Nuovo target UE per le emissioni di CO2 delle auto

La Commissione Europea ha fatto una proposta per accelerare la transizione ai veicoli a basse e a zero emissioni CO2

Proposta Commissione europea per taglio del 30% emissioni di CO2 delle auto

Sia per le autovetture che per i veicoli leggeri nuovi, nel 2030 le emissioni medie di CO2 dovranno essere inferiori del 30% rispetto al 2021. Lo ha proposto la Commissione Europea che in occasione della Cop23 di Bonn ha presentato il Pacchetto Clean Mobility con una serie di proposte, applicabili dal 2025 e dal 2030, per assicurare il rispetto degli obiettivi di Parigi per la riduzione vincolante delle emissioni di CO2 di almeno il 40% da qui al 2030 nell’UE e velocizzare la transizione verso veicoli a zero emissioni.

L’Unione deve aumentare i propri sforzi a sostegno di un’economia moderna a basse emissioni di carbonio, considerando prioritaria l’industria automobilistica nella quale le vendite UE di autovetture nuove rispetto alle vendite globali sono scese dal 34% prima della crisi finanziaria (2008/2009) al 20% di oggi.

La proposta prevede un obiettivo intermedio al 2025, a garanzia che inizino gli investimenti, con un target del 15% di emissioni di CO2 e uno per il 2030 che darà stabilità al progetto, con un taglio delle emissioni del 30% rispetto ai livelli del 2021.

La proposta della Commissione vuole anche stimolare, attraverso strumenti finanziari ad hoc, l’innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie per la realizzazione di veicoli a basse emissioni e un uso più efficiente di tutti i modi di trasporto di merci, in modo che l’Europa diventi la guida di questa transizione e con un ottimo rapporto costi-benefici.

La strategia presentata prevede un piano di azione e una serie di soluzioni di investimento per la diffusione a livello transeuropeo di un’infrastruttura per i combustibili alternativi e la revisione della direttiva sui trasporti combinati, che promuove l’uso combinato di diversi modi di trasporto delle merci che semplificherà la richiesta di incentivi da parte delle imprese stimolando così l’uso combinato di camion, treni, chiatte o navi.

E’ poi stata presentata la direttiva sui servizi di trasporto passeggeri con autobus, che incoraggia lo sviluppo di collegamenti effettuati in autobus su lunghe distanze attraverso l’Europa e offrirà alternative all’uso delle auto private, aiutando a diminuire le emissioni dovute ai trasporti e la congestione stradale. I viaggiatori, in particolare quelli con redditi bassi, beneficeranno così di una scelta di opzioni di mobilità più ampia, migliore e più accessibile;

Infine la Commissione ha presentato l’iniziativa sulle batterie, che riveste un’importanza strategica per la politica industriale integrata dell’UE affinché i veicoli e altre soluzioni di mobilità del domani e i rispettivi componenti siano concepiti e prodotti nell’UE.

Polemica l’associazione ambientalista Greenpeace che commenta che il pacchetto di misure per il settore trasporti proposto dalla Commissione Europea manca di una visione ambiziosa del futuro, fondata necessariamente su una mobilità alimentata da fonti rinnovabili e condivisa. Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia sottolinea che solo con meno auto sulle nostre strade, un impegno fermo per alimentarle con fonti rinnovabili e maggiore accesso a modelli di trasporto intelligenti e condivisi, l’Europa potrà centrare i suoi obiettivi sul clima e migliorare l’aria che noi tutti respiriamo. Greenpeace ricorda che dal 2013 nell’Ue le emissioni di gas serra dal settore trasporti sono continuamente cresciute.

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il trasporto su strada rappresenta il 73% delle emissioni del settore trasporti; e il 44,5% viene dalle auto private.

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