Gas, l’IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione

Secondo il Gas Market Report Q3-2026 dell’IEA, la domanda mondiale di gas naturale quest’anno scenderà dello 0,5%: è la terza contrazione annuale in sette anni. Pesano la crisi dello Stretto di Hormuz, il crollo dell’export GNL da Qatar ed Emirati e prezzi ancora ben sopra i livelli 2025. Per l’Europa si profilano due anni di mercato più teso del previsto, con ricadute su bollette, scelte impiantistiche e strategie di efficienza energetica.

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Gas, l'IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione

Nel Gas Market Report Q3-2026, pubblicato il 7 luglio, l’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede una contrazione della domanda globale del gas naturale dello 0,5% nel 2026, trainata soprattutto dal minor consumo nei settori termoelettrico e industriale: sarebbe la terza flessione annuale registrata negli ultimi sette anni.

È un’inversione netta rispetto alle attese di inizio anno. Ancora a gennaio l’IEA stimava per il 2026 la crescita più rapida dell’offerta di GNL dal 2019, con un aumento superiore al 7% (oltre 40 miliardi di metri cubi) destinato a sostenere una domanda in accelerazione, guidata da Cina e mercati asiatici emergenti. Il conflitto in Medio Oriente ha ribaltato lo scenario: la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz a inizio marzo ha sottratto al mercato quasi il 20% dell’offerta mondiale di gas naturale liquefatto, spingendo i prezzi in Asia e in Europa ai massimi dalla crisi energetica del 2022/23.

Cosa dice il Gas Market Report Q3-2026

I dati preliminari indicano che la domanda globale si è già contratta nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Il calo è concentrato in Medio Oriente, dove la minore disponibilità di gas e i danni alle industrie energivore hanno ridotto i consumi, e in Asia, dove i prezzi elevati e le politiche di contenimento della domanda stanno favorendo il fuel switching*, in particolare verso il carbone nel settore elettrico. Un effetto collaterale che pesa sul bilancio emissivo globale e conferma quanto la sicurezza energetica e la decarbonizzazione siano ormai due facce dello stesso problema.

Offerta GNL: il crollo di Qatar ed Emirati

Il dato più significativo riguarda l’export. Tra marzo e giugno la produzione di GNL di Qatar ed Emirati Arabi Uniti è scesa di quasi l’80% rispetto agli stessi quattro mesi del 2025. Su base annua, però, l’offerta globale dovrebbe restare sostanzialmente invariata rispetto al 2025, grazie all’aumento della produzione in altre aree, inclusi i nuovi impianti di liquefazione in Nord America, Africa e Australia. L’equilibrio resta fragile: se la piena riapertura dello Stretto di Hormuz slittasse oltre l’inizio del quarto trimestre, il 2026 potrebbe segnare il primo calo annuale dell’offerta mondiale di GNL dal 2012.
Dopo l’accordo preliminare di metà giugno tra Stati Uniti e Iran per la cessazione delle ostilità, il transito delle metaniere attraverso lo Stretto è in ripresa, ma resta ben al di sotto dei livelli pre-conflitto, e i prezzi in Asia e in Europa, pur in discesa dai picchi di marzo, rimangono nettamente superiori a quelli del 2025.

Le conseguenze per l’Europa e per la filiera dell’efficienza energetica

Gli effetti della crisi non si esauriranno quest’anno. I danni alle infrastrutture, incluso il polo di liquefazione di Ras Laffan in Qatar, il più grande al mondo, sono destinati a ritardare l’espansione della capacità GNL qatariota, con impatti concentrati sul biennio 2026-2027: i mercati potrebbero quindi restare più tesi del previsto nei prossimi due anni. In pratica, la “LNG wave**” che avrebbe dovuto allentare i prezzi slitta in avanti.

Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, lo scenario ha implicazioni dirette. Prezzi del gas strutturalmente più alti modificano i tempi di payback degli interventi di riqualificazione energetica, rendono più competitive le pompe di calore rispetto alle caldaie a gas e rafforzano la convenienza economica di diagnosi energetiche, building automation e fotovoltaico con accumulo. Non è un caso che la domanda di flessibilità e l’elettrificazione dei consumi siano al centro delle strategie europee di sicurezza energetica, insieme allo sviluppo delle rinnovabili programmabili di cui abbiamo parlato nell’analisi IRENA sulle rinnovabili 24/7 e il costo dell’energia pulita.

Il report segnala infine un effetto a catena sull’economia reale: le turbolenze del mercato del gas stanno colpendo le filiere globali dei fertilizzanti, di cui il gas naturale è materia prima essenziale, con implicazioni rilevanti per la sicurezza alimentare nelle regioni più vulnerabili.

I numeri chiave del report

Indicatore Dato IEA (Gas Market Report Q3-2026)
Domanda globale di gas 2026 -0,5% (terza contrazione in 7 anni)
Quota GNL mondiale in transito da Hormuz (pre-crisi) Circa 20%
Produzione GNL Qatar + EAU, marzo-giugno 2026 -80% circa rispetto allo stesso periodo 2025
Offerta globale GNL 2026 Sostanzialmente stabile sul 2025
Rischio in caso di riapertura ritardata di Hormuz Primo calo annuale dell’offerta GNL dal 2012
Prezzi del gas in Asia ed Europa In calo dai picchi di marzo, ma ben sopra i livelli 2025

Fonte: elaborazione su dati IEA, Gas Market Report Q3-2026

FAQ domanda mondiale di GAS

Perché la domanda mondiale di gas cala nel 2026?

Secondo l’IEA la contrazione dello 0,5% dipende soprattutto dal minor utilizzo di gas nella generazione elettrica e nell’industria, in un contesto di offerta ridotta e prezzi elevati causati dal conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Cosa è successo allo Stretto di Hormuz e perché conta per il gas?

Dallo Stretto transitava circa il 20% del GNL mondiale; la sua chiusura di fatto a inizio marzo 2026 ha generato una forte volatilità dei prezzi. Dopo l’accordo preliminare USA-Iran di metà giugno il traffico è in ripresa, ma resta inferiore ai livelli precedenti al conflitto.

Cosa prevede l’IEA per i prezzi del gas?

I prezzi in Asia e in Europa sono scesi dai massimi di marzo ma restano ben al di sopra dei livelli 2025; i danni alle infrastrutture, tra cui Ras Laffan, potrebbero mantenere i mercati più tesi del previsto per i prossimi due anni.

Quali sono le conseguenze per famiglie e imprese in Europa?

Prezzi del gas più alti e volatili accorciano i tempi di ritorno degli investimenti in efficienza energetica: isolamento dell’involucro, pompe di calore, fotovoltaico con accumulo e sistemi di building automation diventano economicamente più vantaggiosi rispetto a soluzioni basate sul gas.

Cos’è il Gas Market Report dell’IEA?

È il rapporto trimestrale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia che analizza domanda, offerta, scambi e prezzi del gas naturale a livello globale, con previsioni di breve termine. L’edizione Q3-2026 è disponibile sul sito dell’IEA.


* Il fuel switching è la sostituzione di un combustibile (o vettore energetico) con un altro per svolgere la stessa funzione, tipicamente per ragioni di prezzo, disponibilità o politiche energetiche. È un concetto usato soprattutto nell’analisi dei mercati energetici e riguarda in particolare il settore elettrico e l’industria.

** Con LNG wave si indica l’ondata di nuova capacità di liquefazione di gas naturale in arrivo sul mercato globale nella seconda metà del decennio, guidata da Stati Uniti e Qatar, destinata ad aumentare l’offerta di GNL e ad allentare progressivamente prezzi e tensioni di mercato.

 

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