Milano, The Sign firmato Progetto CMR

Nella città che cambia, il complesso progettato dallo studio milanese propone un business district nella zona sud ovest. Nuove funzioni terziarie in sostituzione di una vecchia fonderia degli anni Cinquanta. Cambia anche il volto del quartiere su iniziativa di Covivio

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Il complesso the Sign a Milano visto da sud

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Milano cambia, più lentamente di prima, ma cambia. Le trasformazioni urbanistiche decise qualche anno addietro prima della pandemia, nonostante tutto avanzano. In particolare in quelle aree della città che più di altre avevano già avviato il processo di cambiamento.

Siamo nella zona sud-ovest, non lontano dallo Iulm, l’Università privata di lingue e comunicazione, e a poca distanza dalla fermata della linea metropolitana di Romolo.

Una zona in piena trasformazione, che da industriale qual era diventa un business district, con nuove funzioni e nuove presenze architettoniche.

The Sign: le facciate sono formate da tripli vetri Vision e pannelli opachi Spandrel
The Sign: le facciate sono formate da tripli vetri Vision e pannelli opachi Spandrel

L’ultima di questa è The Sign, il nuovo complesso per uffici che ridisegna anche lo skyline di questo brano di città.

Il recupero dell’ex Fonderia Vedani

Il complesso, realizzato su iniziativa di Covivio, la società francese che opera nel campo dello sviluppo immobiliare, e disegnato da Progetto CMR, lo studio internazionale fondato da Massimo Roj, nasce dalla riqualificazione di un ex sito industriale degli Anni ’50.

Si tratta di un vecchio insediamento che oggi acquista una veste completamente nuova. Oggetto dell’intervento è infatti il recupero dell’ex Fonderia Vedani e la sua successiva riconversione in un nuovo distretto per uffici, costituito da tre edifici direzionali da 9, 11 e 3 piani ciascuno, oltre il piano terra.

Architettura e recupero urbano

Il concept, sviluppato dal team di Progetto CMR, interpreta il recupero urbano ricercando il dialogo con il contesto circostante.

«Questo progetto è un nuovo importante tassello per la riqualificazione di questa porzione di città – sostiene l’architetto Massimo Roj, ad di Progetto CMR -. Poco più di un anno fa vi abbiamo trasferito la nostra sede, a breve avremo come vicini di casa i dipendenti delle attività terziarie che si trasferiranno a The Sign, rendendo il quartiere vivo, architettonicamente all’avanguardia, in linea con il nuovo volto di Milano».

Il segno distintivo

I tre corpi di fabbrica (l’edificio A è a forma di elle, B e C invece hanno una base rettangolare) sono accomunati da una facciata fortemente contemporanea: una serie di lembi dorati che si alternano in sequenza alle trasparenze del vetro. Per unire idealmente i tre edifici in un unico e armonico complesso e interrompere il gioco della scansione pieno-vuoto, è stata inserita una frattura trasparente, che corre lungo tutte le facciate e che costituisce il segno distintivo del progetto.

Milano, progetto The Sign firmato Progetto CMR
La frattura trasparente, che corre lungo tutte le facciate, costituisce il segno distintivo del progetto

Le facciate del complesso sono formate da tripli vetri Vision e pannelli opachi Spandrel, mentre le schermature esterne sono in Alucobond d’oro spazzolato.

The Sign: Le schermature esterne sono in Alucobond d’oro spazzolato
Le schermature esterne sono in Alucobond d’oro spazzolato

L’edificio A ospita già il quartier generale della società di assicurazione Aon, mentre gli edifici B e C saranno utilizzati da Ntt Data.

La facciata di The Sign a Milano si compone di una serie di lembi dorati
La facciata di The Sign si compone di una serie di lembi dorati che si alternano in sequenza alle trasparenze del vetro

Il piano tipo del complesso B potrà ospitare 101 persone e 66 postazioni open; avrà due uffici singoli chiusi e otto postazioni in uffici chiusi in condivisione; sarà dotato di pavimenti galleggianti e controsoffitti radianti

The Sign: la pianta del piano tipo dell’edificio B
La pianta del piano tipo dell’edificio B

Il piano tipo del C invece ospiterà al massimo 175 dipendenti, avrà 90 postazioni open space, un solo ufficio chiuso e 12 postazioni in uffici chiusi in condivisione.

Verde e sostenibilità

Nella ricostruzione della connessione con il quartiere gioca un ruolo importante l’ampia zona verde prevista dal progetto, che rende l’area di intervento accessibile e permeabile, riaprendola alla comunità.

Milano, The Sign firmato Progetto CMR
The Sign; la facciata dell’edificio A sede del quartier generale di Aon

Lo spazio compreso tra i due edifici, di circa quattromila metri quadrati, è stato pensato come ideale prolungamento del parco del vicino complesso dello Iulm, dando così vita a un unico grande corridoio verde.

La sostenibilità ambientale e sociale sono i due capisaldi dell’intervento, messi a punto anche per raggiungere la certificazione Leed Platinum.

L’intervento prevede infatti soluzioni per incrementare la vivibilità del sito, unite a sistemi per una gestione efficiente delle risorse utilizzate, come l’acqua e l’energia: rete duale, recupero delle acque meteoriche per l’irrigazione, tetti verdi, impianti refrigeranti innovativi, soluzioni per il miglioramento della qualità dell’aria e del benessere termico all’interno degli edifici.

Verranno messe a dimora solo piante autoctone, mentre il legno impiegato proviene da foreste certificate.


Progetto CMR

È una società specializzata nella progettazione integrata (architettura, design e ingegneria), nata nel 1994. La sede centrale è a Milano; ha uffici in diverse città nel mondo: Roma, Atene, Pechino, Hanoi, Istanbul, Jakarta, Mosca, Tianjin; è partner di Ean, European Architect Network.



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