IL PORTALE PER L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE, IL RISPARMIO ENERGETICO, LE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA
Percorso di navigazione Infobuild energia > Progetti > Un volume di connessione

Un volume di connessione


  • Luogo
    Milano, Milano
  • Cronologia
    - realizzazione: da 2010 a 2013
  • Superficie di intervento
    16.500 mq
  • Committente
    Hines Italia SGR S.p.a.
  • Progettisti
    Piuarch
  • Categoria di intervento
    UFFICI
Porta Nuova Building, un volume di connessione

 

Porta Nuova Building si inserisce nel restyling che sta interessando Milano e con la sua forma organica e l’altezza misurata rispetto ai grattacieli, fa da elemento di congiunzione fra città storica e nuove urbanizzazioni, complice un originale sistema di brise-soleil.

 

a cura di Claudia Capperucci

 

Porta nuova building a Milano

  

Il prospetto sud guarda alla città storica, con vetrate rettangolari protette dal ritmo incalzante del sistema di brise-soleil realizzati in lastre verticali di vetro serigrafato; il prospetto nord, invece, si apre sulla “città nuova”, guarda a piazza Gae Aulenti, ed è scandito da grandi vetrate, sfalzate sui vari piani, che fanno da quinta teatrale all’area pedonale e al parco della Biblioteca degli Alberi di Porta Nuova (realizzato, a sua volta, dalla designer paesaggistica olandese Pietra Blaisse e da Piet Oudof, insieme allo studio Inside-Outside). Siamo al confine tra antica e moderna Milano ma il progetto Porta Nuova Building rientra senza ombra di dubbio nella seconda.

 

Il progetto Porta Nuova Building di Milano

 

Il volume, a forma di stringa sinuosa, si sviluppa in orizzontale per 140 metri presentando solo 5 piani (uno basso per il portico commerciale e i 4 superiori per gli uffici). In totale 30 metri di altezza per circa 16.500 mq destinati a uffici e negozi.

 

Porta Nuova Building a Milano si sviluppa su 5 piani

 

L’altezza è in linea con gli edifici preesistenti, ma la filosofia progettuale assolutamente attuale e si inserisce nel masterplan del rinascimento milanese (Garibaldi, Varesine, Isola). In quest’ottica Porta Nuova Building si pone come volume cerniera.

 

Il progetto Porta Nuova Building di Milano

I vetri

Negli edifici E1 e E2 sono stati utilizzati i vetri di Agc Flat Glass Italia. Le due facciate si differenziano anche per la scelta del tipo di vetro: Planibel I-top Low-e Clearvision per il lato nord, che garantisce un ottimo rapporto tra isolamento termico e trasmissione luminosa, oltre ad una buona protezione dalla luce del sole, mentre per il lato sud, Stratophone Stopray Vision-60t Clearvision, con uno strato di argento, che offre agli ambienti protezione solare in estate e isolamento termico in inverno.

 

I vetri caratterizzano il progetto di Porta Nuova Building di Milano

Ombreggiamento brise-soleil

I sistemi di ombreggiamento brise-soleil (o frangisole) sono tra i più evoluti. Possono essere fissi o mobili, in questo secondo caso i moduli (listelli o lamelle) si possono orientare in base alle diverse esigenze climatiche. E possono essere in verticale o in orizzontale sulla facciata. I listelli possono essere di materiali diversi, dal legno composito all’alluminio. Il loro obiettivo è schermare la luce del sole nel periodo estivo, quello di maggiore intensità, e consentire il soleggiamento durante il periodo invernale, quando il sole è basso sull’orizzonte.

 

I sistemi di ombreggiamento brise-soleil di Porta Nuova Building

La città nuova

Milano sta assistendo a un vero e proprio rinascimento: già prima di Expo 2015, con l’inizio del nuovo millennio, nella città sono sorti grattaccieli e progetti di riqualificazione di grande spessore, spesso con la firma di grandi archistar internazionali. Oggi questo restyling ha assunto dimensioni estese, i cantieri coprono oltre 2 milioni di mq, tra l’area che ha ospitato l’Expo, il Cimitero Monumentale e gran parte degli ex scali ferroviari. Tra i progetti di maggiore impatto c’è Porta Nuova che dal 2009 sta cambiando lo skiline cittadino.

 

Come sta cambiando lo skyline di Milano

 

Ingloba varie urbanizzazioni, dalla Torre Unicredit (la più alta d’Italia, con i suoi 231 metri), al Bosco Verticale ideato da Stefano Boeri, alla sfavillante Torre Diamante, in acciaio con forma sfaccettata come quella di un diamante.

 

Piuarch

Fondato nel 1996 da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, Piuarch è oggi un gruppo di lavoro che conta circa 40 professionisti, tra architetti e ingegneri provenienti da ogni parte del mondo, guidati dai quattro partner e da 8 associati. Vincitore del premio “Architetto Italiano dell’anno 2013” e di due Medaglie d’oro per Menzione d’Onore alla Triennale di Milano, più volte esposto alla Biennale di Architettura di Venezia, è uno dei principali nomi della scena architettonica milanese, con numerosi progetti sviluppati per prestigiosi brand di moda (Dolce&Gabbana, Gucci, Givenchy) e realizzati a livello internazionale. Sul sito si legge: Nel nostro approccio progettuale, l'architettura è sempre in relazione con il contesto, il singolo edificio è sempre visto come parte del tutto. Ogni edificio deve dialogare con la storia, le caratteristiche e le esigenze di un particolare luogo e tempo. Allo stesso tempo la nostra architettura è moderna, utilizza un linguaggio contemporaneo, ma prende sempre spunto dalle caratteristiche specifiche del sito. Progettiamo edifici con una forte identità, che arricchiscono il tessuto urbano in cui sono inseriti, e allo stesso tempo lo rispettano”.

 

Consiglia questo progetto ai tuoi amici

Commenta questo progetto

Il progetto è inerente le seguenti categorie
RISPARMIO ENERGETICO