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Adottata dalla Commissione europea una visione strategica di lungo termine per un’economia prospera, moderna e a impatto climatico zero entro il 2050 – Un pianeta pulito per tutti. Per Legambiente lo sforzo non è sufficiente La Commissione europea ha adottato la nuova strategia a lungo termine “per un’economia prospera, moderna e a impatto climatico zero entro il 2050 – Un pianeta pulito per tutti”. Si chiede che il Vecchio Continente possa guidare la transizione verso un pianeta pulito e a zero emissioni, grazie a un impegno di tutti i paesi nello sviluppo di innovative soluzioni tecnologiche e di prodotto, realizzate convolgendo tutti gli attori della filiera, dai cittadini alla politica, dalla finanza alle università e alla ricerca, garantendo in ogni caso la qualità della vita per i cittadini. Si tratta di un passo necessario per assicurare il rispetto degli accordi per il clima definiti dalla COP21 di Parigi, che come sappiamo chiedono di mantenere l’aumento di temperatura ben al di sotto di 2°C; possibilmente a 1,5°C. La visione strategica presentata richiede che vengano fatti interventi in 7 diversi ambiti: efficienza energetica; diffusione delle energie rinnovabili; mobilità pulita, sicura e connessa; competitività industriale e economia circolare; infrastrutture e interconnessioni; bioeconomia e pozzi naturali di assorbimento del carbonio; cattura e stoccaggio del carbonio per ridurre le emissioni rimanenti. Il vicepresidente Maroš Šefčovič, responsabile per l’Unione dell’energia, ha sottolineato che è necessario ridurre drasticamente le emissioni, facendo crescere l’economia, creando nuovi posti di lavoro e migliorando la qualità della vita dei cittadini. Secondo Miguel Arias Cañete, commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, l’Europa grazie a questa strategia compie un importante passo verso l’obiettivo di diventare la prima grande economia mondiale a impatto climatico zero entro il 2050. Tale impegno avrà importanti ripercussioni a livello di crescita economica, senza dimenticare la diminuzione delle importazioni di combustibili fossili. La transizione verso un Europa a zero emissioni deve essere socialmente equa, rafforzando la competitività dell’economia e dell’UE, per una crescita sostenibile: “L’UE garantirà il suo sostegno alle persone maggiormente colpite dalla transizione, in modo che tutti siano pronti ad adeguarsi alle nuove esigenze di un’economia a impatto climatico zero”. La visione per un pianeta pulito per tutti coinvolge tutti i settori, tra cui i trasporti, ambito che secondo Violeta Bulc, commissaria per i Trasporti, dovrebbe essere in prima linea, attraverso la decarbonizzazione del sistema di mobilità, per garantire l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Bisogna potenziare le reti ferroviarie, sostenere lo sviluppo dei veicoli a basse o zero emissioni, anche attraverso incentivi, spingere verso la digitalizzazione del sistema e sviluppare un’infrastruttura intelligente. A questo punto la Commissione europea chiede che Consiglio europeo, Parlamento europeo, Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale analizzino la visione dell’Unione per un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050, in modo che i ministri dei vari paesi possano presentare un progetto comune in occasione del Consiglio europeo del 9 maggio 2019 a Sibiu. Entro la fine del 2018 gli Stati membri devono presentare alla Commissione europea i piani nazionali per il clima e l’energia, che sono fondamentali per garantire il rispetto degli obiettivi al 2030 che dovrebbero rientrare nella strategia a lungo termine dell’UE. Il commento di Legambiente Tra le prime reazioni riportiamo il commento di Legambiente che considera la Visione strategica proposta inadeguata alla crisi climatica in atto. L’associazione ambientalista chiede che tutta l’Europa si impegni per garantire zero emissioni nette entro il 2040. In particolare Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, commenta che la Commissione ha proposto tre opzioni da cui partire per l’adozione, nei prossimi mesi, di una strategia climatica europea di lungo termine, che garantisca il rispetto dell’Accordo di Parigi. Nessuna delle 3, neanche la più ambiziosa, è sufficiente: “la prima opzione prevede una riduzione delle emissioni entro il 2050 dell’80%; la seconda una riduzione del 90% al 2050 con completa decarbonizzazione entro il 2070 e la terza prevede zero emissioni nette entro il 2050 con una riduzione delle emissioni del 95% ed il 5% di assorbimenti di carbonio (carbon removals) attraverso azioni agro-forestali”. “Per garantire contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5°C, come sottolineato dal rapporto IPCC, servono infatti impegni di riduzione delle emissioni molto più ambiziosi di quelli sottoscritti a Parigi, che ci porterebbero pericolosamente oltre i tre gradi”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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