vita, con un ruolo di volano per le filiere economiche locali.

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