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La riqualificazione di un vecchio edificio di Parigi firmata Malka Architecture permette la diminuzione dei consumi energetici, l’ottimizzazione dei consumi e l’ampliamento degli spazi abitativi A Parigi nel cuore del 16° arrondissement, a due passi dal fiume La Senna sorge un edificio costruito negli anni Settanta che, come la maggior parte degli immobili realizzati in questo periodo, si caratterizza per inefficienza energetica e alti consumi. Una condizione dovuta prima di tutto alla presenza di ponti termici e cattivo isolamento termico causato da vecchie finestre. Il suo consumo medio di energia è approssimativamente 190KWh / m² / anno. Inoltre gli appartamenti originari erano molto piccoli e poco luminosi. Per tutte queste ragioni i proprietari hanno incaricato Stephane Malka di diminuire i consumi e ottimizzare le prestazioni energetiche delle loro proprietà. Cosa non semplicissima a Parigi dove vigono dei regolamenti molto rigici che per esempio non permettono di intervenire sull’altezza degli edifici. Lo studio di architettura ha dunque deciso di realizzare Plug-In City 75, ovvero una successione di ampliamenti, aggiungendo moduli sia temporanei che stabili, finestre e logge; ogni proprietario ha potuto scegliere che cosa inserire. Il risultato è infatti un ampliamento delle abitazioni al piano terra e l’inserimento di giardini pensili, bovindi e logge di dimensioni variabili. In facciata sono inseriti cubi in legno sostenibili realizzati con trucioli di legno e legno riciclato, che assicurano una leggerezza e una grande flessibilità nell’assemblaggio, oltre ad aiutare l’isolamento termico. Ogni cubo, modulare e montato in officina, è collegato direttamente alla facciata esistente dell’edificio e si adatta dunque alle specifiche necessità e alle esigenze degli abitanti dei vari appartamenti. Grazie agli interventi realizzati sulla facciata è stato possibile diminuire il consumo energetico dell’edificio fino a 45KWh / m² / anno. L’appartamento al piano terra si amplia verso il giardino interno. Queste estensioni permettono inoltre agli abitanti del primo piano di beneficiare di grandi terrazze private aperte verso il cielo. Ogni cubo consente quindi di realizzare due livelli di estensioni, uno coperto e l’altro aperto verso il piano superiore. Quello che ieri sembrava utopia è oggi possibile, sottolinea l’architetto Stephane Malka: le architetture di oggi e la mutazione delle città devono essere costruite su un patrimonio esistente, attraverso “l’architettura parassita” che prevede di ripensare le metropoli partendo dall’esistente, “curando le ferite della città e del suo patrimonio in una logica di trasformazione. Per sovrapposizione, aggiunta ed estensione del patrimonio costruito, piuttosto che la distruzione”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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