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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Il 2025: per la prima volta l’utility-scale supera metà del mercatoL’Italia frena in attesa del MACSEVerso il 2030: il target dei 200 GW e il nodo della flessibilitàLe leve regolatorie: tariffe di rete, accesso ai mercati e un Action Plan dedicatoFAQ sistemi di accumulo 2026Quanti sistemi di accumulo sono stati installati in Europa nel 2025?Cos’è lo storage utility-scale e perché è diventato il primo segmento?Qual è l’obiettivo europeo per lo storage al 2030?Com’è andato il mercato italiano dei sistemi di accumulo nel 2025?Quali sono i principali ostacoli allo sviluppo delle batterie in Europa? SolarPower Europe ha pubblicato l’European Battery Market Outlook 2026-2030, il report annuale che l’associazione presenta occasione di ees Europe a Monaco. Nel 2025 sono stati installati 36 GWh di nuovi sistemi di accumulo elettrochimico, l’incremento annuo più alto mai registrato dall’avvio della serie storica nel 2013. Il parco batterie europeo ha superato per la prima volta la soglia dei 100 GWh, attestandosi a 101 GWh a fine anno. Fonte SolarPower Europe Per la prima volta il segmento utility-scale, cioè i grandi impianti connessi alla rete, ha rappresentato oltre la metà delle installazioni annuali, ridisegnando la geografia di un mercato che fino a pochi anni fa era trainato quasi esclusivamente dallo storage domestico. Sul fronte degli investimenti nel 2025 i capitali destinati ai sistemi di accumulo in Europa hanno raggiunto 17 miliardi di euro, in aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Il 2025: per la prima volta l’utility-scale supera metà del mercato Dietro la crescita del 48% ci sono andamenti molto diversi tra i segmenti. L’utility-scale ha installato 19 GWh, raddoppiando i volumi per il secondo anno consecutivo e arrivando a coprire il 53% delle nuove installazioni. A spingerlo sono diversi fattori: l’aumento delle necessità di flessibilità del sistema, la maggiore volatilità dei prezzi all’ingrosso, le opportunità di revenue stacking (cioè di cumulare ricavi da più mercati e servizi), il calo dei costi tecnologici e la crescita dei progetti ibridi solare-più-storage, che nell’UE hanno riguardato circa il 20% della nuova capacità di accumulo contro il 6% del 2024. Anche lo storage distribuito – cioè l’accumulo domestico e commerciale installato presso l’utente – torna a crescere, con un più 16% complessivo rispetto al 2024, ma perde quota relativa. Il residenziale ha aggiunto 12,3 GWh, equivalenti a oltre 1,5 milioni di sistemi, con un incremento del 3%: un recupero in valore assoluto che però si traduce in un arretramento della quota, scesa al 34% delle installazioni annue dal 49% dell’anno prima. Il segmento commerciale e industriale (C&I) ha registrato la performance più dinamica in termini relativi, con 4,7 GWh installati e una crescita del 77%, salendo al 13% del mercato. Sul parco cumulato, cresciuto del 55% in un anno, il residenziale resta il segmento più consistente ma scende appena sotto il 50%, mentre l’utility-scale diventa il secondo per dimensione, con circa il 40% della capacità installata, e il C&I si attesta all’11%. Resta però uno squilibrio di fondo: a fine 2025 il rapporto tra fotovoltaico e accumulo nell’UE era ancora di 8 a 1, in miglioramento rispetto al 10 a 1 del 2024 ma indicativo di una dotazione di storage insufficiente rispetto alla potenza solare in esercizio. Cambia anche la mappa dei mercati. Germania, Regno Unito e Italia restano i tre maggiori, ma il loro peso si riduce: per la prima volta i primi tre Paesi hanno pesato per meno della metà delle installazioni annue, fermandosi al 47%. A completare la top 5 entrano due nuovi protagonisti, Ucraina e Bulgaria, ciascuno con quasi 3 GWh aggiunti. Nel complesso i cinque mercati principali hanno coperto il 62% delle installazioni europee, contro circa l’80% del biennio 2023-2024: un segnale di diversificazione geografica destinato a consolidarsi. Mercato