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Il discorso del premier Giuseppe Conte sulla fiducia, stop a nuove trivelle e al via con il ‘green new deal’. Tanti i temi ambientali da portare avanti, dall’economia circolare all’inserimento dei principi ecologici nella Costituzione. La strada ‘verde’ delineata nel programma contempla per esempio la lotta ai cambiamenti climatici, la mitigazione del dissesto idrogeologico, la protezione della biodiversità ma anche la rigenerazione urbana, la riconversione energetica, e le fonti rinnovabili. a cura di Tommaso Tetro Indice degli argomenti: Il Green new deal e il modello dell’economia circolare Stop a nuove trivelle Le città e Roma Il nuovo Governo – fresco di giuramento – è alla prova dei numeri, prima alla Camera (dove è stata una passeggiata per via dell’ampio margine della maggioranza) e poi al Senato (dove il risultato, seppur scontato, è comunque più stretto). Nel suo discorso per la fiducia – che ha srotolato nell’emiciclo con una serie di enunciazioni che hanno delineato la futura azione dell’esecutivo targato Pd, M5s e LeU – il premier Giuseppe Conte dedica gran parte dei suoi passaggi ai temi ambientali; soprattutto dello sviluppo sostenibile, all’economia circolare e all’avvio di quello che ormai viene – comunemente – definito un ‘Green new deal’. Un’attenzione al ‘verde’ che lo ha portato a indicare, come ‘desiderata’, l’inserimento di questi concetti (e principi) nella Costituzione. La Manovra Una delle sfide che il governo Conte ‘due’ dovrà affrontare, probabilmente la principale (sicuramente la prima), è la stesura della prossima Legge di Bilancio. Il presidente del Consiglio avverte: sarà sì “impegnativa” (si comincia con la sfida più importante che è quella di riuscire a evitare l’aumento dell’Iva, per passare al taglio del cuneo fiscale e al salario minimo, oltre alla mai abbandonata idea di alleggerire la pressione fiscale) ma, allo stesso tempo, “dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza”. Il ‘Green new deal’ Realizzare un ‘Green new deal’, una nuova strada ‘verde’ – che contempli lotta ai cambiamenti climatici, economia circolare, mitigazione del dissesto idrogeologico, protezione della biodiversità – è uno degli obiettivi principali derubricati dal premier: così Conte parla di promozione della “rigenerazione urbana” e di “riconversione energetica” per dirigersi “verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili”. “Nella prospettiva di un’azione riformatrice coraggiosa e innovativa – osserva il presidente del Consiglio – obiettivo primario del governo sarà la realizzazione di un ‘Green new deal”. Il modello dell’economia circolare “Tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi in questa direzione – continua Conte – promuovendo prassi socialmente responsabili che valgano a rendere quanto più efficace la ‘transizione ecologica’ e indirizzino il sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto. Siamo di fronte a cambiamenti epocali, che impongono, a tutti i livelli di governance, di ripensare modelli economici, sociali e di tutela ambientale, per creare nuove opportunità di sviluppo personale, ridurre le disuguaglianze, fare in modo che altre non si creino in futuro e, conseguentemente, garantire l’equità intergenerazionale, per non compromettere la qualità di vita delle generazioni future”. Stop a nuove trivelle E’ chiaro poi Conte nel dire che non ci saranno più nuove trivelle. E che una legge ad hoc introdurrà lo stop all’estrazione di idrocarburi. Il presidente del Consiglio afferma che questo governo è determinato “a introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per l’estrazione di idrocarburi. Chi verrà dopo di noi se mai vorrà assumersi l’irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge”. L’ambiente nella Costituzione “E’ anche per evitare questi rischi – osserva Conte nel suo discorso programmatico – che ci adopereremo affinché la protezione dell’ambiente e della biodiversità, e auspico anche dello sviluppo sostenibile, siano inseriti tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale”. Le città e Roma Secondo il premier “lo sviluppo locale è un prezioso motore di crescita”. Tanto che, dice, sarebbe giunto il momento di “rivedere il Testo unico per gli enti locali, introducendo un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città e delle città metropolitane”, e “di Roma capitale, il cui Statuto dovrà essere profondamene riformato, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”; e “di attuare la legge per la valorizzazione dei piccoli Comuni”, oltre che “sopprimere gli enti inutili”. La qualità della vita e la società del futuro “Da troppi anni l’Italia fatica ad esprimere il proprio potenziale di sviluppo – fa presente Conte dopo aver messo in fila i ‘paletti’ verdi del programma – cresce a ritmi molto inferiori rispetto a quelli che potrebbero garantire – sul piano sociale, ambientale, economico – uno sviluppo armonico e sostenibile. Ne ha risentito la qualità della vita dei cittadini, la capacità dei giovani di perseguire con piena fiducia i propri progetti di vita, la garanzia di una terza età serena, la capacità della mano pubblica di fornire beni collettivi di qualità, senza i quali non è possibile coltivare nessuna prospettiva di progresso. Occorre dunque invertire questa tendenza, attraverso un’azione coordinata sul piano interno e a livello europeo”. E allora Conte (in questo governo, e non potrebbe essere diversamente…) vede un’opportunità, un disegno di futuro: “E’ un programma che ha l’ambizione di delineare la società in cui vogliamo vivere noi stessi ma soprattutto la società che vogliamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti, nella consapevolezza che il ‘patto politico e sociale’ che oggi proponiamo si proietta necessariamente, per essere sostenibile, in una dimensione intergenerazionale. Questo governo – conclude il premier – segna l’inizio di una nuova risolutiva stagione riformatrice”. 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