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Fonte: pexel Indice degli argomenti: Decreto energia: cosa prevede il governo contro il caro bollette Decreto energia: il credito d’imposta per le imprese Il nuovo Fondo automotive Via libera ai pannelli fotovoltaici sui tetti senza autorizzazione Decreto energia: le misure per il Sud Finalmente il governo ha emanato il tanto atteso Decreto energia 2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1° marzo 2022 e immediatamente in vigore. L’obiettivo del Decreto legge è ridurre il caro bollette dovuto all’incremento del prezzo del gas sui mercati internazionali. Infatti stando ai dati ADICONSUM i rincari raggiungono il 65% sulle bollette della luce e il 59% su quelle del gas. Contro le stangate in arrivo, il nuovo Decreto energia stanzia quasi 8 miliardi di euro destinati all’efficientamento energetico e a favore di imprese, attività commerciali e utenze domestiche. Di questi circa 4 miliardi di euro sono destinati alle filiere produttive maggiormente colpite dai rincari. Tra le misure principali del Decreto energia 2022 ci sono: l’applicazione dell’Iva al 5% sul gas metano usato a fini civili e industriali per i mesi di aprile, maggio e giugno 2022; l’annullamento per il secondo trimestre 2022 delle aliquote sugli oneri generali applicate alle utenze domestiche e non domestiche a bassa tensione; il “bonus sociale”, per il secondo trimestre dell’anno 2022, ovvero agevolazioni economiche sulle tariffe per la fornitura di energia elettrica e di gas ai clienti in difficoltà economiche o in gravi condizioni di salute; lo snellimento dell’iter burocratico per installare pannelli solari sui tetti degli edifici, per impianti fotovoltaici con potenza superiore a 50 kW e fino a 200 kW; il credito d’imposta del 20% per le aziende a forte consumo di energia sulle spese sostenute per la fornitura di energia relativa al secondo trimestre 2022; il credito d’imposta al 15% per le imprese a forte consumo di gas naturale sulle bollette relative al primo trimestre del 2022 laddove il prezzo di gas/elettricità abbia subito un incremento di almeno il 30 % rispetto al prezzo medio calcolato al primo trimestre del 2019. Il testo completo del Decreto energia n. 17 del 1° marzo 2022 recante il titolo “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali”, prevede dunque una serie di misure contro l’aumento delle bollette per il 2022. Decreto energia: cosa prevede il governo contro il caro bollette Sono circa 7,5 miliardi di euro i fondi destinati dal governo per contrastare l’aumento delle bollette, sia per le utenze domestiche che per le industrie e le attività commerciali ad alto consumo energetico. Queste le parole del premier Draghi in occasione del comunicato stampa dello scorso 18 febbraio: “Abbiamo approvato un provvedimento per contenere il costo dell’energia e sostenere il settore automobilistico. Mettiamo in campo quasi 8 miliardi di euro, di cui 6 per provvedimenti per l’energia. E lo facciamo senza ricorrere a nuovi scostamenti di bilancio. Utilizziamo infatti i margini che derivano dagli ottimi risultati sul fronte della crescita della finanza pubblica, conseguiti lo scorso anno e descritti anche dal governatore della Banca d’Italia nel suo intervento più recente”. Gli interventi previsti nel Decreto si articolano verso due direzioni: misure di carattere emergenziale per calmierare i prezzi delle bollette nel breve termine (nello specifico per il primo trimestre del 2022); interventi a lungo termine, ad esempio l’aumento della produzione nazionale di energia per evitare crisi energetiche future e il via libera ai pannelli solari sui tetti, equiparati ai lavori di “manutenzione ordinaria”. Per quanto riguarda le misure a breve termine, il Decreto energia azzera gli oneri di sistema dell’energia elettrica per le utenze domestiche, anche quelle superiori a 16,5 KW. Inoltre riduce l’Iva sul gas (al 5%) per i mesi di aprile, maggio e giugno 2022 e potenzia il bonus sociale già in vigore. Quest’ultima misura riconosce tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica ai clienti domestici economicamente svantaggiati. Ne hanno diritto i cittadini che soddisfano i seguenti requisiti: ISEE non superiore a 8.265 euro; ISEE non superiore a 20.000 euro in caso di famiglia numerosa con almeno 4 figli a carico; titolari di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza. Possono accedere al bonus sociale anche i cittadini che, in ragione delle proprie condizioni di salute, hanno bisogno di apparecchiature elettromedicali ad elevato consumo di energia elettrica, a prescindere dall’ISEE. L’elenco delle apparecchiature che danno diritto al bonus sociale si può consultare nel Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011. Decreto energia: il credito d’imposta per le imprese Le attività produttive ad alto consumo di energia elettrica e gas avranno diritto ad un contributo straordinario erogato come credito d’imposta col fine di compensare, seppur parzialmente, le maggiori spese sostenute in bolletta nella misura seguente: del 20% per le imprese energivore; del 15% per le imprese a forte consumo di gas naturale. Fonte: pexel Il credito d’imposta previsto nel Decreto energia è utilizzabile soltanto in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d’impresa e nemmeno alla base imponibile per il pagamento dell’imposta regionale. Il nuovo Fondo automotive Tra le misure approvate è dato largo spazio ai bonus per la mobilità sostenibile. Si tratta del Fondo automotive destinato all’acquisto di veicoli non inquinanti allo scopo di “favorire la transizione verde, la ricerca, la riconversione e riqualificazione dell’industria del settore automotive, nonché per il riconoscimento di incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti”, recita il Decreto energia. Il nuovo Fondo prevede 700 milioni di euro per il 2022 e 1 miliardo di euro l’anno fino al 2030. Sarà un Dpcm a stabilire limiti e modalità di erogazione delle agevolazioni. Via libera ai pannelli fotovoltaici sui tetti senza autorizzazione Grazie al Decreto energia sarà più semplice installare impianti fotovoltaici ad uso domestico: il governo ha infatti equiparato tali interventi alla “manutenzione ordinaria” degli edifici. Vuol dire via libera ai pannelli solari sugli edifici con permessi più veloci e semplici, questo favorirà la transizione energetica e alleggerirà l’aumento delle bollette dell’elettricità. Per installare i pannelli solari – si legge nel decreto – “non è subordinata acquisizione di permessi, autorizzazioni o atti amministrativi di assenso comunque denominati”. Per procedere bisogna scaricare il modulo online dal sito del GSE (il gestore dei servizi energetici) o direttamente sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, compilarlo e inviarlo al gestore a inizio lavori e alla loro conclusione. Ma il via libera ai pannelli solari non vale per tutti gli edifici: l’iter semplificato non si estende ai beni vincolati che rientrano nel codice dei beni culturali e quindi sono sottoposti ad autorizzazioni paesaggistiche ad hoc. Decreto energia: le misure per il Sud Per favorire gli investimenti al Sud con il Decreto energia vengono stanziati 145 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2033 per le imprese che entro il 30 novembre 2023 investiranno nelle regioni: Abruzzo; Basilicata; Calabria; Campania; Molise; Puglia; Sardegna; Sicilia Il bonus per il Sud, che consiste in un credito d’imposta, è circoscritto agli investimenti finalizzati all’efficientamento energetico e a promuovere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il credito d’imposta spettante è fruibile in compensazione, non ha rilevanza fiscale ed è cumulabile con altre agevolazioni. Per i dettagli tecnici bisognerà attendere il prossimo decreto ministeriale con le disposizioni attuative previsto entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto energia. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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