Nuova capacità 2025 (GWh) Variazione sul 2024 Quota installazioni europee Germania 6,6 +2% 18% Regno Unito 5,2 +64% 14% Italia 5,0 −18% 14% Ucraina 2,9 primo ingresso in top 5 8% Bulgaria 2,7 +1.061% 7% Fonte: SolarPower Europe, European Battery Market Outlook 2026-2030. La Bulgaria ha registrato il tasso di crescita più alto del continente; l’Ucraina entra per la prima volta nel perimetro geografico del report. L’Italia frena in attesa del MACSE Per il mercato italiano il 2025 è stato un anno di pausa. Con 5 GWh installati e un calo del 18% sull’anno precedente, l’Italia scivola al terzo posto dopo l’eccezionale volume del 2024. La flessione interessa tutti i segmenti: il residenziale arretra del 33%, il C&I resta debole con una quota dell’8%, mentre l’utility-scale segna la sua prima contrazione (−11%), pur restando solido con 3,1 GWh, frenato dall’esaurimento delle pipeline contrattualizzate nelle aste precedenti e dal ritardo nell’avvio del primo round MACSE. Fonte SolarPower Europe Non si tratta però di una battuta d’arresto strutturale. Sul parco cumulato l’Italia è infatti il secondo mercato europeo, con il 18% della capacità installata. E il punto di svolta è già arrivato con la prima asta MACSE del 30 settembre 2025, per l’anno di consegna 2028, in cui i 10 GWh messi a gara sono stati interamente assegnati con contratti quindicennali a premio fisso e a prezzi molto competitivi, con una netta preferenza degli operatori per le durate lunghe, tra le 6 e le 8 ore. A questo si aggiungono le nuove aste FER-Z, in arrivo entro il 2029. Rispetto ai meccanismi precedenti, il sostegno non premia più il singolo impianto rinnovabile ma la capacità di garantire profili di produzione stabili e programmabili nell’arco della giornata: un obiettivo che rende l’accumulo lo strumento naturale per rispettare gli impegni assunti. Con un target nazionale di 8 GW di storage al 2030, l’Italia dispone delle leve per tornare a crescere nei prossimi anni. Verso il 2030: il target dei 200 GW e il nodo della flessibilità Lo scenario di medio periodo è di forte espansione. Nello scenario centrale di SolarPower Europe, le installazioni annue supereranno per la prima volta i 50 GWh già nel 2026 (52 GWh, +44%), per poi salire fino a 138 GWh nel 2030, con un tasso di crescita medio annuo del 28%: a fine decennio le aggiunte annuali saranno circa quattro volte quelle del 2025. fonte SolarPower Europe Si attende che la capacità complessiva cresca sei volte, da poco più di 100 GWh a circa 580 GWh entro il 2030, mentre i soli 27 Stati membri UE dovrebbero raggiungere 470 GWh. A trainare sarà ancora l’utility-scale, la cui quota sulle installazioni annue passerà dal 53% del 2025 al 75% del 2030. Fonte SolarPower Europe È in questo quadro che si inserisce un’importante novità di policy. Con il pacchetto AccelerateEU, la Commissione europea ha fissato per la prima volta un obiettivo dedicato allo storage: 200 GW di potenza di accumulo al 2030, contro i 55 GW attuali, un traguardo che implica una triplicazione della capacità installata in quattro anni. SolarPower Europe accoglie il target come un segnale atteso, ma avverte che anche nello scenario centrale, l’UE è destinata a restare al di sotto del livello necessario: il report Solar+ stima in almeno 600 GWh il fabbisogno di accumulo per i 27 Stati membri al 2030, una soglia che soltanto lo scenario alto avvicina, con 593 GWh. Il report segnala che permangono ostacoli che frenano lo sviluppo del mercato: tempi di connessione alla rete che in alcuni casi superano i cinque-dieci anni, procedure autorizzative non armonizzate, classificazione incerta delle batterie come consumo, generazione o entrambi, e quadri di remunerazione ancora insufficienti per i servizi di rete. Le leve regolatorie: tariffe di rete, accesso ai mercati e un Action Plan dedicato Per colmare il gap, SolarPower Europe chiede alle istituzioni europee di adottare un Battery Storage Action Plan dedicato, sul modello della Solar Strategy del 2022. Tre interventi sono indicati