Occupati nel fotovoltaico in Europa, 874.000 nel 2025 e quasi un milione con lo storage

Secondo l’EU Solar Jobs Report 2026 di SolarPower Europe, nel 2025 il fotovoltaico ha dato lavoro a 874.000 persone nell’Unione europea, l’1% in più rispetto al 2024. Con i 108.000 occupati dei sistemi di accumulo, analizzati per la prima volta, solare e storage arrivano a 982.000 posti di lavoro. L’Italia è terza con circa 85.000 addetti e al 2030 potrebbe salire al secondo posto, mentre a livello UE lo scenario centrale prevede un calo a 766.000 occupati per il rallentamento delle installazioni.

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Occupati nel fotovoltaico in Europa, 874.000 nel 2025 e quasi un milione con lo storage

Il fotovoltaico europeo continua a creare lavoro anche in un mercato meno dinamico rispetto agli anni passati. Nel 2025 l’occupazione nel solare è cresciuta dell’1%, il doppio rispetto alla media dell’economia UE (+0,5% su dati Eurostat), sostenuta da 69 GW di nuova potenza installata, un risultato superiore alle attese. Sono i dati dell’EU Solar Jobs Report 2026, recentemente pubblicato da SolarPower Europe.

La novità di questa edizione è l’inclusione dei sistemi di accumulo a batteria (BESS). Sommando i due comparti, solare e storage hanno sostenuto 982.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno (FTE), di cui circa 108.000 legati all’accumulo. Per Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe, si tratta di un traguardo da celebrare ma da non dare per scontato, perché un rallentamento delle installazioni e i problemi di flessibilità della rete ancora irrisolti rischiano di indebolire sia la sicurezza energetica sia il potenziale occupazionale del settore.

Occupati tra accumulo e fotovoltaico in Europa nel 2025
@SolarPower Europe

Il dato 2025 smentisce in parte le previsioni dell’anno scorso. Il report precedente stimava per il 2025 una contrazione a 826.000 occupati, mentre il valore effettivo risulta superiore del 5,8%.

Fotovoltaico e accumulo in Europa, i numeri dell’occupazione nel 2025

Dei 874.000 FTE del fotovoltaico, 383.000 sono posti di lavoro diretti (44%) e 491.000 indiretti (56%), generati lungo la catena di fornitura. Il grosso dell’occupazione si concentra nel deployment, la fase che comprende progettazione, approvvigionamento, autorizzazioni, installazione e messa in servizio degli impianti, con 742.000 addetti pari all’85% del totale. Le attività di O&M raggiungono il valore record di 78.000 occupati (9%), trainate dalla crescita del parco installato europeo, salito a 411 GW a fine 2025. Decommissioning e riciclo valgono 16.000 posti (2%), numeri ancora contenuti perché i grandi volumi di moduli a fine vita sono attesi a partire dal 2030.

La manifattura resta il punto debole della filiera. Gli occupati scendono a circa 37.000, 3.000 in meno rispetto al 2024, pari al 4% del totale. Chiusure di stabilimenti, insolvenze, sovraccapacità globale e concorrenza internazionale pesano soprattutto su moduli e celle.

La produzione di inverter, guidata dalla tedesca SMA, concentra il 90% dei posti di lavoro manifatturieri (circa 33.000). Nei moduli l’occupazione è scesa a circa 2.000 addetti dai 3.500 del 2024, nonostante la capacità produttiva UE sia cresciuta del 13% fino a 10,6 GW grazie al ramp-up della fabbrica 3SUN di Enel a Catania, che con circa 1,8 GW operativi è oggi anche il principale produttore attivo di celle in Europa. Lingotti e wafer restano praticamente assenti.

Occupati fra fotovoltaico e storage in Europa nel 2025

Lo storage conferma un profilo occupazionale simile a quello del solare. Dei 108.000 FTE stimati, 48.000 sono diretti e 60.000 indiretti. Il deployment assorbe circa 90.000 posti (84%), O&M e manifattura dedicata all’accumulo stazionario circa 8.000 e 7.000 ciascuno, il fine vita circa 2.000. Nel 2025 l’UE ha installato 27 GWh di batterie, per oltre metà in impianti utility-scale, e la flotta complessiva ha raggiunto quasi 80 GWh, dodici volte quella di quattro anni fa. Considerando tutte le applicazioni, la manifattura europea di batterie impiega circa 64.000 persone, in larga parte legate al settore automotive.

