Audit o diagnosi energetica: perché farla, quando serve e come incide sulle scelte progettuali 11/06/2026
Risparmio idrico negli edifici: come ridurre i consumi con strategie, tecnologie e impianti efficienti 08/06/2026
Bioplastiche per biometano: enzimi e tecnologia migliorano la gestione circolare dei rifiuti 12/06/2026
Longi a Intersolar: moduli anti-abbagliamento, accumulo C&I e alta efficienza residenziale 18/06/2026
ESKA Valve presenta il contatore intelligente ultrasonico per le infrastrutture energetiche digitali 17/06/2026
Indice degli argomenti Toggle L’audit energetico prima di tuttoLa percezione dell’energia attraverso l’integrazioneÈ tempo di guardare al futuroPreparatevi alla crescita La crescente dipendenza dai dati andrà ad intensificarsi man mano che emergeranno nuovi utilizzi e applicazioni per i “big data”. Il modo in cui viviamo e lavoriamo è sempre più influenzato dagli sviluppi in Industria 4.0 e Internet of Things (IoT): di conseguenza, la richiesta di data center è in forte espansione. Tuttavia, questa crescita esponenziale potrebbe trasformare i grandi data center in grandi consumatori di energia. Da soli, i data center consumano circa il 3% delle scorte energetiche globali, percentuale che corrisponde a circa il 2% del totale delle emissioni di gas serra. In prospettiva, dunque, i data center hanno lo stesso impatto ambientare di tutto il settore aereo. Inoltre, le ultime analisi di mercato hanno messo in evidenza come il totale dell’energia consumata da tutti i data center del mondo sia destinato a triplicare nel prossimo decennio[2]. Il settore è sotto costante osservazione, vista la sua tendenza a portare i consumi nella direzione opposta all’impegno prevalente che tiene conto dei traguardi ambientali presenti negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, negli accordi di Parigi sul clima e nel Codice di Condotta Europeo per i data center. Ovviamente, è comunque necessario osservare i consumi energetici dei data center per poter trovare il modo di ridurli in modo significativo. I proprietari dei data center e i facility manager devono quindi risolvere un problema molto complesso, ossia come andare incontro alla crescente domanda per i loro servizi diminuendo allo stesso tempo il consumo energetico. Ogni approccio che si pone di risolvere questo problema ha anche il vantaggio di provvedere alla riduzione delle spese generali, contribuendo al miglioramento delle performance del bilancio in un mercato sempre più votato al risparmio. La buona notizia è che molto di ciò che serve a frenare il consumo di energia o è già sul mercato o può essere implementato senza ricorrere a grandi sconvolgimenti o grossi investimenti. Tuttavia, una pianificazione attenta è sempre necessaria per assicurare i migliori risultati. L’audit energetico prima di tutto Le regole fondamentali per risparmiare energia sono molto semplici: dedicare tempo e fatica dove il guadagno è maggiore, il che implica verificare esattamente come viene utilizzata l’energia tramite audit – in poche parole, bisogna capire per cosa e dove si consuma energia. I risultati dell’audit possono essere utilizzati per creare un’ampia gamma di risorse utili, tra cui: Politiche energetiche aziendali; Responsabili della gestione energetica; Metodi per monitorare e dirigere le performance di medio e lungo periodo; Una lista accertata, quantificata e approvata di tutti i progetti per il risparmio energetico; Un sistema di reporting per mostrare lo status dei progetti; Un sistema di auditing per programmare le azioni e perseguire il miglioramento. Un buon primo passo è controllare la temperatura operativa dei condizionatori nelle sale computer. I facility manager più cauti solitamente impostano la temperatura intorno ai 20°, il che potrebbe sembrare semplice buonsenso. Tuttavia, la maggior parte delle attrezzature – specie se nuove – può tranquillamente operare ad alte temperature, per cui vale la pena ricontrollare le raccomandazioni dei produttori di apparecchiature originali, dato che anche un lieve aumento della temperatura ambiente riduce i costi di raffreddamento. L’aria condizionata dovrebbe anche essere impostata in maniera differente a seconda delle aree da raffreddare, invece di avere una temperatura uniforme in tutto l’edificio. Va anche ricordato che un uso attento delle impostazioni per i condotti può contribuire a raffreddare i punti più caldi senza incorrere in un aumento della spesa. La percezione dell’energia attraverso l’integrazione L’edificio gioca un ruolo molto importante nella gestione dell’energia, che non dovrebbe essere sottovalutato. È dunque consigliabile prendere delle semplici decisioni strutturali che possono aiutare a ridurre il consumo energetico. Per esempio, è utile apportare dei miglioramenti al sistema di ventilazione, alle unità di trattamento dell’aria, ai refrigeratori e alle finestre. Allo stesso modo, potenziare il sistema di illuminazione e impiegare dei semplici accorgimenti, come l’uso di lampadine a basso consumo, contribuisce a ridurre i consumi. Tuttavia, è più probabile che i risultati maggiori provengano dalla modernizzazione dei sistemi di controllo di gestione. Una migliore capacità di monitoraggio e controllo dei servizi dell’edificio permette ai facility manager di usare a proprio vantaggio le più recenti innovazioni nei comandi di illuminazione e riscaldamento. Soprattutto, un