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Il punto sulle smart city

Sono già molte le città nel mondo che possono definirsi “intelligenti”, per i loro programmi energetici, la mobilità cittadina, la qualità dell’architettura. L’Italia è fanalino di coda, ma qualcosa si muove

A cura di: Isolda Minetto

Il punto sulle smart city con alcuni esempi

La città del futuro

Come sarà la città del futuro? Ce lo chiediamo spesso provando a immaginare l’impatto che le nuove tecnologie avranno sul vivere in collettività, sulla forma e la fruizioni degli spazi residenziali e pubblici, gli spostamenti, le risorse energetiche. Mobilità, sostenibilità ambientale, bioarchitettura e digitalizzazione: sono questi in sintesi gli ambiti su cui si gioca la partita.

 

Secondo il World Cities Vision 2030 – 2050, la ricerca svolta da Cresme per l'Associazione Costruttori di Roma con il contributo dell'ordine degli architetti di Roma, le città del futuro saranno in linea di massima più grandi (Londra avrà quasi 3 milioni di abitanti in più di oggi nel 2050 e molti studi già prevedono che vi saranno aree urbane da 100 milioni di abitanti); avranno un piano climatico e della sostenibilità, o più politiche che riguardano l’ambiente e l’energia, che indicherà le azioni per migliorare la qualità dell’aria, ridurre le emissioni di CO2, rendere resiliente la città ai rischi idrogeologici; un grande piano di investimenti sarà alla base di una nuova mobilità e di nuove tipologie di edifici; di certo avranno una nuova architettura, integrata con il verde, come nel modello svedese di “simbiocity”, una pianificazione integrata che attraverso la simbiosi tra operatori pubblici e privati coordina tutti gli elementi dello sviluppo sostenibile: approvvigionamento di acqua ed energia, smaltimento dei rifiuti, mobilità, servizi  per la collettività come scuole e ospedali, tutela del paesaggio, edificazione “intelligente” dei nuovi insediamenti residenziali.

 

Molte metropoli delle economie emergenti hanno già messo in atto piani simili, ma anche nella vecchia Europa si sta lavorando in tale direzione e molte città stanno progettando la loro “rivoluzione”. 

Le top nel mondo

 

Copenhagen

Copenhagen sempre più smart city


Ha conquistato negli ultimi anni diversi primati, da quello di Capitale europea green nel 2014, per arrivare al primato mondiale nel 2017. Molti i suoi punti di forza, dalla metropolitana automatizzata attiva 24 ore su 24 (i treni passano al massimo ogni 4 minuti) al programma di mobilità che prevede che entro il 2025 il 75% dei cittadini si sposterà a piedi o in bicicletta (attualmente lo sta già facendo il 40%).

 

Singapore

Singapore ha avviato il programma Smart Nation


Nel 2014 l’ex colonia britannica ha avviato il programma Smart Nation che ambisce a rivoluzionare in positivo la vita dei suoi cittadini attraverso l’acquisizione e gestione di un grande database con le informazioni di ciascuno di essi.

 

Stoccolma

È stata la prima European Green Capital, nel 2010 e già nel 1990 aveva tagliato le emissioni di CO2 del 25%. Ora aspira a diventare autonoma dai combustibili fossili entro il 2050.

 

Il quartiere Hammarby Sjöstad di Stoccolma a impatto 0

 

Il suo quartiere Hammarby Sjöstad, a sud del centro, è noto in tutto il mondo per il progetto “Symbiocity”, un programma che ha reso l’area  impatto zero e la sua comunità (circa 1100 appartamenti) autonoma in tutto. La pioggia diventa acqua di scarico e la spazzatura viene bruciata per garantire energia elettrica e calore alle case. Un sistema virtuoso in cui ogni risorsa ne alimenta un’altra.

 

Oslo

I lavori inizieranno nel 2019 e già promette di diventare una delle più avanguardistiche smart city europee.

 

La città 100% sostenibile Oslo Airport City

 

Oslo Airport City sorgerà su un’area di oltre 900 acri acri e rientra nel programma regionale che prevede la realizzazione di città intelligenti intorno a Oslo e con ottimi collegamenti. Qualcuno dice che sarà la prima città sostenibile al mondo per le sue politiche legate soprattutto alla mobilità, la maggior parte dei luoghi, infatti, sarà raggiungibile a piedi o con mezzi elettrici; tutta l’energia necessaria sarà prodotta da fonti rinnovabili e gli edifici saranno immersi in enormi spazi verdi.

