Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
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Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
A cura di: Tommaso Tetro Le utility “generano valore per le comunità e contribuiscono alla transizione ambientale ed energetica del Paese”; investono 4,6 miliardi di euro all’anno su “decarbonizzazione, economia circolare, e digitalizzazione”. E’ questo il cuore del rapporto di sostenibilità 2022 ‘Le utilities italiane per la transizione ecologica e digitale’ messo a punto dalla Fondazione Utilitatis per conto di Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua, ambiente, energia). Crescita degli investimenti Le associate a Utilitalia hanno complessivamente incrementato nel 2021 gli investimenti in decarbonizzazione, a +43%, in economia circolare, a +50%, e in digitalizzazione, a +3%. Impatto su territorio di 11,7 miliardi Secondo l’analisi ‘il valore aggiunto’ distribuito dalle aziende associate ad Utilitalia – ai lavoratori, agli azionisti, alla pubblica amministrazione, ai finanziatori, alle comunità locali – è di 11,7 miliardi. A questi bisogna aggiungere altri 12,7 miliardi di spesa verso i fornitori; e di questi, quasi il 59%, verso realtà locali. Servizi pubblici settore strategico “Energia, ciclo idrico e servizi ambientali – osserva il vicepresidente di Utilitalia Filippo Brandolini – sono imprescindibili per la vita dei cittadini; e le utilities che se ne occupano sono parte attiva ed essenziale del progresso del Paese, come hanno dimostrato nelle fasi più acute della pandemia garantendo la continuità dei servizi. Anche nel 2021 il settore delle imprese dei servizi pubblici si è confermato strategico per l’Italia”. Investimenti in benefici per il clima Nel 2021 su 4,6 miliardi di investimenti il 31% del totale, pari a 1,4 miliardi, sono andati a decarbonizzazione, digitalizzazione e economia circolare. Img by utilitalia.it Proprio l’obiettivo della decarbonizzazione resta centrale per le utilities, con investimenti che superano gli 861 milioni rispetto agli oltre 600 milioni del 2020 (+43%). Tra gli esempi di questa spinta, l’energia prodotta da fonti rinnovabili (49%), i 6mila mezzi a basso impatto ambientale (18% del totale). Gli investimenti in economia circolare sono più di 272 milioni in crescita del 50%; il tasso di riciclo dei rifiuti differenziati è arrivato all’81,5%, mentre il tasso di recupero dei fanghi di depurazione ha superato il 92,5% (valore in miglioramento rispetto all’87% nel 2020). Per quanto riguarda la digitalizzazione, gli investimenti sono stati 297 milioni (+3% rispetto al 2020): oggi il 49% delle reti idriche risulta distrettualizzato, mentre i contatori intelligenti del gas sono circa il 79% di quelli installati. Il 51% delle utility fa rapporto di sostenibilità Il rapporto mette in evidenza “la crescita dell’integrazione della sostenibilità nel modello di business delle utilities: il 51% di esse elabora un rapporto di sostenibilità, il 18% si è dotato di una struttura dedicata alla sostenibilità e il 33% ha previsto obiettivi espliciti di sostenibilità all’interno del Piano industriale”. Sicurezza e lavoro, parità di genere Nell’ambito specifico della salute e della sicurezza sul lavoro il 59% delle aziende monitora i near miss (gli incidenti mancati) e il 60% adotta sistemi certificati di gestione della sicurezza sul lavoro. Sul fronte della parità di genere si registra una percentuale di donne nei Consigli di amministrazione pari al 37%, in aumento rispetto al 34,2% dell’anno precedente. Focus acqua, ambiente, energia su pre-pandemia Inoltre viene approfondita la serie storica delle performance di 56 aziende che valgono circa 37,2 miliardi di ricavi; è disponibile l’andamento, in un orizzonte di 3 anni, di 15 indicatori per il settore idrico, ambientale ed energetico. Tra i dati principali, per il ciclo idrico si registra che le perdite di rete si attestano al 38,6% in diminuzione di quasi il 2% rispetto al 2020 e di quasi il 3% rispetto al 2019 quando erano al 41,2%; la quota di fanghi da depurazione smaltiti in discarica, dopo un andamento incostante, è scesa al 9% nel 2021 (era all’11% nel 2019); per la raccolta differenziata dei rifiuti, le imprese considerate raggiungono il 62%, mentre per l’energia elettrica la quota prodotta da fonti rinnovabili raggiunge il 49% in aumento rispetto al 45% del 2020 e al 42% del 2019. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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