12 milioni gli occupati nelle energie rinnovabili

Nel 2020 nel mondo gli occupati nelle energie rinnovabili, tra lavoratori diretti e indiretti, erano 12 milioni, un numero cresciuto ogni anno da quando Irena ha pubblicato nel 2012 il suo primo Rapporto dedicato al tema. A guidare il settore il fotovoltaico, con circa 4 milioni di occupati.

12 milioni gli occupati nelle energie rinnovabili nel mondo nel 2020

Secondo l’ottava edizione del Rapporto “Renewable Energy and Jobs Annual Review 2021” realizzato da Irena, Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), nel 2020 nel mondo dodici milioni di persone erano impiegate nel settore delle energie pulite, in aumento rispetto agli 11,5 milioni del 2019 e agli 11 milioni del 2018 (nel 2012 erano 7,3).

Si tratta di una crescita importante e continua dal 2012, ma l’occupazione nei settori green potrebbe e dovrebbe essere assai maggiore e sostenuta da politiche internazionali di supporto, che guidino la transizione energetica verso la neutralità climatica, portando benefici socio economici. Il Rapporto conferma che la pandemia COVID-19, tra le altre cose, ha causato ritardi e interruzioni della catena di approvvigionamento, con impatti sui posti di lavoro che variano a seconda del paese e tra i diversi segmenti. In questo senso i singoli Governi dovrebbero prevedere investimenti per rafforzare le “supply chain” nazionali.  La COP26 rappresenta un’occasione importante, spiega Francesco la Camera, direttore generale di IRENA, perché i Governi definiscano una precisa strategia aumentando gli investimenti e sostenendo la formazione del personale. Sostenibilità ambientale e creazione di posti di lavoro – sicuri, dignitosi, con pari opportunità tra uomini e donne e con un salario adeguato – possono andare di pari passo.

Per garantire una transizione energetica equa e sostenibile per i lavoratori, sono fondamentali gli accordi di contrattazione collettiva, il superamento delle barriere strutturali ancora esistenti e mimimizzare il più possibile i possibili squilibri tra perdite di lavoro e nuova occupazione, considerando che alla fine del processo i guadagnati saranno molti di più dei persi. Infatti lo scenario sostenibile previsto da ILO parla al 2030 di 24-25 milioni di nuovi posti nelle rinnovabili, contro i sei-sette milioni di perdite di occupazione. Il World Energy Transition Outlook stima che il settore delle energie green potrebbe impiegare 43 milioni di persone entro il 2050.

Mentre fotovoltaico ed eolico hanno continuato a guidare la crescita dell’occupazione globale nel settore delle energie rinnovabili, arrivando rispettivamente a un totale di 4 milioni (il 36% di tutta la forza lavoro) e 1,25 milioni di posti di lavoro, l’occupazione nell’ambito dei biocarburanti liquidi è diminuita a causa del calo della domanda di carburanti per il trasporto. Le vendite dell’illuminazione solare off-grid sono calate, per fortuna senza impatti significativi sugli occupati.

I paesi che creano più posti di lavoro nelle energie rinnovabili sono la Cina (con il 39% del totale), seguita da Brasile, India, Stati Uniti e Unione Europea. Il rapporto segnala la crescita di alcuni paesi del sud est asiatico, a partire da Vietnam e Malesia, tra i principali esportatori di fotovoltaico, l’Indonesia e la Colombia crescono nell’ambito dell’approvvigionamento agricolo per i biocarburanti, mentre Messico e Federazione Russa nel settore eolico, Nigeria, Togo e Sudafrica registrano numeri interessanti nel fotovoltaico.

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Tema Tecnico

Eolico, Solare fotovoltaico

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