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A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Piano nazionale per la qualità dell’aria, cosa prevede su agricoltura ed emissioniMobilità sostenibile e cold ironing nei portiRiscaldamento e impianti a biomassaComunicazione, monitoraggio e governance multilivello Il Consiglio dei Ministri ha approvato il “Piano nazionale di azione per il miglioramento della qualità dell’aria”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.178 del 02 agosto 2025. Prevede un maxi stanziamento di 2,4 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Piano si rifà a due sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea (causa C-573/19 e causa C-644/18) che hanno accusato l’Italia di aver violato la direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, per via del superamento sistematico dei limiti di particolato e biossido di azoto. In questo modo l’Italia tenta di colmare un ritardo storico nell’adeguamento alla disciplina europea in materia di aria pulita, aprendo un percorso di convergenza tra politiche ambientali, finanziamenti pubblici e obblighi comunitari. Piano nazionale per la qualità dell’aria, cosa prevede su agricoltura ed emissioni Per quanto riguarda il settore agricolo, il Piano mira a promuovere tecniche colturali a basso impatto emissivo e lo sviluppo del carbon farming. L’obiettivo è ridurre le emissioni di ammoniaca e particolato, che sono alla base delle procedure di infrazione europee. Il testo interviene con misure mirate nelle Regioni del bacino padano, l’area più soggetta a vincoli comunitari sulla qualità dell’aria. Dal 1° gennaio 2028, ad esempio, entra in vigore il divieto di utilizzo dell’urea come fertilizzante, sostituita da prodotti alternativi, organici o di sintesi chimica. Per sopperire ai costi maggiori a carico degli operatori del settore, si prevedono fondi specifici nell’ambito del Piano strategico nazionale 2023-2027. Mobilità sostenibile e cold ironing nei porti Altro punto riguarda il trasporto pubblico e la mobilità condivisa; in questo ambito si prevedono interessanti incentivi ai Comuni per lo sviluppo di sistemi integrati casa-scuola e casa-lavoro. Vengono poi introdotte agevolazioni tariffarie sugli oneri di sistema per favorire il ricorso al cold ironing nei porti, consentendo alle navi ormeggiate di alimentarsi con energia elettrica da terra e limitare l’utilizzo dei motori ausiliari, tradizionalmente altamente inquinanti. Riscaldamento e impianti a biomassa Il comparto del riscaldamento domestico prevede una serie di norme per l’efficientamento energetico allo scopo di sostituire le caldaie obsolete e promuovere le tecnologie a basse emissioni. Altro aspetto rilevante riguarda il rafforzamento dei controlli sugli impianti a biomassa, fonte non trascurabile di particolato fine, la cui diffusione è stata spesso sottovalutata rispetto all’impatto ambientale. Senza modificare gli obblighi già fissati dal decreto legislativo 192/2005 e dal decreto legislativo 152/2006 in materia di manutenzione, il Piano impone che venga introdotta una nuova norma per gli impianti alimentati a biomasse legnose o legna da ardere: ogni apparecchio immesso sul mercato dovrà essere corredato da un opuscolo informativo redatto dal produttore per fornire agli utenti indicazioni chiare sulle corrette modalità di utilizzo e gestione. Comunicazione, monitoraggio e governance multilivello Il Piano nazionale di azione per il miglioramento della qualità dell’aria non si limita ad introdurre incentivi economici per gli interventi di efficientamento energetico, anzi introduce un sistema articolato di campagne di sensibilizzazione. In parallelo viene istituito un meccanismo di monitoraggio strutturato che coinvolge amministrazioni centrali, Regioni e Comuni; in tal modo è garantito un flusso costante di dati e verifiche sull’attuazione delle misure. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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