Italia terza per occupati, l’utility-scale supera il rooftop

La Germania si conferma il primo datore di lavoro del solare europeo con circa 165.000 FTE (19% del totale), seguita a breve distanza dalla Spagna. L’Italia è terza con circa 85.000 occupati e, insieme ai primi due Paesi, rappresenta quasi la metà della forza lavoro solare UE. Completano la classifica Francia (80.000), Romania (64.000), Polonia (63.000) e Bulgaria (35.000).

Occupati per Paese in Europa in fotovoltaico e accumulo
@SolarPower Europe

Il sostanziale pareggio tra Germania e Spagna, nonostante la Spagna abbia installato 3,9 GW in meno, dipende dal metodo di stima, basato sugli investimenti e sul costo del lavoro: salari medi più bassi e un moltiplicatore occupazionale indiretto più alto fanno sì che a parità di investimento in Spagna si generino più posti.

Per la prima volta da quando esiste la serie di report, l’occupazione legata agli impianti utility-scale supera, di poco, quella del fotovoltaico sui tetti, con il 50,2% dei posti contro il 32% del 2023 e il 41% del 2024. In Italia la quota utility-scale passa dal 33% al 42%, sostenuta dall’entrata in esercizio dei progetti aggiudicati nelle aste e dalla riduzione degli incentivi per il rooftop.

Segmento della filiera Occupati 2025 (FTE) Quota 2025 Previsione 2030 (FTE) Quota 2030
Deployment (progettazione e installazione) 742.000 85% 578.000 76%
Operation & Maintenance 78.000 9% 109.000 14%
Manifattura 37.000 4% 49.000 7%
Decommissioning e riciclo 16.000 2% 30.000 4%
Totale fotovoltaico UE-27 874.000 100% 766.000 100%
Storage (BESS), dato 2025 108.000 – n.d. –
Occupati nel fotovoltaico nell’UE-27 per segmento della filiera, dati 2025 e previsioni 2030 nello scenario centrale (Medium Scenario). Valori in unità equivalenti a tempo pieno (FTE), diretti e indiretti. Fonte: SolarPower Europe, EU Solar Jobs Report 2026.

Prospettive al 2030 e nodo delle competenze

Nello scenario centrale, l’occupazione nel fotovoltaico europeo scenderà a 766.000 FTE nel 2030, con un calo del 12%. Le installazioni annue dovrebbero ridursi nel breve periodo per poi tornare intorno ai 70 GW a fine decennio, valori di poco superiori a quelli del 2025. Con investimenti stabili, l’aumento della produttività e del costo del lavoro riduce il fabbisogno di manodopera. Il calo riguarda solo il deployment (–22%, a 578.000 addetti), mentre tutti gli altri segmenti crescono. L’O&M sale a 109.000 FTE con un parco installato che arriverà a 739 GW, la manifattura potrebbe raggiungere 49.000 posti se i progetti industriali annunciati andranno in porto e il riciclo quasi raddoppia a 30.000 addetti.

Le variabili sono molte. Nello scenario basso, con installazioni ferme a 49,4 GW nel 2030, il deployment scenderebbe a circa 404.000 posti e la manifattura a 10.000. Nello scenario alto, con 101 GW annui, più elettrificazione e una rapida diffusione di accumuli e demand response, il deployment manterrebbe circa 841.000 occupati. Il report indica come principali freni il taglio del sostegno al residenziale e al commerciale in diversi Paesi, oltre a prezzi negativi dell’elettricità, curtailment crescente e capture rate in calo per i grandi impianti.