 

Amburgo

Ad Amburgo c’è HafenCity, il nuovo distretto portuale, un progetto integrato che ormai ha fatto della filarmonica ideata dallo studio Herzog & de Meuron il suo elemento distintivo.

 

 

HafenCity, il nuovo distretto portuale ad alta efficienza di Amburgo

 

Ad HafenCity gli edifici sono efficienti, presentano pannelli fotovoltaici e turbine eoliche a basso impatto estetico e ci si sposta attraverso il bike sharing o con veicoli elettrici (la città è piena di colonnine per la ricarica dei veicoli).

 

Parigi – Le Grand Pari(s)

 

Le Grand Pari(s) progetto per una megalopoli super connessa ed efficiente.

 

A Parigi c’è attesa per il grande progetto che dovrebbe trasformare la capitale francese in un megalopoli super connessa ed efficiente. Le Grand Pari(s) sta appunto per “grande Parigi” ma anche per “grande scommessa” e alla sua base c’è proprio un ambizioso disegno di metropolitane automatiche attorno alla città, il Grand Paris Express. Chissà se come previsto sarà consegnato alla città dopo le Olimpiadi del 2024.

 

Kenya – Smart City Konza

In Kenya sono appena partiti i lavori per la creazione di Smart City Konza: 2000 ettari a 70 km dalla capitale Nairobi.  Una città intelligente che potrà ospitare circa 200 mila persone in abitazioni suddivise tra residence e social housing, uffici, con scuole, un sistema di trasporti efficiente e pulito, edifici realizzati secondo elevati standard di risparmio energetico e sostenibilità e tecnologie avanzate.

 

In Kenya sta sorgendo la città intelligente Smart City Konza

 

Konza si propone inoltre di essere un polo tecnologico all'avanguardia grazie alla costruzione di centri di ricerca e università per lo sviluppo di progetti nell'ambito hi-tech. Il progetto è sviluppato da Gruppo ICM-Impresa Costruzioni Maltauro. Konza rappresenta un progetto importante nella strategia di crescita dello Stato africanoe si inserisce nel piano di sviluppo a lungo termine denominato "Kenya Vision 2030" lanciato dal Governo del Kenya nel 2008.

 

Milano

Se come nel Medioevo si misurasse la grandezza e la modernità di una città dal numero e dall’altezza delle sue torri, oggi in Italia vincerebbe Milano.

Ma in quanto a modernità il capoluogo lombardo primeggia anche per altro, oltre che per il numero dei suoi grattacieli. Dopo l’avventura di Expo 2015 sta riqualificando gran parte degli ex scali ferroviari, nonché alcune zone outsider (come l’attuale area fieristica) dove stanno sorgendo e sorgeranno nei prossimi anni quartieri ed edifici dal carattere avanguardistico: progetti a basso impatto ambientale, immersi in ettari di verde e dotati di teleriscaldamento, sistemi geotermici e altre soluzioni che utilizzano fonti rinnovabili.

 

Appartamenti di lusso dotati di sistemi domotici, condomini di nuova generazione dove vivere ma anche lavorare e socializzare attraverso programmi di coworking, servizi di concierge e ancora palestre e aree fitness integrate, asili e spazi collettivi. Tra i progetti che promettono meglio c’è UpTown , adiacente al Cimitero Maggiore, il centro residenziale Parco Vittoria, nel quartiere portello e ancora City Life, l’interessante progetto di riqualificazione della zona campionaria, sempre nella zona est della città, i cui edifici sono stati disegnati da Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid.

 

Progetto Milano City Life

Progetto Milano City Life

 

“Non è la tecnologia che fa di un quartiere uno smart district”, spiega Attilio Di Cunto, AD di EuroMilano, che cura UpTown, “è importante ma non basta. Quello che fa di UpTown il primo distretto smart è il fatto che l’intero progetto ruota intorno a un nuovo stile di vita, fatto di ecosostenibilità, benessere, spazi verdi, servizi alla persona, cultura”.

 

E sono solo alcuni dei progetti che stanno interessando la città, i programmi sono molto ambiziosi e già entro il 2020 si potrebbe vedere uno skyline ancora più articolato, per quella data è prevista, infatti, l’inaugurazione di Gioia 22, la torre che sorgerà sul sito dell’edificio ex INPS, in via Melchiorre Gioia.

 

La torre di milano Gioia 22

 

A sud – ovest di Milano, zona Bisceglie, la società Borio Mangiarotti sta curando un ampio progetto di riqualificazione urbana immerso nel verde e ideato da Mario Cucinela: il complesso SEIMilano .

 

Progetto di riqualificazione urbana SEIMilano

Progetto di riqualificazione urbana SEIMilano

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