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A cura di: Giorgio Pirani Indice degli argomenti Toggle Gli aumenti e le critiche dell’AnieI dati del settore: bene il fotovoltaico, calo per eolico e idroelettricoCritiche dell’Anie alla regioni che hanno bloccato le rinnovabili Le rinnovabili in Italia continuano a crescere a ritmo serrato: nell’anno passato, l’aumento è stato addirittura del 87% rispetto al 2022. Un balzo causato principalmente da un incremento del 345% nei potenziamenti degli impianti esistenti e del 77% nelle nuove installazioni. Il settore fotovoltaico ha giocato un ruolo predominante, rappresentando il 92% della potenza totale installata. Dati che provengono dall’Osservatorio Fer (Fonti Energie Rinnovabili), condotto da Anie Rinnovabili, l’associazione di Anie Confindustria. Se questi dati possono sembrare positivi, Anie però lancia l’allarme: nel corso del 2023 il settore delle fonti rinnovabili ha mostrato una crescita significativa, ma il tasso di questa sviluppo non è stato sufficiente per soddisfare gli obiettivi delineati nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Gli aumenti e le critiche dell’Anie Durante l’ultimo anno solare, sono state aggiunte nuove fonti di energia rinnovabile con una capacità totale di 5.677 MW in Italia. Tra queste, il fotovoltaico ha rappresentato la maggior parte con 5.234 MW, seguito dall’eolico con 487 MW. Tuttavia, l’idroelettrico ha subito una diminuzione netta di 85 MW, con 116 MW dismessi e solo 31 MW di nuove installazioni. Le bioenergie hanno contribuito con 41 MW. Al 31 dicembre 2023 in Italia risultano installati complessivamente 66,393 GW. Osservatorio Fer di Anie Rinnovabili: al 31/12/23 in Italia erano installati nel complesso 66,393 GW Nonostante questi progressi, Anie ha sottolineato che l’Italia è ancora lontana dall’obiettivo di installare 9 GW di nuova potenza rinnovabile all’anno fino al 2030. Questo è attribuito principalmente alla mancanza di un quadro normativo adeguato. “Su 39 provvedimenti attuativi, 17 devono essere ancora emanati”, segnala Anie, evidenziando la necessità di un maggiore impegno normativo per sostenere il settore delle energie rinnovabili. Tra i provvedimenti più rilevanti, che hanno visto ritardi anche di due anni, figurano decreti che riguardano l’individuazione delle aree idonee sia onshore che offshore per lo sviluppo delle energie rinnovabili, il decreto di burden sharing e il DM Fer X e il DM Fer 2. Un altro importante decreto che è stato ritardato riguarda la soppressione dello scambio sul posto, come anche quello riguardo la realizzazione della piattaforma delle aree idonee e nell’ottimizzazione degli iter autorizzativi. Ritardi attribuiti a inefficienze sia dell’attuale che del precedente governo. I dati del settore: bene il fotovoltaico, calo per eolico e idroelettrico Cresce quindi il settore fotovoltaico, principalmente sostenuto da impianti di taglia inferiore o uguale a 1.000 kW, i quali rappresentano il 79% della crescita complessiva. Questo aumento è attribuibile alle detrazioni fiscali, in particolare al superbonus, e all’autoconsumo. Si registra anche un incremento degli impianti di scala utility (con una potenza di almeno 10.000 kW), ma è una crescita modesta, evidenziando che le semplificazioni degli iter autorizzativi adottate nel periodo 2020-2023 non hanno ancora prodotto i risultati attesi e rappresentano una barriera per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle infrastrutture di rete. Battuta d’arresto per eolico, idroelettrico e bioenergie. Nel 2023, il primo ha registrato una diminuzione del 28% rispetto al 2022, con soli 380 MW di nuova potenza installata. Complessivamente, sono entrati in funzione 101 impianti, e il 91% della nuova potenza è stata installata su 17 impianti con una potenza superiore a 5 MW. Anche l’andamento dell’idroelettrico è in calo, con 31 MW di nuova potenza connessa (-40% rispetto al 2022). Complessivamente, sono entrati in funzione 72 impianti, tutti con una potenza inferiore a 5 MW. Il contributo delle bioenergie è stato minimo, attestandosi a 17 MW di potenza installata nel 2023 (-6% rispetto al 2022). Questi impianti sono distribuiti su 79 siti, tutti con una potenza inferiore a 1 MW. Tuttavia, dopo due anni consecutivi di dismissioni di impianti esistenti, nel 2023 le bioenergie hanno registrato un aumento di 24 MW di potenza grazie ai potenziamenti. Critiche dell’Anie alla regioni che hanno bloccato le rinnovabili Il settore delle energie rinnovabili è in attesa da tempo di norme fondamentali, tra cui le regole operative del Gse e le linee guida Crea-Gse sull’agrivoltaico, il DM Industria 5.0 insieme al registro Enea per la registrazione delle efficienze dei moduli e delle celle dei produttori europei, e la piattaforma di Terna per decongestionare la rete dalle richieste di connessioni obsolete o inutilizzate. L’associazione critica inoltre la “presa di posizione di alcune Regioni che hanno emanato provvedimenti in alcuni casi in opposizione alle aree idonee stabilite da una normativa nazionale sulle fonti rinnovabili”, facendo riferimento implicito alla decisione della Sardegna di adottare una moratoria sulle energie rinnovabili in attesa del decreto sulle aree idonee. Anie Rinnovabili auspica che si ottengano maggiore chiarezza e certezza normativa, affinché l’intera filiera delle energie rinnovabili possa continuare il suo percorso di crescita solida e contribuire efficacemente alla decarbonizzazione necessaria per il Paese. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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