come prioritari. Il primo riguarda le tariffe di rete: in diversi Stati membri le batterie subiscono ancora la doppia imposizione, pagando oneri sia quando prelevano sia quando immettono energia, una distorsione che indebolisce il business case. Il report segnala che diversi Paesi, tra cui l’Italia, hanno già rimosso in tutto o in parte questa penalizzazione sull’immissione, mantenendo gli oneri solo sull’autoconsumo, mentre altri continuano ad applicarla integralmente. Il secondo intervento punta a garantire alle batterie un accesso pieno e non discriminatorio a tutti i mercati elettrici, dai mercati del giorno prima e infragiornaliero ai servizi di bilanciamento e ancillari, fino ai mercati della capacità, valorizzando il revenue stacking per asset stand-alone e ibridi. Il terzo riguarda la stabilità e la prevedibilità del quadro regolatorio, condizione necessaria per rendere bancabili gli investimenti. Su questo fronte si muovono anche il Grids Package presentato a dicembre 2025, che punta ad accelerare permessi e connessioni, e l’Industrial Accelerator Act del marzo 2026, che classifica lo storage come tecnologia strategica net-zero introducendo requisiti progressivi di contenuto industriale europeo. FAQ sistemi di accumulo 2026 Quanti sistemi di accumulo sono stati installati in Europa nel 2025? Nel 2025 l’Europa ha installato 36 GWh di nuovi sistemi di accumulo, con una crescita del 48% rispetto al 2024. È il dodicesimo anno consecutivo di crescita record e l’anno in cui il parco operativo complessivo ha superato per la prima volta i 100 GWh, raggiungendo 101 GWh. Nell’UE a 27 le installazioni sono state pari a 27 GWh, il 75% del totale continentale. Cos’è lo storage utility-scale e perché è diventato il primo segmento? Per utility-scale si intendono i grandi sistemi di accumulo connessi alla rete, con capacità superiore a 1.000 kWh, spesso abbinati a impianti rinnovabili o stand-alone. Nel 2025 questo segmento ha coperto per la prima volta oltre la metà delle installazioni annue europee, con 19 GWh, grazie all’aumento delle necessità di flessibilità del sistema, alla volatilità dei prezzi all’ingrosso, alle opportunità di revenue stacking e al calo dei costi tecnologici. Qual è l’obiettivo europeo per lo storage al 2030? Con il pacchetto AccelerateEU la Commissione europea ha fissato per la prima volta un obiettivo dedicato di 200 GW di potenza di accumulo al 2030, contro i 55 GW attuali, equivalente a una triplicazione in quattro anni. In termini di capacità in energia, lo scenario centrale di SolarPower Europe prevede circa 580 GWh in Europa entro il 2030, mentre il report Solar+ stima in almeno 600 GWh il fabbisogno dei 27 Stati membri per sostenere un sistema elettrico fortemente rinnovabile. Com’è andato il mercato italiano dei sistemi di accumulo nel 2025? L’Italia ha installato 5 GWh nel 2025, in calo del 18% sull’anno precedente, scivolando al terzo posto europeo dopo i volumi eccezionali del 2024. La flessione ha riguardato soprattutto il residenziale e, per la prima volta, l’utility-scale, in attesa dell’avvio del MACSE. Sul parco cumulato, però, l’Italia resta il secondo mercato europeo con il 18% della capacità installata, e la prima asta MACSE del 30 settembre 2025, con 10 GWh assegnati con contratti quindicennali a premio fisso, indica una ripartenza nei prossimi anni. L’obiettivo nazionale è di 8 GW di storage al 2030. Quali sono i principali ostacoli allo sviluppo delle batterie in Europa? I freni principali sono la doppia imposizione degli oneri di rete in diversi Stati membri, l’accesso ancora frammentato ai mercati elettrici, i lunghi tempi di connessione alla rete (in alcuni casi oltre cinque-dieci anni), le procedure autorizzative non armonizzate e i quadri di remunerazione insufficienti per i servizi di sistema. Per superarli, SolarPower Europe chiede l’adozione di un Battery Storage Action Plan dedicato a livello UE. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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