Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Installare le valvole termostatiche e accedere alla detrazione senza sostituire l’impianto 27/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Risparmio energetico e decarbonizzazione, in Italia 84,2 miliardi di co-benefici l’anno al 2030 23/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Indice degli argomenti: Pnrr, superbonus, idrogeno Il debito ambientale La transizione ecologica e burocratica Chi guida il processo Arrivare ad avere un Paese sano e una giusta società. E’ questo l’obiettivo della transizione ecologica, quella su cui il ministro Roberto Cingolani prova a mettere la firma, cercando di tenere insieme un concetto fondamentale, citato anche da Mario Draghi, quello dei ‘co-benefici’. “In questo momento difficilissimo, con la pandemia mondiale da Covid, è quanto più necessario conciliare istanze diverse. Siamo in un momento in cui la sofferenza sociale è elevatissima, e non solo l’economia sta pagando un pegno formidabile. Non possiamo né dobbiamo ignorare le difficoltà che si stanno vivendo – osserva il ministro – tutti i problemi di sostenibilità sono interconnessi, per esempio non si può più separare l’epidemiologia da quello che mangiamo, dal modello di sviluppo economico”: le soluzioni si devono ispirare “al concetto del cobeneficio. Un progetto su cui spero potremo lavorare insieme. Dobbiamo cominciare a guardare al futuro con un’ottica diversa che è quella della prevenzione, serve l’analisi del rischio di tutto quello che facciamo in vista del Recovery plan”. Pnrr, superbonus, idrogeno Parla alle commissioni riunite Ambiente e Industria del Parlamento, e mentre espone le Linee guida del suo mandato nel governo Draghi si sofferma anche sulle questioni attuali. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), un enorme spazio entro cui far esplodere la giusta transizione: l’auspicio è che entro pochi giorni il Recovery plan si avvii verso una versione più definitiva. Poi il nodo che a volte sembra sciolto ma che facilmente si aggroviglia di nuovo: il superbonus al 110%, per il quale annuncia la formazione di “un gruppo di lavoro” dedicato alla revisione di alcuni elementi ritenuti “limitanti”. E trova spazio anche l’idrogeno con una “versione definitiva della Strategia nazionale prevista nelle prime settimane di aprile”. Il debito ambientale Secondo Cingolani il ministero della Transizione ecologica “perseguirà le politiche ambientali, nella consapevolezza che nell’era in cui viviamo dobbiamo fronteggiare anche un debito ambientale. Debito ambientale che diversamente da quello economico è, per sua natura, un debito comune che trascende i confini degli Stati”. Il nuovo ministero intende concentrarsi su “tre distinti focus che qualificano i compiti dei tre dipartimenti: la tutela della natura; la transizione ecologica; l’interdipendenza della sfida climatica e di quella energetica. La nuova missione del ministero è quindi una missione che integra e permea gli aspetti di protezione ambientale nella prospettiva dello sviluppo sostenibile e della transizione ecologica”. La transizione inevitabile Per il ministro la transizione ecologica è inevitabile e non può essere rimandata. Tanto che – osserva – c’è il “riconoscimento da parte dell’ordinamento della Repubblica della connessione intima tra ambiente, energia e sviluppo”. E il modo per rendersene conto immediatamente è guardare a come “i cambiamenti climatici abbiano preso una piega ormai irreversibile. L’Italia è maggiormente esposta a rischi climatici rispetto ad altri Paesi; il nostro ecosistema è particolarmente fragile. I fronti sono opposti: da un lato il rischio di innalzamento del livello dei mari, e il pericolo per le aree costiere, dall’altro l’allarme per siccità e la desertificazione delle regioni del Sud, oltre ai rischi idrogeologici”. La transizione è anche burocratica La transizione non è soltanto ecologica. Ma è anche burocratica. L’intenzione del ministero è di “approntare la soluzione ottimale per recuperare il ritardo accumulato. La straordinarietà dell’attuale situazione mondiale impone un paradigma di procedure amministrative e di assetti regolatori che traduca le risorse economiche del Pnrr in progetti concreti che siano tempestivamente realizzati dal sistema dell’amministrazione pubblica. Vanno piuttosto individuati correttivi puntuali ispirati alle migliori pratiche amministrative nazionali. Sono già state avviate interazioni con il ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili per ricercare insieme proposte e