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Sistemi di accumulo, i target al 2030 quasi triplicati ma lontani dai 1.500 GW della COP29

Secondo l’analisi di Ember la somma dei target nazionali di storage al 2030 è salita a 822 GW, il 190% in più rispetto alla COP29. Resta però lontana dai 1.500 GW del Global Energy Storage and Grids Pledge. Quasi tutto l’aumento si deve a Cina e Unione europea, mentre le installazioni crescono più in fretta delle politiche. In Italia il mercato degli accumuli, finora trainato dal residenziale, è in frenata.

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Sistemi di accumulo, i target al 2030 quasi triplicati ma lontani dai 1.500 GW della COP29

I governi hanno alzato gli obiettivi nazionali di accumulo energetico al 2030, ma non abbastanza per rispettare l’impegno globale preso alla COP29 di Baku. Lo rileva l’analisi pubblicata da Ember, think tank internazionale sull’energia, che ha esteso ai target di storage il proprio 2030 Global Renewable Target Tracker, che copre 98 paesi e l’Unione europea come blocco. Insieme valgono il 97% della capacità rinnovabile mondiale, il 94% della domanda elettrica e il 93% delle emissioni del settore elettrico.

Al 31 agosto 2026 la somma dei target censiti arriva a 822 GW. Il Global Energy Storage and Grids Pledge, sottoscritto da 74 paesi, ne prevede 1.500 entro il 2030, cioè sei volte la capacità di partenza.

Target di accumulo al 2030, una crescita concentrata in Cina e UE

Gli 822 GW attuali sono 2,9 volte la somma dei target registrata alla COP29 nel 2024. Ember osserva però che il salto dipende quasi interamente da due soli attori. Dei 99 soggetti monitorati, solo 33 hanno un obiettivo di accumulo al 2030. Dalla COP29 a oggi otto paesi e l’UE hanno alzato o introdotto un target.

La Cina ha fissato nel 15° Piano quinquennale 300 GW di accumuli “di nuova generazione”, in prevalenza batterie agli ioni di litio, e 160 GW di pompaggi idroelettrici. Il totale è di 460 GW, contro i 130 GW dell’obiettivo precedente.

L’Unione europea entra nel conteggio con 200 GW. Il dato è legato all’accordo tripartito sull’accumulo, il primo del suo genere, firmato a Lussemburgo il 26 giugno 2026 a margine del Consiglio dei ministri dell’energia. Più che un obiettivo vincolante, i 200 GW sono una stima del fabbisogno. Secondo la Commissione serviranno circa 200 GW di storage entro il 2030 per rispondere alle esigenze del sistema energetico, a fronte di circa 55 GW installati a inizio 2026. Nel breve periodo, 22 Stati membri si sono impegnati a realizzare tra 30 e 35 GW nei prossimi due anni. L’accordo punta inoltre a aumentare le installazioni annue di almeno il 20% rispetto ai circa 12 GW del 2025, per un totale di circa 45 GW tra il 2026 e il 2028.

Cina e UE pesano insieme per oltre l’80% dei target nazionali di storage. Tre dei principali mercati, cioè India, Spagna e Italia, non hanno aggiornato i propri obiettivi dopo la firma del pledge. Secondo Ember, quindi, la triplicazione dei target non riflette un cambio generalizzato nella pianificazione dei governi.

Paese / area Target di accumulo al 2030 Composizione Documento di riferimento Aggiornato dopo la COP29
Cina 460 GW 300 GW accumuli di nuova generazione + 160 GW pompaggi 15° Piano quinquennale (2026) Sì, da 130 GW
Unione europea 200 GW Fabbisogno stimato, circa 55 GW installati a inizio 2026 Accordo tripartito sull’accumulo (giugno 2026) Nuovo
India 50,8 GW 31,8 GW batterie + 19 GW pompaggi National Electricity Plan 2022-32 No
Australia 33 GW Proiezione tecnica, non vincolante AEMO, Integrated System Plan 2026 Sì, da 29,7 GW
Regno Unito 23-27 GW batterie + 4-6 GW LDES Batterie e accumulo di lunga durata (pompaggi, aria compressa) Clean Power 2030 Action Plan (dicembre 2024) Sì
Spagna 22,5 GW 12,5 GW accumulo giornaliero/settimanale + 10 GW stagionale PNIEC definitivo (settembre 2024) No
Italia 22,5 GW 15 GW batterie + 7,5 GW pompaggi PNIEC definitivo (luglio 2024) No
Vietnam 22,3 GW 16,3 GW batterie + 6 GW pompaggi Power Development Plan 8 rivisto (aprile 2025) Sì, da 2,7 GW
I principali target nazionali di accumulo energetico al 2030 (valori in potenza). Fonte: elaborazione su dati Ember, “Storage target ambition is rising, but not fast enough to reach the goal” (ottobre 2026), e Commissione europea. Per India e Vietnam il totale è la somma delle componenti indicate da Ember.

