Comunità energetiche: solo 16 su 100 hanno completato l’iter di attivazione

Legambiente segnala i ritardi nell’avvio delle comunità energetiche a causa di ostacoli burocratici e chiede un intervento al nuovo Governo perché emani al più presto le regole attuative e i nuovi incentivi.

Comunità energetiche: solo 16 su 100 hanno completato l'iter di attivazione

Su 100 comunità energetiche mappate fino a giugno 2022 su comunirinnovabili.it, solo 16 hanno completato l’iter di attivazione con il GSE e solo 3 (quella di Vitulano, il Residence Cicogna e un autoconsumatore collettivo di ACEA Pinerolese) hanno ricevuto la prima tranche di incentivi. 45 sono ancora all’inizio del percorso e 55 sono a uno stadio più maturo del processo. E’ Legambiente a fare un’analisi dei ritardi dovuti principalmente a difficoltà e lungaggini burocratiche, nell’avvio di una soluzione in grado di contrastare il caro bollette e la povertà energetica.

Lo studio “I blocchi allo sviluppo delle comunità energetiche” evidenzia che i problemi sono diversi: la burocrazia farraginosa, la mancanza degli incentivi del MITE e delle regole attuative da parte di Arera, le poche informazioni disponibili che aiutino a identificare l’ambito di sviluppo delle CER, i ritardi nella ricezione degli incentivi e i preventivi spesso cari per gli allacci alla rete.

Legambiente chiede al nuovo Governo di intervenire velocemente per superare tali ritardi emanando le regole attuative di Arera,  le cui consultazioni – spiega Stefano Ciafani, Presidente dell’Associazione ambientalista – si sono chiuse lo scorso 29 settembre e i nuovi incentivi.

Tra le urgenze principali si attende la pubblicazione dei Decreti attuativi del MITE, ed in particolare dei nuovi incentivi: l’Articolo 8 del D.Lgs. 199/2021 aveva infatti fissato un limite di 180 giorni per aggiornare i meccanismi di incentivazione, quindi entro maggio 2022. Siamo a fine ottobre e non sono ancora stati pubblicati.

Le Comunità energetiche sono state introdotte dal Decreto Milleproroghe 2020 e permettono a cittadini, cooperative e imprese di unirsi per “autoprodurre e condividere energia elettrica e termica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, secondo regole stabilite tra i membri delle comunità stessa”, sottolinea Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente, con conseguenti benefici economici, sociali e ambientali. Uno studio di Legambiente ha stimato un risparmio medio in bolletta del 25% circa, percentuale che può salire anche di molto a seconda delle scelte tecnologiche implementate.

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