interventi normativi, da sottoporre al vaglio parlamentare, per rendere le procedure più spedite”. La questione del dibattito pubblico inteso uno strumento per la “consultazione”, e per informare, dovrà esser “rafforzato”; dal momento che la “partecipazione pubblica rappresenta un efficace strumento di risoluzione preventiva dei conflitti e del contenzioso e, quindi, della più celere realizzazione dell’azione amministrativa”. Chi guida il processo A guidare il processo della transizione ci penserà il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite), nato in contemporanea al nuovo ministero. Il Comitato avrà la funzione di coordinare le politiche nazionali per la transizione e la relativa programmazione. Tra i compiti che gli spetteranno quello di approvare il Piano per la transizione ecologica, l’abbattimento dei sussidi ambientalmente dannosi, la mobilità sostenibile, le opere di contrasto al dissesto idrogeologico, lo stop al consumo del suolo, le infrastrutture per le risorse idriche, la lotta all’inquinamento dell’aria. Quello che serve sono investimenti, tecnologie innovative, infrastrutture intelligenti, e sviluppo digitale. Bisognerà portare a compimento una forte riduzione della domanda di energia, legata in particolare a un calo dei consumi nella mobilità privata; un cambiamento radicale del mix energetico in favore delle fonti rinnovabili, l’elettrificazione degli usi finali e la produzione di idrogeno, oltre a un aumento della cattura della CO2 garantito dall’assorbimento delle foreste grazie a una gestione sostenibile, al ripristino delle aree degradate e alla riforestazione. Oltre l’ecologia L’Italia è determinata a “trasformare l’attuale crisi in un’opportunità” per garantire che le misure di ripresa “affrontino i cambiamenti climatici, ripristinando allo stesso tempo la crescita e la creazione di posti di lavoro. La transizione va oltre il concetto consolidato di ecologia, è una transizione globale e antropologica. L’ecologia dobbiamo pensarla non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma dobbiamo pensare all’ecologia della mente, della società, cioè a un sistema che si regga in piedi con delle regole armoniche. La soluzione non è fermare il progresso; la sostenibilità è un compromesso tra diverse istanze che cambiano nel tempo. La correlazione tra un Pianeta in salute, le persone in salute e una società giusta è il vero obiettivo della transizione”. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
30/10/2026 Nucleare in Italia, la filiera c’è ma tante le incognite. I numeri del Nuclear Energy Innovation Outlook 2026 A cura di: Stefania Manfrin Nuclear Energy Innovation Outlook 2026 del POLIMI: filiera italiana nucleare, LCOE degli SMR, mercato globale e ...
28/10/2026 Edilizia offsite per il Piano Casa, il report EDERA stima cantieri fino al 60% più rapidi A cura di: Erika Bonelli Report EDERA su edilizia offsite e Piano Casa: cantieri fino al 60% più brevi, costi comparabili ...
22/10/2026 Sistemi di accumulo, i target al 2030 quasi triplicati ma lontani dai 1.500 GW della COP29 A cura di: Stefania Manfrin Ember: i target dei sistemi di accumulo al 2030 salgono a 822 GW, ma restano lontani ...
20/10/2026 Rigenerazione urbana, il Rapporto TEHA 2026 indica dove e come investire A cura di: Erika Bonelli Rapporto TEHA 2026 sulla rigenerazione urbana. Nuovi indici su casa, smart city e waterfront, i casi ...
19/10/2026 Restructura 2026, a Torino il salone per riqualificare e rigenerare l’esistente A cura di: Stefania Manfrin Restructura 2026 a Torino dal 12 al 14 novembre, tra efficienza energetica, rigenerazione urbana e oltre ...
14/10/2026 Data center, AI ed energia: la competitività dell'Italia passa anche da qui A cura di: Andrea Ballocchi AI for Energy Report 2026 di E&S: la crescita dell'intelligenza artificiale sta trasformando i data center ...
13/10/2026 13 ottobre, Giornata internazionale per la riduzione dei rischi naturali 2026: la resilienza inizia a casa A cura di: Raffaella Capritti Il 13 ottobre 2026 la Giornata ONU per la riduzione dei rischi naturali è dedicata alla ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
06/10/2026 HPT Energy Talks: l’edilizia efficiente si racconta A cura di: Andrea Ballocchi HPT Energy Talks debutta il 22 ottobre: due casi studio sulla riqualificazione energetica con pompe di ...
02/10/2026 Caro bollette, luce +37,3% per i vulnerabili: lo scenario e come difendersi A cura di: Stefania Manfrin Da ottobre le bollette luce dei vulnerabili salgono del 37,3%, l'inflazione tocca il 4,2%. Dati ARERA ...