Al Sasso Nero: il rifugio rivestito in rame sulle alpi italiane

A 3.026 metri di altitudine un rifugio dalla forma insolita, che ricorda una grande pietra. La sua impronta ambientale ridotta al minimo, gli interni rivestiti in legno di abete naturale e la superficie esterna ricoperta di rame, lo rendono unico. L’impianto di riscaldamento basato su scambiatori di calore e impianto fotovoltaico ne abbattono i consumi energetici.

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Al Sasso Nero: il rifugio rivestito in rame sulle alpi italiane

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Sulle Alpi italiane, nella valle Aurina, si erge a 3.026m slm il rifugio Al Sasso Nero, dalla forma insolita, che richiama quella di una grande pietra, progettato dallo studio di architettura Stifter + Bachmann

Il rifugio è una struttura a sei piani, dalla forma spigolosa, proprio come una roccia erosa dal vento, modellata per resistere alle forti raffiche. Oltre ad essere resistente ai forti venti, il rifugio è stato progettato con il minimo ingombro possibile, grazie alla sua particolare forma allungata verso l’alto.

La pianta dell’edificio è di forma esagonale, irregolare, e partendo dal piano terra, il corpo diventa più piccolo verso l’alto. Dopo una lunga progettazione, la costruzione del rifugio è iniziata nel giugno 2016, ma a causa della sua difficile posizione ci sono volute due estati per completarlo.

Al Sasso Nero: il rifugio rivestito in rame sulle alpi italiane dalla forma esagonale

Gli elementi strutturali sono stati prefabbricati nella valle sottostante prima di essere issati in cima da una gru, anch’essa smontata in più pezzi per raggiungere la montagna tramite una funivia appositamente costruita. In questo modo il numero di voli in elicottero necessari è stato ridotto al minimo. 

Legno e ampie vetrate panoramiche

L’intera struttura del Al Sasso Nero è stata realizzata con pannelli prefabbricati con tavole incrociate di abete rosso. Sul lato più largo del piano terra del rifugio si trova la stube, che grazie ad ampie vetrate a nastro, offre una vista panoramica a 360° sull’incredibile scenario montuoso. Trascorrere del tempo nella stube, riscaldata a pavimento, equivale a sentirsi come sul ponte di comando di un gigante dell’oceano.

La stube del rifugio alpino Al Sasso Nero

Ai primi tre piani sono situate le camere da letto, il numero massimo di ospiti è di 50 persone.  Ogni camera è progettata per ospitare da due a dieci persone; sono provviste di piccole finestre a cornice irregolare che offrono una vista mozzafiato sulle montagne circostanti.

Una delle camere del rifugio alpino Al Sasso Nero

Al livello -1 ci sono gli essiccatoi, le docce, i servizi e i ripostigli. Il locale tecnico è al livello -2. I due livelli interrati sono stati realizzati con elementi prefabbricati in calcestruzzo, mentre la struttura dei piani superiori, i mobili ed i rivestimenti interni sono in legno e i pavimenti sono in massetto levigato e sigillato.

Un’impronta ambientale ridotta al minimo

Grazie all’utilizzo di solai sovrapposti e alle fondamenta a fascia ancorate nella roccia, il rifugio presenta un’impronta architettonica ridotta sul paesaggio. Tutti gli interni del rifugio, a parte le scale, e tutti i mobili sono realizzati o rivestiti in abete naturale:  l’utilizzo di un unico materiale continuo regala Al Sasso Nero l’aspetto di un grande mobile abitabile.

I progettisti hanno deciso di puntare sul rivestimento in rame all’esterno dell’edificio per due motivi: in primo luogo per il fatto che questo metallo è stato estratto in valle Aurina fino alla fine del XIX secolo e in secondo luogo per il particolare colore del metallo e per la sua caratteristica di assumere diverse colorazione con il passare del tempo. Infatti il rivestimento in rame ha già perso gran parte della sua lucentezza e del suo colore originale, al momento il suo colore esterno corrisponde al nero della pietra.

Dettaglio del rifugio Al Sasso Nero sulle Alpi italiane
Il rifugio dispone di un impianto fotovoltaico di 90m² con accumulo batterie al secondo piano sotto terra. Il riscaldamento degli essiccatoi avviene esclusivamente con corrente elettrica.

Le camere non sono riscaldate e i lavabo sono dotati esclusivamente di rubinetteria per l’acqua fredda. L’acqua calda è disponibile solo in cucina e nelle docce, dotate di una macchina a gettoni. L’acqua calda è garantita dall’impianto di riscaldamento a blocchi attraverso uno scambiatore di calore, che alimenta anche le batterie di energia elettrica se i collettori solari non sono sufficienti.

Al Sasso Nero: rifugio rivestito di rame sulle Alpi
L’allaccio per l’acqua potabile si trova a 450 metri di distanza e a circa 100 metri di dislivello: si tratta di acqua di ghiacciaio o di scioglimento, che viene sterilizzata e mineralizzata in un impianto di trattamento.

Il vero lusso del rifugio Al Sasso Nero è la vista sul paesaggio che si estende dalle Alpi della valle di Ziller e il gruppo del Rieserferner fino alle cime dolomitiche della Marmolada. Il rifugio è il punto di partenza ideale per escursioni facili sui ghiacciai, gite sulle cime delle montagne e per il passaggio alla valle di Zille.

img by Rifugio Al Sasso Nero e studio di architettura Stifter + Bachmann

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