Installazioni più veloci delle politiche

Nel 2025 le nuove installazioni di accumulo hanno raggiunto il record di 118 GW, di cui 108 GW di batterie, con un aumento del 40% sul 2024. La Cina ha coperto il 54% delle nuove installazioni e gli Stati Uniti il 16%. La capacità cumulata mondiale è arrivata a 430 GW. Le nuove batterie installate ogni anno sono passate da 9,5 GW nel 2021 a 108 GW nel 2025. Il fotovoltaico aveva impiegato nove anni per un salto simile e l’eolico quindici.

Per arrivare agli 822 GW dei target nazionali basterebbero 78 GW di nuova capacità l’anno tra il 2026 e il 2030, molto meno di quanto installato nel 2024 e nel 2025. Per raggiungere i 1.500 GW del pledge ne servono invece 214 l’anno. È quasi il doppio del record 2025 e più dei 158 GW previsti da BNEF per il 2026, una stima che esclude i pompaggi. Ember considera comunque il traguardo alla portata del settore. Il costo delle batterie è sceso in media del 20% l’anno nell’ultimo decennio, e dal 2020 le installazioni annue crescono di quasi l’80% l’anno. Per arrivare ai 1.200 GW di batterie dello scenario IEA, compatibile con il pledge, basta un tasso di crescita pari a circa un quinto di quello registrato finora.

L’analisi conferma anche il legame tra solare e storage. Dei 33 paesi con un target di accumulo, 17 hanno un rapporto tra obiettivi solari e di accumulo pari o superiore a 4:1, lo stesso valore dello scenario IEA. Solo 12 dei 20 paesi con più fotovoltaico installato nel 2025 hanno però un target di storage al 2030. In alcuni di questi mercati, come Stati Uniti e Germania, le batterie si diffondono comunque per ragioni economiche e di rete.

Italia, gli obiettivi del PNIEC e i dati sugli accumuli negli edifici

Nella classifica Ember l’Italia compare con 22,5 GW al 2030, fissati dal PNIEC definitivo del luglio 2024. Si tratta di 15 GW di batterie e 7,5 GW di pompaggi idroelettrici. L’obiettivo non è stato rivisto dopo la COP29 e concorre al target dell’UE nel suo complesso. Lo sviluppo della capacità centralizzata passa dalle aste MACSE di Terna. Ember ricorda che la prima, svolta nel 2025, è andata ben oltre le attese, e che la prossima, di dimensioni maggiori, è in calendario a novembre 2026.

Accumulo residenziale e building, il mercato frena

Sul fronte degli accumuli distribuiti, in gran parte installati negli edifici insieme al fotovoltaico in copertura, i dati più recenti segnalano una fase difficile. L’Osservatorio Sistemi di Accumulo di ANIE Rinnovabili, basato sui dati Gaudì di Terna, fotografa la situazione al 30 giugno 2026.

  • Risultano installati 941.911 sistemi di accumulo, per 7.961 MW di potenza e 19,3 GWh di capacità, esclusi i pompaggi esistenti.
  • Il segmento residenziale resta il più rilevante, con circa 9,5 GWh di capacità installata, quasi metà del totale.
  • Il commerciale e industriale, cioè i sistemi tra 20 e 1.000 kWh, supera i 2,2 GWh e mostra un andamento più stabile.
  • Nel primo semestre 2026 sono stati connessi 60.030 sistemi, per 593 MW e 1.349 MWh di nuova capacità. Circa 0,9 GWh riguardano accumuli distribuiti abbinati al fotovoltaico, mentre 0,4 GWh sono sistemi centralizzati stand-alone.

Il rallentamento è marcato. Nei dodici mesi chiusi a giugno 2026 la nuova capacità installata è scesa del 58% e la potenza del 42%. Tra aprile e giugno la capacità è calata dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2025. ANIE indica come causa principale la debolezza del residenziale, che registra l’undicesimo trimestre consecutivo di contrazione. Nel secondo trimestre 2026 il calo della capacità domestica installata è stato del 36%.

Per progettisti, installatori e operatori del building la frenata pesa in due modi. Rallenta la diffusione dell’autoconsumo negli edifici. E lascia inutilizzata produzione rinnovabile già disponibile, visto che nel 2025 è stato necessario limitare circa 0,8 TWh di generazione da fonti rinnovabili. ANIE stima rispetto ai target 2030 un ritardo di circa 2 GWh negli accumuli distribuiti e di circa 50 GWh in quelli centralizzati.

Va ricordato che i target Ember sono espressi in potenza (GW), mentre i dati dell’Osservatorio misurano soprattutto la capacità (GWh). Le due grandezze non vanno sommate né confrontate direttamente. La tendenza però è la stessa a scala globale e nazionale. Lo storage cresce quando i segnali di mercato e le regole sono chiari, e l’analisi Ember indica proprio nei target nazionali il modo per dare stabilità agli investimenti.

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Tema Tecnico

Sostenibilità e Ambiente, Storage - Sistemi di accumulo

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