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Il 12 e 13 aprile il prezzo dell’energia è andato a zero nelle ore centrali della giornata durante le quali il fotovoltaico è stata la principale fonte di tutti i consumi italiani. Si aprono interessanti scenari per il futuro a cura di Ing. Nicola Baggio Il 12 e 13 Aprile 2020, Pasqua e Pasquetta scorsi, dopo un primo rapido assaggio il 5 Aprile, abbiamo assistito anche in Italia al fenomeno dell’energia elettrica a costo zero. Chiariamo subito che tale costo rappresenta solo il valore istantaneo pagato per la sola energia nel punto di produzione della stessa. Quindi per il cliente finale rimangono sempre gli oneri di gestione e trasporto dell’energia. Tuttavia la situazione che si è venuta a creare a causa del drastico calo della domanda elettrica dovuta alla pandemia, ci permette di fare alcune importanti considerazioni sul sistema energetico e su come potrà essere in futuro il mercato dell’energia. Il prezzo dell’energia è andato a zero nelle ore centrali della giornata quando, grazie al bel tempo, gli impianti fotovoltaici hanno erogato un volume di energia eccezionale rispetto alle richieste del mercato: il fotovoltaico è stato in quelle ore la principale fonte di tutti i consumi italiani (vedi grafico Terna). Stiamo vivendo un’anticipazione di quello che potrà essere il futuro Senza fare studi teorici, riteniamo opportuno evidenziare due aspetti fondamentali. Il primo è che il sistema elettrico non collassa anche se la maggior parte dell’energia viene da fonti rinnovabili. Questo dovrebbe far molto riflettere sulle cifre monster investite nel “capacity payment” e sulla retorica spesso usata dal fronte pro-fossili, sull’impossibilità di garantire una rete stabile con un elevato apporto di rinnovabili. Il secondo aspetto, collegato al primo, è che tra tutte le rinnovabili il fotovoltaico è quello più diffuso sul territorio con centinaia di migliaia di impianti: questo oltre a rendere meno onerosa la gestione della rete, ci fa ragionevolmente ipotizzare che una quota ancora maggiore di energia fotovoltaica sia stata generata in quelle ore, ma essendo autoconsumata istantaneamente, sia nelle abitazioni che in altre utenze, non compare nei report di Terna o del Mercato Elettrico. Nessuna altra fonte ha questa caratteristica. Tornando al valore eccezionale di zero euro al MWh, si tratta di una condizione certamente molto vantaggiosa per l’acquirente, non altrettanto per il produttore. Chiaramente questo valore non sarebbe sostenibile per nessuna centrale di produzione energetica nel lungo periodo. Ma per brevi lassi di tempo qualsiasi impianto fotovoltaico può permettersi di immettere gratuitamente l’energia in rete, in quanto il costo marginale per generarla è pressoché zero, mentre per una centrale a fonti fossili il costo marginale è comunque rappresentato dal combustibile da bruciare. La potenzialità di generare energia a valori molto bassi è ormai una prerogativa degli impianti fotovoltaici e nella continua sfida alla produzione con costi sempre più bassi, il fotovoltaico può giocare anche questa sua flessibilità. Sappiamo che sono numerosi i progetti in via di autorizzazione per impianti di taglia medio/grande che giacciono sulle scrivanie degli enti pubblici. Come detto ormai infinite volte, uno sblocco o una semplificazione dei processi autorizzativi con tempi certi avrebbe un grande effetto benefico, senza contare che in questo momento si genererebbero investimenti notevoli senza alcun onere per lo Stato. Anzi, creando gettito fiscale. Questa energia a basso costo deve in primis essere utilizzata per decarbonizzare il nostro paese e garantire maggiore competitività alle aziende energivore, che potranno così avere un vantaggio competitivo. Inoltre, grazie al potenziamento della rete elettrica ad alta tensione (e chissà magari in futuro ad altissima tensione in CC), sarà possibile vendere questa energia verso il nord Europa. Quasi tutti i nuovi impianti sono progettati con l’impiego di inseguitori monoassiali, che quindi renderanno maggiormente disponibile l’energia fotovoltaica anche al di fuori del picco di mezzogiorno. In attesa che dei sistemi di accumulo con la dovuta economicità permettano di estendere l’uso dell’energia solare anche per il picco serale. Speriamo che un giorno prossimo futuro, la Pasqua 2020, possa essere ricordata anche per questo grande segnale di speranza per lo sviluppo sostenibile e non solo per i nefasti eventi che stiamo vivendo. L’Ing Nicola Baggio Co-fondatore di FuturaSun, attualmente ricopre il ruolo di CTO, Asset Manager e R&D Manager. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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