Audit o diagnosi energetica: perché farla, quando serve e come incide sulle scelte progettuali 11/06/2026
Risparmio idrico negli edifici: come ridurre i consumi con strategie, tecnologie e impianti efficienti 08/06/2026
Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Fotovoltaico industriale e CER: il progetto Greenvolt Next Italia per Benati Torneria Metalli 10/06/2026
Il ruolo crescente del biometano per la competitività, la resilienza e la sicurezza energetica dell’Italia 08/06/2026
Il futuro del clima nell’industria: efficienza e controllo totale con HovalSupervisor cloud 09/06/2026
C’è una sinergia tra meteorologia ed energie rinnovabili: la variabilità del clima influisce infatti sulla produzione delle rinnovabili. E’ quanto emerge dal Rapporto lanciato a Dubai in occasione della COP28 “2022 Year in Review: Climate-driven Global Renewable Energy Potential Resources and Energy Demand“, presentato alla COP28 da Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) e Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), con l’obiettivo di far comprendere, in primis ai politici, la relazione della produzione di fotovoltaico, eolico e idroelettrico, con la variabilità e i cambiamenti climatici, promuovere la resilienza e l’efficienza dei sistemi energetici e accelerare la transizione dai combustibili fossili verso un futuro energetico più ecologico. Le rinnovabili centrali nel percorso di transizione Emerge dunque il ruolo chiave dei servizi meteorologici e climatici nel rispondere al potenziale non sfruttato delle energie rinnovabili, che dominano le nuove fonti di approvvigionamento. Solo nel 2022, l’83% della nuova capacità è stata coperta da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Una crescita fondamentale per raggiungere sistemi energetici decarbonizzati entro il 2050, con un conseguente calo decisivo del consumo di combustibili fossili. La capacità installata globale di energia rinnovabile e la sua percentuale nella rete elettrica sono aumentate costantemente negli ultimi due decenni. Secondo il Rapporto, oggi circa il 40% della produzione di energia elettrica a livello globale è costituita da fonti rinnovabili. Il Direttore generale dell’IRENA, Francesco La Camera, ha dichiarato: “Le rinnovabili sono fondamentali per realizzare una transizione energetica di successo e sono un potente catalizzatore per mitigare i cambiamenti climatici. Per rispettare il percorso climatico di 1,5°C, la capacità rinnovabile globale deve triplicare entro il 2030. È inoltre essenziale che i decisori politici siano in grado di preparare le infrastrutture e gli asset energetici, in modo da tenere conto degli impatti dei cambiamenti climatici e della conseguente crescita della domanda”. Il Rapporto fornisce approfondimenti sul legame tra le rinnovabili e le condizioni meteorologiche e climatiche, sottolineando l’importanza di comprendere quanto i cambiamenti dei modelli meteorologici possano influire sulla capacità potenziale dell’energia eolica, fotovoltaica e idroelettrica, influenzando l’offerta e la domanda di energia, in particolare nell’ambito del riscaldamento e del raffreddamento. Il Rapporto rappresenta un utile strumento per aiutare il processo decisionale di responsabili politici, pianificatori energetici, gestori e operatori di rete, che avranno sempre più bisogno di dati e analisi complete per comprendere appieno i modelli delle variazioni osservate nelle risorse e nella domanda. I punti chiave del Rapporto Le fonti rinnovabili sono fortemente influenzate dalla variabilità naturale del clima. Ad esempio, le fluttuazioni stagionali e annuali per l’energia eolica in molti Paesi possono raggiungere il 15%, mentre sono inferiori per l’energia solare. Migliorare la comprensione dei fattori climatici e delle loro interazioni con le rinnovabili è fondamentale per la resilienza e l’efficienza delle transizioni e dei sistemi energetici. Considerare i principali fattori climatici, come l’Oscillazione El Niño Meridionale (ENSO), e saperli prevedere, permette di gestire le risorse energetiche in modo più efficiente. L’integrazione del clima nelle operazioni, nella gestione e nella pianificazione delle risorse energetiche dovrebbe essere una priorità. Ciò potrebbe portare alla creazione di sistemi di allarme rapido per aiutare a gestire meglio il carico energetico, le risorse e la manutenzione. I Paesi in via di sviluppo dovrebbero adattare i propri sistemi in modo da sfruttare il potenziale rinnovabile contando sulla conoscenza della variabilità del clima. Per esempio, l’Africa rappresenta solo il 2% della capacità globale, nonostante il suo abbondante potenziale e gli enormi benefici che ne potrebbero derivare per lo sviluppo socio-economico. La raccolta e la condivisione di dati energetici completi e sistematici è essenziale per migliorare la conoscenza e la comprensione della variabilità e dei cambiamenti climatici sulla domanda e sull’offerta di energia. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
24/11/2025 Il Mediterraneo come laboratorio per la resilienza climatica Alla COP30 il Mediterraneo emerge come laboratorio globale per adattamento e innovazione climatica. Strategie, ricerca e ...
21/11/2025 Rapporto GCCA: accelerare la decarbonizzazione del cemento A cura di: Stefania Manfrin Il nuovo Rapporto GCCA mostra i progressi globali nella decarbonizzazione del cemento e indica le politiche ...
19/11/2025 La traiettoria verso il 2035: proiezioni ferme a 2,6 °C e target troppo deboli A cura di: Stefania Manfrin La traiettoria del riscaldamento globale è quasi immobile da quattro anni. Proiezioni ferme a 2,6 °C, ...
14/11/2025 Sistemi di allerta precoce per la resilienza climatica Il nuovo rapporto WMO-UNDRR mostra progressi e criticità nei sistemi di allerta precoce, al centro della ...
13/11/2025 Guerre e ambiente: l’allarme ONU sul collasso degli ecosistemi naturali A cura di: Stefania Manfrin L’ONU denuncia la distruzione ambientale causata dai conflitti e chiede di aumentare i finanziamenti per la ...
11/11/2025 L’Italia alla COP30 di Belém protagonista della finanza climatica con 3,44 miliardi di euro Alla COP30 di Belém, l’Italia presenta un forte impegno nella finanza climatica e nella decarbonizzazione. Protagonisti ...
10/11/2025 Clima 2025: i dati del WMO mostrano un pianeta sempre più caldo e instabile A cura di: Raffaella Capritti Clima 2025: il nuovo report WMO per COP30 mostra livelli record di gas serra, calore oceanico ...
07/11/2025 WWF: eliminare i combustibili fossili entro il 2050 per una transizione giusta ed equa A cura di: Stefania Manfrin Il WWF in previsione della COP30 chiede di fissare una roadmap vincolante per eliminare carbone, petrolio ...
05/11/2025 COP30 in Brasile: dieci anni dopo Parigi cresce l’incertezza ma il mondo investe in energia pulita A cura di: Stefania Manfrin A dieci anni dall’Accordo di Parigi, il report BNEF pre COP30 mostra un mondo tra investimenti ...
06/10/2025 COP30 a Belém: la sfida globale per il clima tra nuovi obiettivi e ambizioni rinnovate A cura di: Stefania Manfrin COP30 a Belém: dal Brasile un piano di azioni concrete per il clima. Nuove promesse per ...