Per l’Italia le prospettive sono positive. L’occupazione è stimata in crescita del 24%, da 85.000 a 105.000 FTE, l’incremento più alto tra i principali mercati, che porterebbe il Paese al secondo posto davanti alla Spagna (102.000). Il report attribuisce questo andamento al decreto FER X e ai meccanismi d’asta, che dovrebbero dare continuità alle installazioni e maggiore visibilità agli investitori. La Germania resterebbe prima con 153.000 occupati.

Sul fronte delle politiche, SolarPower Europe individua sette priorità per le competenze. Tra queste figurano l’accesso semplificato ai fondi per la formazione per le PMI (FSE+, Erasmus+, Fondo per una transizione giusta, PNRR), l’aggiornamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale su sistemi integrati, digitalizzazione e cybersecurity, l’attuazione dell’articolo 18 della direttiva RED III sulla certificazione degli installatori e l’Azione 13 del Piano d’azione per l’elettrificazione.

Cosa cambia per l’edilizia e gli installatori

Una parte rilevante dell’occupazione solare appartiene di fatto al settore delle costruzioni. Nella metodologia del report, deployment, O&M e decommissioning sono ricondotti al codice NACE F (Costruzioni) per il calcolo dei posti indiretti, e l’installazione comprende sia il lavoro meccanico sia quello elettrico. Le imprese segnalano difficoltà persistenti nel reperire elettricisti, installatori, coperturisti e ingegneri con competenze adeguate. Per questo il report chiede di non ridurre la capacità formativa durante la fase di stabilizzazione del mercato, per evitare colli di bottiglia quando la domanda riprenderà.

Il peso del segmento edilizio è destinato a crescere di nuovo. Nel 2025 il fotovoltaico sui tetti valeva il 49,8% dei posti, ma al 2030 tornerebbe in maggioranza con il 52,7%, anche per le crescenti difficoltà dei progetti a terra in alcuni mercati. Nello storage, le batterie residenziali hanno generato da sole 42.000 FTE, il 41% dell’occupazione nel deployment, e rappresentano ancora il 55% della capacità installata. Il cantiere energetico dell’edificio integra sempre più fotovoltaico, accumulo, pompe di calore e ricarica dei veicoli elettrici. L’Azione 13 del Piano per l’elettrificazione prevede di facilitare l’accesso alle certificazioni attraverso il futuro Construction Services Act e di favorire partenariati tra imprese e istituti tecnici, mentre il report chiede di salvaguardare i requisiti di sicurezza e qualità specifici di ciascuna tecnologia.

FAQ occupati nel fotovoltaico in Europa

Quanti sono gli occupati nel fotovoltaico in Europa?

Nel 2025 il fotovoltaico ha sostenuto 874.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno nell’UE-27, l’1% in più rispetto agli 865.000 del 2024. Il 44% sono posti diretti e il 56% indiretti, secondo l’EU Solar Jobs Report 2026 di SolarPower Europe.

Quante persone lavorano nel settore dello storage in Europa?

I sistemi di accumulo a batteria hanno sostenuto circa 108.000 FTE nel 2025, per l’84% nella fase di installazione. Insieme al fotovoltaico si arriva a 982.000 occupati, quasi un milione.

Quanti sono gli occupati nel fotovoltaico in Italia?

L’Italia è il terzo mercato europeo per occupazione nel solare, con circa 85.000 FTE nel 2025. Al 2030 sono previsti circa 105.000 occupati (+24%), che porterebbero il Paese al secondo posto nell’UE dopo la Germania.

Il lavoro nel fotovoltaico è destinato a crescere o a diminuire?

Nello scenario centrale l’occupazione UE scende a 766.000 FTE nel 2030 (–12%), per il calo dei posti nell’installazione legato a mercato stabile e maggiore produttività. Crescono invece manutenzione, manifattura e riciclo, che insieme arriveranno a quasi un quarto dei posti.

Quali figure professionali servono nel fotovoltaico?

Le imprese cercano soprattutto elettricisti, installatori, coperturisti e ingegneri, oltre a tecnici per collaudo e manutenzione, specialisti di quality assurance e cybersecurity. Il report sottolinea la crescente richiesta di competenze su sistemi integrati con accumulo, pompe di calore e mobilità elettrica.


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