impianto data center completo di tutte le funzioni permette di ricevere in una singola centralina informazioni, comunicazioni e analisi dei dati di facile interpretazione, rendendo più affidabile l’automazione e controllo dell’edificio. Grazie ad avanzate capacità di monitoraggio, i sistemi di sicurezza e antincendio sono esaminati più facilmente, in modo da fornire un maggiore controllo delle attrezzature e da permettere di rispondere tempestivamente agli eventi e di proteggere totalmente l’integrità dei dati. In più, i data center più nuovi e moderni usano fonti energetiche rinnovabili, spesso autoprodotte. Raggiungere tale livello di sofisticazione potrebbe sembrare complesso, ma in tutta probabilità molti degli elementi fondamentali, come i sensori di temperatura, saranno già presenti. In questi casi è spesso possibile ammodernare le caratteristiche e le funzioni addizionali per creare un sistema di controllo di gestione ininterrotto senza dover spendere un capitale. È quindi consigliabile creare un audit per l’attrezzatura già presente, in modo da rendere gli aggiornamenti più veloci e facili. È tempo di guardare al futuro Con ogni probabilità, i sistemi di monitoraggio dei data center più datati diventeranno presto obsoleti – saranno in grado di fornire informazioni strutturali, come i dati sul consumo di energia, per permettere ai facility manager di prendere decisioni. Questo processo non solo è lento, ma è anche non efficiente. Tuttavia, i sistemi smart di ultima generazione possono essere aggiornati facilmente e programmati per prendere il controllo sulle decisioni ambientali in modo veloce e proattivo. Questo processo può contribuire a ridurre la spesa energetica e contemporaneamente a potenziare il funzionamento del sito. Tramite i nuovi sistemi è anche possibile l’accesso da remoto, che può essere particolarmente d’aiuto per i facility manager che sono responsabili di più siti o che lavorano fuori orario. Per migliorare l’efficienza energetica, però, non basta aggiornare hardware e sistemi; infatti, bisogna anche responsabilizzare i dipendenti. Formare lo staff e esortarlo a spegnere l’attrezzatura, i processi e i servizi inutilizzati può comportare una riduzione dei consumi. Bisogna anche programmare la manutenzione: una strumentazione adeguatamente controllata, come refrigeratori e pompe, generalmente necessita di minore energia quando funziona correttamente. Preparatevi alla crescita L’industria dei data center continuerà a crescere, ma non è chiaro come sarà in grado di rispondere al suo crescente impatto ambientale, e tuttavia sarà presto necessario prendere delle decisioni fondamentali. Per ottimizzare il processo decisionale, i facility manager dei data center possono scegliere di affiancarsi ad un partner tecnologico con comprovata esperienza nel supporto alle aziende per la riduzione dei consumi energetici. È altrettanto importante che il team sia in possesso della tecnologia e delle competenze necessarie per integrarsi continuamente nell’infrastruttura esistente. I nuovi centri, insieme a quelli ancora in fase di costruzione, saranno progettati per avere una maggiore efficienza energetica rispetto a quelli più vecchi. Ma questo non basta: il più piccolo cambiamento può fare una grande differenza e ogni piccolo centesimo di energia risparmiato oggi è un vantaggio per domani. Già solo i ritorni sull’investimento dovrebbero motivare i data center di tutto il mondo a puntare al risparmio energetico. La tutela dell’ambiente e la conformità agli obiettivi dell’energia pulita non sono nemiche della produttività, ma possono essere usate per incentivare l’efficienza e il profitto. E in un mercato altamente competitivo questa è certamente positivo. [2] https://datacentrenews.eu/story/interview-vertiv-vp-says-data-centre-energy-usage-triple-next-decade/ Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...
15/06/2026 Elettrificazione al centro della COP31: il target «35% entro il 2035» e l'obiettivo sugli edifici A cura di: Erika Bonelli La Presidenza COP31 lancia a Bonn il target di elettrificazione 35% al 2035 e il -25% ...
12/06/2026 Il costo ambientale dell'AI nel rapporto ONU 2026: carbonio, acqua, suolo ed energia A cura di: Raffaella Capritti Emissioni, acqua e suolo: il report UNU-INWEH 2026 misura il vero impatto ambientale dell'intelligenza artificiale e ...
11/06/2026 Bonus maltempo 2026: come funziona l’indennità fino a 3.000 euro, requisiti e domanda INPS A cura di: Adele di Carlo Dal sostegno al reddito alle misure straordinarie per i territori colpiti dalle alluvioni: come avere il ...
09/06/2026 El Niño 2026: il WMO lancia l'allerta. Nei prossimi mesi temperature record e clima estremo A cura di: Erika Bonelli Il WMO lancia l'allerta El Niño 2026: probabilità 80-90% per l'estate. Impatti su energie rinnovabili, consumi ...
08/06/2026 Giornata Mondiale degli Oceani 2026: aree marine protette, pesca sostenibile e il Trattato sull'Alto Mare A cura di: Stefania Manfrin L'8 giugno 2026 si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Pesca sostenibile, Trattato BBNJ, OceanEye: lo ...
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...
03/06/2026 POLICAP, il laboratorio mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO₂ A cura di: Stefania Manfrin Inaugurato a Piacenza POLICAP, l'impianto pilota mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO2. ...