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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Le rinnovabili diventano la prima fonte di generazione elettricaIl fotovoltaico supera l’eolicoPrezzi all’ingrosso sotto pressione, con effetti diversi tra i mercatiPrezzi negativi e spread intraday La domanda mondiale di elettricità crescerà del 3,6% nel 2026 e del 3,8% nel 2027, dopo il 3% registrato nel 2025. Lo segnala l’Electricity Mid-Year Update 2026, pubblicato il 23 luglio dall’International Energy Agency (IEA), che aggiorna il report Electricity 2026 di febbraio alla luce dello shock sui mercati del gas innescato dal conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni alle spedizioni di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz. Nonostante costi di generazione più elevati e misure emergenziali di contenimento dei consumi in alcune aree, i consumi elettrici globali sono attesi a 30.700 TWh nel 2027, contro i 28.600 TWh del 2025, sostenuti in particolare da crescita industriale, condizionamento, pompe di calore, veicoli elettrici e data center. La perdita temporanea di quasi il 20% dell’offerta globale di GNL ha generato forte volatilità, portando i prezzi del gas in Asia e in Europa ai massimi dalla crisi energetica del 2022-2023, ma i nuovi progetti di liquefazione, in particolare in Nord America, hanno alleggerito la tensione sul mercato. In diversi Paesi asiatici ed europei si è verificato uno switch dal gas al carbone, mentre la crescita delle rinnovabili ha diversificato il mix, contribuendo alla sicurezza degli approvvigionamenti. L’IEA segnala però rischi al ribasso legati al quadro geopolitico e alla revisione delle stime di crescita globale operate dal Fondo monetario internazionale, scese dal 3,3% al 3,0% per il 2026. Le rinnovabili diventano la prima fonte di generazione elettrica Dopo aver raggiunto la sostanziale parità nel 2025, la generazione da fonti rinnovabili supera quella da carbone nel 2026. La produzione da FER dovrebbe crescere di oltre l’8% quest’anno e di circa il 9% nel 2027, portando la quota sul mix elettrico globale dal 33% del 2025 al 37% nel 2027. Parallelamente, si stima che il peso delle rinnovabili non programmabili (fotovoltaico ed eolico) passi dal 17% al 21%. L’Agenzia sottolinea che l’integrazione di quote crescenti di VRE – Variable Renewable Energy richiede espansione e ammodernamento delle reti, maggiore flessibilità di sistema, prezzi zonali capaci di orientare investimenti e consumi dove la rete ha capacità disponibile e un uso più efficiente delle infrastrutture esistenti. In Cina i tassi di curtailment* hanno raggiunto l’8,6% per l’eolico e il 9,4% per il solare nel primo trimestre 2026, un limite evidente alla capacità delle nuove installazioni di ridurre l’utilizzo del carbone. Il fotovoltaico supera l’eolico Il solare fotovoltaico resta il principale motore della crescita dell’offerta elettrica mondiale, con un incremento previsto del 23% nel 2026 e del 17% nel 2027. In termini assoluti la produzione aumenta di circa 610 TWh quest’anno, in linea con il record del 2025. Nel 2026 il fotovoltaico diventa così la seconda fonte rinnovabile per generazione dopo l’idroelettrico, superando l’eolico. La Cina pesa per circa metà dell’incremento globale, mentre India e altre economie asiatiche salgono dal 10% al 17% del contributo complessivo. Sul fronte fossile, la generazione a gas resta sostanzialmente uguale nel 2026 — il terzo anno senza crescita significativa nell’ultimo decennio, dopo il 2020 e il 2022 — mentre il carbone recupera l’1,4% ma ci si aspetta poi un calo nel 2027. Il nucleare cresce meno dell’1% quest’anno, frenato da ritardi nei nuovi reattori e da blocchi per manutenzione, ma accelererà oltre il 4,5% nel 2027. Indicatore (fonte IEA) 2025 2026 2027 Domanda elettrica mondiale (TWh) 28.583 29.606 30.737 Variazione annua della domanda +3,0% +3,6% +3,8% Generazione da rinnovabili (TWh) 10.720 11.627 12.731 Generazione da carbone (TWh) 10.823 10.974 10.893 Generazione da gas (TWh) 6.962 6.976 7.078 Generazione nucleare (TWh) 2.855 2.871 3.003 Emissioni CO2 del settore elettrico (Mt) 14.052 14.209 14.140 Intensità carbonica globale (g CO2/kWh) 435 – 410 Nota: i dati 2025 sono preliminari, 2026 e 2027 sono previsioni. La domanda è espressa al netto degli autoconsumi del settore elettrico, la generazione in valore lordo. Prezzi all’ingrosso sotto pressione, con effetti diversi tra i mercati Dall’inizio della crisi i prezzi spot del GNL in Asia hanno superato del 65% i livelli pre-crisi, il benchmark europeo TTF del 50%. La trasmissione ai mercati elettrici è stata però disomogenea e dipende da quanto i prezzi domestici del gas seguono i benchmark internazionali e da quante ore gli impianti a gas fissano il prezzo marginale. Nel secondo trimestre 2026 i prezzi all’ingrosso sono saliti di oltre il 30% su base annua nell’Unione europea e in Giappone, mentre sono rimasti stabili negli Stati Uniti e sono calati di circa il 45% in Australia, dove forte produzione rinnovabile e accumuli in rapida espansione hanno ridotto il ricorso al gas nelle ore di punta. Nel primo semestre la media UE si è attestata attorno a 105 USD/MWh, con un incremento del 15% su base annua. In Italia i prezzi sono cresciuti del 18%, in Germania del 17%, mentre la Francia è rimasta stabile per la migliore disponibilità del parco nucleare e la Spagna ha chiuso in calo del 16%. Per il secondo semestre si stima un rialzo medio del 25% nell’UE, con una punta del 35% nel quarto trimestre. Prezzi negativi e spread intraday Il report dedica ampio spazio a un fenomeno che riguarda progettisti, energy manager e operatori di mercato: la crescente incidenza dei prezzi negativi. Spagna: prezzi sotto zero nel 17% delle ore del primo semestre 2026, dal 10% dell’anno precedente; Francia in salita dal 6% all’8% Finlandia e Svezia: scese a circa l’1% dal 5-7% del 2025, grazie al mercato nordico automatizzato di bilanciamento e a nuove misure di flessibilità South Australia e Victoria: oltre il 20% delle ore, ma valori stabili rispetto al 2025 per effetto delle batterie installate Il 1° maggio, festivo in gran parte d’Europa, i prezzi hanno sfiorato i -500 EUR/MWh in Belgio, Germania, Francia, Paesi Bassi e Polonia; durante le ondate di calore di giugno lo spread tra minimi di mezzogiorno e picchi serali ha toccato 600 USD/MWh in diversi mercati. Sono condizioni che valorizzano storage, demand response e le risorse capaci di spostare produzione e consumi tra le ore della giornata. * Curtailment: riduzione volontaria e temporanea della produzione di un impianto rinnovabile rispetto all’energia effettivamente disponibile. Il tasso di curtailment indica la quota di produzione potenziale non immessa in rete, dovuta a congestioni di rete, eccesso di offerta rispetto alla domanda in determinate ore o vincoli di sicurezza del sistema elettrico. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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